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18 Giu. - Veltroni:"Premier ha rotto dialogo. Sua la
responsabilità dello strappo"
Dopo il duro scontro in Senato tra maggioranza e opposizione
sull'emendamento slitta-processi previsto nel pacchetto sicurezza,
Walter Veltroni attacca il premier annunciando l'interruzione del
confronto sereno tra i due schieramenti.
"Le conclusioni le ha tratte Berlusconi che ha strappato
la tela del dialogo possibile" ha detto il leader del Pd ai microfoni
del Tg3.
''Il Pd ha cercato in questi mesi di portare l'Italia fuori dal passato
ma evidentemente c'è chi vuole tenere questo paese inchiodato al
passato e noi, in Parlamento, siamo stati costretti in un mese a
discutere due questioni che riguardano gli interessi personali del
presidente del consiglio''. Cosi' il segretario del Pd Walter Veltroni
attacca, al Tg3, il premier Silvio Berlusconi.
Prima un "regalo" alla Lega, con il sì al reato di immigrazione
clandestina. Poi viene accontentata An, con il via libera ai militari
nelle strade. Infine, Silvio Berlusconi "pensa a sé medesimo e si
disegna su misura una legge ad personam". Il tutto, "nel giro di pochi
giorni". Walter Veltroni tira le somme e sbotta: adesso basta, non si
può più lasciar correre.
Veltroni ha ricordato l'avvertimento lanciato ieri al premier
Berlusconi quando lo aveva sollecitato a cambiare atteggiamento
rispetto alla "sequenza di strappi" prodotta dalla vicenda Rete4 e, da
ultimo, gli emendamenti cosidetti "salva premier". "Ieri avevo sperato
che prevalesse la responsabilità, ma per tutta risposta - ha
sottolineato Veltroni - si sono presentati due emendamenti che
riguardano una norma per evitare un processo che riguarda il presidente
del Consiglio e ieri sera si è mandata quella lettera che riapre lo
scontro nei confronti della magistratura, secondo lo scenario già visto
tante volte".
"Quindi - ha aggiunto Veltroni - le conclusioni le ha tratte il
presidente del Consiglio" che al dialogo ha preferito "un clima di
scontro".
"Io e il Pd -ha proseguito- abbiamo cercato in questi mesi di
portare l'Italia fuori dal passato, ma evidentemente c'è chi vuole
tenere il Paese inchiodato al passato. In un mese siamo stati per due
volte in Parlamento costretti a discutere degli interessi personali del
presidente del Consiglio".
Il Paese chiede che si discuta "dello stato di malessere delle
famiglie, dei lavoratori, delle difficoltà delle imprese e degli
artigiani e dei commercianti.
E' un Paese che ha bisogno di
ricominciare a muoversi, non di precipitare nello scontro del passato".
Quando viene chiesto a Veltroni se ormai abbia perso fiducia nel
Cavaliere, il leader del Pd ha risposto che "non è un problema di
fiducia personale ma di serietà, io non direi mai agli italiani una
cosa che non faccio".
Tempo limite venerdì, quando si riunisce l'Assemblea costituente. Lì,
Veltroni - se non ci saranno cambiamenti e da Berlusconi non arriverà
alcun passo indietro - sfiderà il governo e il premier: il Pd sbatterà
la porta in faccia al dialogo e farà opposizione dura, non ideologica o
strumentale, ma senza sconti.
''Ma Veltroni crede di essere Penelope? Dice di aver tessuto la tela
del dialogo e invece è lui che l'ha strappata non appena è cresciuta
l'opposizione di sinistra''. Così il sottosegretario alla presidenza
del Consiglio Paolo Bonaiuti risponde alle affermazioni del segretario
del Pd Walter Veltroni sul dialogo interrotto tra maggioranza e Partito
democratico.
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