| VELTRONI: SI' AL FEDERALISMO FISCALE, NO A UN'ALLEANZA CON LA LEGA |
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| 23/07/2008 | |
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23 lug. - Il Pd non farà mai un'alleanza con la Lega per
le riforme e, in particolare, per il federalismo fiscale. Parola di
Walter Veltroni, che, intervistato alla Festa dell'Unità di Roma,
affronta la questione delle riforme e del rapporto con la maggioranza,
ricordando che a rompere il clima di dialogo è stato Silvio Berlusconi.
"La parola 'dialogo' mi fa l'effetto della corazzata Potemkin per Paolo Villaggio. E' qualcosa che sta diventando non utile da affrontare...", estremizza Veltroni che invita a "non confondere il federalismo con un'alleanza con la Lega. Non possiamo fare né dobbiamo fare mai un'alleanza con chi ha quelle posizioni sui simboli dell'unità nazionale, sugli immigrati, sull'Europa.
Altra cosa se si discute nel merito, se si discute di cose che sono per l'interesse del Paese, come il federalismo fiscale che non è di interesse solo della Lega e non è tema del giochino 'dialogo si', dialogo no'".
Non a caso la serata del leader del Pd alla Festa dell'Unità è iniziata sulle note dell'inno di Mameli. Un messaggio chiaro, dopo le polemiche seguite al gesto e delle parole di Umberto Bossi contro l'inno nazionale. Poi, intervistato da Gianni Riotta, Veltroni ha affrontato tutti i temi che dominano la scena politica, dalle alleanze agli equilibri interni al Partito democratico, dal confronto con la maggioranza alla crisi economica. E a un certo punto è stato interrotto dal pubblico: "Serve risolvere il problema del conflitto di interessi...". Il segretario del Pd si ferma e replica: "E' giusto, ma le cose sono più complicate della propaganda semplificata".
Sul dialogo con il centrodestra Veltroni ribadisce che "è finito quando Berlusconi ha cominciato a usare questa legislatura come le altre facendo quattro provvedimenti ad personam".
"In un paese che sta precipitando - prosegue - il premier si occupa solo delle cose che lo riguardano e a questo si aggiunge la virulenza dei giudizi contro i magistrati. C'è chi si diverte a far tornare il paese al passato ma noi siamo nati per portare l'Italia fuori da quei 15 anni che le hanno fatto male e nel bene o nel male ci riusciremo".
Per questo, e per la delicatissima fase economica che il paese sta attraversando, "il risveglio da questo ulteriore sogno berlusconiano sarà molto brusco". "Sono convinto che in autunno esploderà la drammaticità della situazione economica e sociale.
Per questo faremo la manifestazione il 25 ottobre che sarà la più grande manifestazione dell'opposizione riformista nella storia del nostro Paese", aggiunge il leader del Pd, convinto che l'azione del partito debba puntare a "entrare nei pezzi di elettorato moderato che non ha il voto ideologico". Un obiettivo per il quale "nei prossimi mesi" il Pd salderà "la difesa dei principi democratici con la grande questione sociale". "Dobbiamo fare una grande campagna di verità - continua Veltroni - perché nel 2013, quando loro staranno per andare via, l'inflazione sarà al 42,9%".
Il leader democratico dà la sua ricetta anche riguardo alla situazione interna del partito: "Adesso pensiamo un po' a noi, al Pd. Mi va benissimo che ci siano le correnti, le fondazioni e le associazioni ma a una sola condizione: che il partito sia uno solo".
(da repubblica.it).
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