| VENDUTI IN ITALIA 34 VIDEOGIOCHI AL MINUTO. IL 5% VIETATO AI MINORI |
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| 10/04/2008 | |
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10 Apr. - Settemiladuecento individui l'anno scorso hanno giocato a videogiochi vietati ai minori di 14 anni. È il 4% delle vendite complessive. Lo sostiene l'Aesvi (Associazione Editori Software Videoludico Italiano) nel rapporto annuale 2007 sullo stato dell'industria in Italia presentato ieri a Milano. Saranno un po' delusi quanti tra opinionisti,
associazioni dei genitori, perbenisti e intellettuali si sono esercitati
nell'ultimo anno nel tiro al bersaglio al gioco adulto, prevedendo effetti
nevasti per la nostra gioventù. Tanto rumore per nulla, anzi per pochi.
I game vietati ai minori di 18 anni sarebbero un business
tutto sommato contenuto. Al contrario, scive l'Aesvi, il dato più significativo
sarebbe l'aumento delle vendite dei videogiochi PEGI 3+, che crescono di quasi
10 punti percentuali passando dal 24% del 2006 al 33% del 2007.
In sostanza su 10
videogiochi venduti 8 continuano ad appartenere alle classificazioni PEGI 3+
(tre anni e oltre), PEGI 7+ (sette anni e oltre) e PEGI 12+ (dodici anni e
oltre). Più Pokemon e Super Mario e meno Gta, verrebbe da concludere. E infatti
se guardiamo le classifiche di vendita a livello mondiale di VgChartz,
scopriamo che il primo titolo vietato (Gta: San Andreas) compare solo in
tredicesima posizione. Davanti a lui c'è il tenere Nintendo Dogs, il simpatico
Mario e i geniali Sims. Dove sono quindi le orde di giovani che utilizzano la
console solo per spargere sangue digitali?
Ma qualche cosa non torna. Probabilmente le statistiche non raccontano tutto. Ad esempio non conteggiano il fratellino che si impossessa della console del fratello maggiore attratto dal proibito. E sicuramente non registrano le session nascoste agli occhi degli adulti di adolescenti attratti dal vietato ai minori. Ma da qui a parlare di pericolo per lo sviluppo morale delle giovani mente ne passa. Forse, i toni esagerati e i continui allarmi si spiegano come la risultante di un gioco di specchi mediatico. I giochi vietati ai minori sono i più osannati dalla critica. Conquistano le copertine delle riviste, spesso sono accompagnati da massicce campagne pubblicitarie. Insomma, attirano l'attenzione e stimolano l'immaginario dell'opinione pubblica. Forse fin troppo. Se davvero solo il 4% del venduto è vietato ai minori di 18, gli allarmi potrebbero essere controproducenti. Potrebbero spingere sempre più minori a chiedere al negoziante il gioco proibito semplicemente perché ne ha parlato il giornale. Una riflessione è d'obbligo anche perché i giochi sono già entrati nelle nostre case. Solo un dato: in Italia nell'ultimo anno si sono vendute 5 console e 34 videogiochi al minuto. (Sole24 Ore) |
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