|
31 AGO - Tra Charlize Theron, Isabella Ferrari e Valerio Mastandrea, Mario Monicelli e Manoel De Oliveira oggi alla Mostra del Cinema ci sono anche loro, apparentemente pesci fuor d'acqua: sono Chiara Lepora, 33 anni da 7 medico nel pool d'emergenza di Medici senza frontiere con missioni in Angola, Darfur, Chad, Somalia e l'affermato cardiologo Gabriele Risica, reduce dai sei mesi nel centro di eccellenza cardiologica realizzato da Emergency a Khartoum in Sudan.
Sono i testimonial di due diversi eventi collaterali che
Venezia 65 presenta con il filo rosso dell'impegno che prevede anche la
proiezione e gli incontri, presentati dall'Associazione articolo 21,
intorno alle morti bianche con il film di Mimmo Calopresti la fabbrica
dei tedeschi e quello di Pietro Balla e Monica Repetto ThyssenKrupp
Blues. Si tratta dei film documentari Domani torno a casa (su
Emergency), di Paolo Santolini e Fabrizio Lazzaretti e Living in
Emergency (su Msf) di Mark Hopkins.
MONICELLI, NON VEDO L'ORA SCOMPAIA DE OLIVEIRA/ - 'Non vedo
l'ora scompaia De Oliveira. E' stato sempre la mia ossessione. E' piu'
anziano di me, piu' bravo di me ed e' stato invitato anche a piu'
festival di me'. A dirlo con il solito spirito acre il regista Mario
Monicelli (93 anni) parlando del maestro portoghese (100 anni a
dicembre) ancora al Lido dove ha presentato nella giornata di apertura
un suo corto (Do visivel ao Invisel).
L'occasione di questo divertito sfogo e' stata la presentazione stampa
di 'Vicino al Colosseo c'e' Monti', un documentario di 22 minuti
firmato dalla stesso Monicelli e passato oggi fuori concorso al
Festival del cinema di Venezia.
Ma Monicelli ha sparato anche contro l'Italia ('ormai una penisola alla
deriva che non so dove andra' a naufragare'), la cultura del nostro
paese ('non c'e' piu' nulla, solo il cinema ultimamente da' qualche
sussulto') e trovando come causa di tanto sfascio:'il fatto che
un'Italia ricostruita con sacrificio da una generazione nel dopoguerra
ha smesso di fare sacrifici e si e' detta ora cominciamo a divertirci'.
Il corto racconta appunto del quartiere romano Monti dove Monicelli
vive al numero civico 29 di Via dei Serpenti. Una casa, la sua, proprio
sopra un gelataio celebre per la sua 'stracciatella'. Da qui un viaggio
del regista, come un discreto Virgilio, nel Rione romano tra il suo
macellaio di fiducia che colleziona fumetti, il centro anziani, la
famosa cioccolateria, la tradizionale processione di quartiere e tutto
questo condito con brevi interviste del regista dell'Armata
Brancaleone.
'Volevo raccontare un Rione di Roma, forse il piu' antico, non con toni
enfatici e imperiali ma quotidiani - spiega Monicelli. Volevo parlare
di un rione che non ha la prosopopea del Barocco, con i suoi artigiani,
i suoi negozi di abbigliamento curiosi e le scuole di danza e teatro'.
E tutto questo, aggiunge: 'il piu' velocemente possibile, solo per
invogliare il curioso a cercarne gli aspetti piu' nascosti.
Perche' non c'e' nulla che non si possa tagliare. Anche la stessa
Divina Commedia andrebbe tagliata'.
Per Monicelli, che ha al suo attivo piu' di 65 film come regista ed
altrettanti come sceneggiatore ed e' sicuramente uno dei registi piu'
rappresentativi della commedia all'italiana, Vicino al Colosseo c'e'
Monti e' un piccolo caso. Prodotto da Gianvito e Alessandro Casadonte
per la Inspire Production da un'idea di Chiara Rapaccini, il corto ha
come unico interprete ovviamente il solo Monicelli, una sorta di
Virgilio alla scoperta di uno dei quartieri piu' antichi di Roma.
Ma gli abitanti di questa Roma 'che sono piu' paciosi e meno cattivi
nello spirito e nella satira dei toscani' nascondono anche per
Monicelli un oscuro segreto:'i romani - rivela - sono tutti figli dei
preti'. E poi spiega meglio: 'in una citta' sempre dominata dalla
Chiesa, i figli dei preti venivano adottati da gente comune e in cambio
avevano la sussistenza da parte della Chiesa'.
Tornando all'odiato De Oliveira, Monicelli spiega alla fine anche il
segreto della tanta vitalita' del maestro portoghese: 'forse non lo
sapete - dice con una certa perfidia tutta toscana rivolto ai
giornalisti -, De Oliveira viene dall'ambiente circense. Per questo e'
cosi' maledettamente in salute'
|