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Ultimo aggiornamento: 07.01.2009 ore 21:36
VIGILANZA RAI: NUOVA FUMATA NERA - PDL OSTRUZIONISTA O TRATTATIVE RISERVATE Stampa E-mail
25/06/2008
25 giu. - Niente da fare in Vigilanza Rai, per l'elezione del presidente e' ancora fumata nera. Il centrodestra, come gia' la scorsa settimana, anche oggi non ha votato facendo mancare il numero legale.
raicavallo280x200.jpgPD : MAGGIORANZA IRRESPONSABILE, E' DIVISA - Scoppia fragoroso lo scontro tra maggioranza e opposizione sulla Vigilanza Rai.
Dopo la nuova fumata nera (il centrodestra ha fatto nuovamente saltare il numero legale), il Pd parte all'attacco: "Comportamento irresponsabile", tuona Giorgio Merlo. Ma l'aennino Maurizio Gasparri rifiuta l'accusa, tacciando il centrosinistra di "ostruzionismo strisciante". L'intesa sembra in realta' lontana, dunque la situazione rischia lo stallo anche in caso di nuova convocazione della commissione. Dietro l'impasse sul presidente della commissione si staglia, in effetti, la questione Rai. Semplicemente, la maggioranza vuole "garanzie" sul cambio del cda, vuole "tempi e nomi certi- spiega Maurizio Lupi- sui nuovi vertici".
E Gasparri sfida la minoranza: "Se facessimo noi il nome del presidente sarebbe un atto arbitrario, lo faccia la minoranza".
Argomento risibile secondo il Pd: "La mia impressione- replica Vincenzo Vita- e' che ci siano problemi dentro la destra". Magari sul direttore generale- suggeriscono nell'opposizione- che dovra' prendere il posto di Claudio Cappon.
Insomma, la partita non riguarda piu' Leoluca Orlando, che resta il candidato "convintamente unico" del centrosinistra, ma si gioca ormai su un piano decisamente diverso
Al termine della riunione (a vuoto) in commissione, si incrocia il fuoco tra i due schieramenti. Il democratico Merlo accusa il centrodestra: "Lavora per indebolire la Rai e il servizio pubblico, non certo per rilanciarlo". Il forzista Lupi lo stoppa: "Forse ha visto un altro film. Il nostro e' un atto responsabile, che ha a cuore la Vigilanza ma anche il cda Rai".
In realta', spiega Lupi, "Noi con insistenza abbiamo chiesto all'opposizione, oltre a convergere sul presidente della commissione, di individuare un percorso comune, con tempi e nomi certi per il vertice Rai, attendiamo ancora risposte". Una posizione che il centrodestra sintetizza in una nota congiunta (Pdl, Lega e Mpa) diffusa a san Macuto: "Non ci sono ancora le condizioni per l'elezione del presidente della commissione di Vigilanza Rai perche' non si riesce a concordare un'intesa complessiva che riguardi l'assetto della Rai"
Ricordando che ieri si e' aperta l'assemblea della Rai, la maggioranza avverte che la Vigilanza "deve poter assicurare la rapida indicazione dei nuovi vertici per garantire alla Rai un pieno funzionamento. Occorre chiarezza su questo punto e lo diciamo alla luce del sole, perche' l'elezione del presidente della commissione non puo' prescindere da un'intesa piu' generale che consenta, con i due terzi previsti dalla legge di designare il nuovo presidente della Rai e i vari consiglieri".
Ecco, nessuna pregiudiziale- assicurano Lupi e Gasparri- sul nome di Orlando, ma "serve una intesa" di sistema, "una rapida intesa- e' l'auspicio- per il miglior funzionamento del servizio pubblico". E del resto, sul dipietrista candidato alla presidenza l'opposizione fa quadrato: "Abbiamo un solo nome, e' Orlando. Non ci sono subordinate", gela ogni velleita' Merlo.
Ma non e' Orlando il punto. "Non abbiamo mai espresso veti sui nomi delle minoranze, se poi la designazione viene reiterata- insiste Gasparri- ne prendiamo atto".
Il punto, avverte il capogruppo del Pdl al Senato, e' che la situazione "si e' in qualche modo aggravata" rispetto alla scorsa settimana, perche' da ieri -dall'apertura dell'assemblea Rai- le lancette corrono. Fabrizio Morri, capogruppo del Pd in commissione, allarga le braccia: "Francamente e' un atteggiamento, quello di forze politiche che dichiarano di avere fretta e paralizzano la Vigilanza, che continua a essermi incomprensibile".
E gli va dietro Vita: "E' ragione fragile e contraddittoria che ci voglia una intesa di sistema. Chi sara' o non sara' il presidente Rai e' un capitolo a se', qui c'e' una istituzione che deve avere un presidente. E tra l'altro- osserva l'esponente del Pd- non far funzionare la Vigilanza significa compromettere anche l'altra decisione sulla Rai".
Conclusione secca di Vita e Morri: il centrodestra "offende il Parlamento" e "non ha molto rispetto per le istituzioni". Insomma, altro che accordo di sistema, ci sono "problemi dentro la destra, messi in sordina con questa scusa", insiste Vita. Ma Gasparri non ci sta: "Non abbiamo inventato noi la concatenazione dei tempi, e' la realta' che lega le due cose", presidenza della Vigilanza e vertice Rai. E dunque, l'opposizione deve esporsi sui nomi di chi sara' nel cda della tv pubblica, deve "evitare designazioni a vuoto da parte del ministero dell'Economia, mettendo persone qualificate sulla graticola.
In altri termini, deve dare garanzie di voto sul presidente designato dal ministro Tremonti: "Come fa a fare un nome- insiste Gasparri- se non sa che in Vigilanza poi avra' i due terzi, come richiede la legge?".
Curioso replica il centrosinistra: "Vi pare che l'opposizione- obietta Morri- potrebbe eleggersi un presidente aggirando la norma che chiede i due terzi dei voti?". Come se ne esce? "Applicando realismo e dialogando alla luce del sole", assicura Gasparri.
E una "intesa politica puo' maturare anche 5 minuti prima" di rivedersi la prossima settimana, "il resto e' pura ipocrisia e volonta' di paralizzare la Rai". E comunque, avverte, "non vorremmo che si votasse in Vigilanza il presidente e poi ci fosse lo stallo sul problema B (il cda Rai, ndr) che e' molto urgente".
Il radicale Marco Beltrandi una soluzione ce l'ha, i presidenti delle Camere- e' il suo appello- convochino a oltranza la Viglianza "fino al voto utile". E comunque, aggiunge, "sarebbe bene che sul futuro della Rai si discutesse alla luce del sole, non nel chiuso di due stanze". Riferimento piu' che chiaro a quelle "trattative riservate che sarebbero da giorni in corso tra vertici del Pd e del Pdl: il futuro di una Rai che deve essere profondamente trasformata- taglia corto Beltrandi- non deve dipendere da conciliabili riservati tra elites".
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