| VIGILANZA RAI: NUOVA FUMATA NERA - PDL OSTRUZIONISTA O TRATTATIVE RISERVATE |
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| 25/06/2008 | |
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25 giu. - Niente da fare in Vigilanza Rai, per
l'elezione del presidente e' ancora fumata nera. Il centrodestra,
come gia' la scorsa settimana, anche oggi non ha votato facendo
mancare il numero legale.
PD : MAGGIORANZA IRRESPONSABILE, E' DIVISA - Scoppia fragoroso lo scontro tra
maggioranza e opposizione sulla Vigilanza Rai.
Dopo la nuova
fumata nera (il centrodestra ha fatto nuovamente saltare il
numero legale), il Pd parte all'attacco: "Comportamento
irresponsabile", tuona Giorgio Merlo. Ma l'aennino Maurizio
Gasparri rifiuta l'accusa, tacciando il centrosinistra di
"ostruzionismo strisciante". L'intesa sembra in realta' lontana,
dunque la situazione rischia lo stallo anche in caso di nuova
convocazione della commissione.
Dietro l'impasse sul presidente della commissione si staglia,
in effetti, la questione Rai. Semplicemente, la maggioranza vuole
"garanzie" sul cambio del cda, vuole "tempi e nomi certi- spiega
Maurizio Lupi- sui nuovi vertici".
E Gasparri sfida la minoranza:
"Se facessimo noi il nome del presidente sarebbe un atto
arbitrario, lo faccia la minoranza".
Argomento risibile secondo
il Pd: "La mia impressione- replica Vincenzo Vita- e' che ci
siano problemi dentro la destra". Magari sul direttore generale-
suggeriscono nell'opposizione- che dovra' prendere il posto di
Claudio Cappon.
Insomma, la partita non riguarda piu' Leoluca
Orlando, che resta il candidato "convintamente unico" del
centrosinistra, ma si gioca ormai su un piano decisamente
diverso
Al termine della riunione (a vuoto) in
commissione, si incrocia il fuoco tra i due schieramenti. Il
democratico Merlo accusa il centrodestra: "Lavora per indebolire
la Rai e il servizio pubblico, non certo per rilanciarlo". Il
forzista Lupi lo stoppa: "Forse ha visto un altro film. Il nostro
e' un atto responsabile, che ha a cuore la Vigilanza ma anche il
cda Rai".
In realta', spiega Lupi, "Noi con insistenza abbiamo
chiesto all'opposizione, oltre a convergere sul presidente della
commissione, di individuare un percorso comune, con tempi e nomi
certi per il vertice Rai, attendiamo ancora risposte".
Una posizione che il centrodestra sintetizza in una nota
congiunta (Pdl, Lega e Mpa) diffusa a san Macuto: "Non ci sono
ancora le condizioni per l'elezione del presidente della
commissione di Vigilanza Rai perche' non si riesce a concordare
un'intesa complessiva che riguardi l'assetto della Rai"
Ricordando che ieri si e' aperta l'assemblea della Rai, la
maggioranza avverte che la Vigilanza "deve poter assicurare
la rapida indicazione dei nuovi vertici per garantire alla Rai
un pieno funzionamento. Occorre chiarezza su questo punto e lo
diciamo alla luce del sole, perche' l'elezione del presidente
della commissione non puo' prescindere da un'intesa piu'
generale che consenta, con i due terzi previsti dalla legge di
designare il nuovo presidente della Rai e i vari consiglieri".
Ecco, nessuna pregiudiziale- assicurano Lupi e Gasparri- sul
nome di Orlando, ma "serve una intesa" di sistema, "una rapida
intesa- e' l'auspicio- per il miglior funzionamento del servizio
pubblico". E del resto, sul dipietrista candidato alla presidenza
l'opposizione fa quadrato: "Abbiamo un solo nome, e' Orlando. Non
ci sono subordinate", gela ogni velleita' Merlo.
Ma non e' Orlando il punto. "Non abbiamo
mai espresso veti sui nomi delle minoranze, se poi la
designazione viene reiterata- insiste Gasparri- ne prendiamo
atto".
Il punto, avverte il capogruppo del Pdl al Senato, e' che
la situazione "si e' in qualche modo aggravata" rispetto alla
scorsa settimana, perche' da ieri -dall'apertura dell'assemblea
Rai- le lancette corrono. Fabrizio Morri, capogruppo del Pd in
commissione, allarga le braccia: "Francamente e' un
atteggiamento, quello di forze politiche che dichiarano di avere
fretta e paralizzano la Vigilanza, che continua a essermi
incomprensibile".
E gli va dietro Vita: "E' ragione fragile e contraddittoria
che ci voglia una intesa di sistema. Chi sara' o non sara' il
presidente Rai e' un capitolo a se', qui c'e' una istituzione che
deve avere un presidente. E tra l'altro- osserva l'esponente del
Pd- non far funzionare la Vigilanza significa compromettere anche
l'altra decisione sulla Rai".
Conclusione secca di Vita e Morri:
il centrodestra "offende il Parlamento" e "non ha molto rispetto
per le istituzioni".
Insomma, altro che accordo di sistema, ci sono "problemi
dentro la destra, messi in sordina con questa scusa", insiste
Vita. Ma Gasparri non ci sta: "Non abbiamo inventato noi la
concatenazione dei tempi, e' la realta' che lega le due cose",
presidenza della Vigilanza e vertice Rai. E dunque, l'opposizione
deve esporsi sui nomi di chi sara' nel cda della tv pubblica,
deve "evitare designazioni a vuoto da parte del ministero
dell'Economia, mettendo persone qualificate sulla graticola.
In altri termini, deve dare garanzie di
voto sul presidente designato dal ministro Tremonti: "Come fa a
fare un nome- insiste Gasparri- se non sa che in Vigilanza poi
avra' i due terzi, come richiede la legge?".
Curioso replica il
centrosinistra: "Vi pare che l'opposizione- obietta Morri-
potrebbe eleggersi un presidente aggirando la norma che chiede i
due terzi dei voti?".
Come se ne esce? "Applicando realismo e dialogando alla luce
del sole", assicura Gasparri.
E una "intesa politica puo'
maturare anche 5 minuti prima" di rivedersi la prossima
settimana, "il resto e' pura ipocrisia e volonta' di paralizzare
la Rai". E comunque, avverte, "non vorremmo che si votasse in
Vigilanza il presidente e poi ci fosse lo stallo sul problema B
(il cda Rai, ndr) che e' molto urgente".
Il radicale Marco Beltrandi una soluzione ce l'ha, i
presidenti delle Camere- e' il suo appello- convochino a oltranza
la Viglianza "fino al voto utile". E comunque, aggiunge, "sarebbe
bene che sul futuro della Rai si discutesse alla luce del sole,
non nel chiuso di due stanze". Riferimento piu' che chiaro a
quelle "trattative riservate che sarebbero da giorni in corso tra
vertici del Pd e del Pdl: il futuro di una Rai che deve essere
profondamente trasformata- taglia corto Beltrandi- non deve
dipendere da conciliabili riservati tra elites".
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