| VOTO '08 . PANNELLA/BOSELLI: STORIA DI UN DUELLO A DISTANZA |
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| 12/04/2008 | |
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12 Apr. - L’antefatto - Il rapporto tra i radicali e i socialisti è una di quelle cose che sono nate male e che sono finite peggio. Socialisti e radicali hanno fatto la Rosa nel Pugno nel 2006 forse troppo prematuramente o più semplicemente hanno sbagliato a fare i calcoli. Comunque, in quell’occasione le urne sono state impietose. Nel 2008 ci
sarebbero state oggettivamente le condizioni perché Radicali e Socialisti si
presentassero con un’offerta comune all’elettorato ma La Rosa nel Pugno è stata
sciolta qualche mese prima della repentina e inaspettata (almeno da Radicali e
Socialisti) caduta del governo. Quindi Boselli si è trovato con il
percorso dell’unità socialista non completato ma solo iniziato ma che lo ha portato
a mettere insieme tutte le componenti rilevanti della diaspora socialista,
mentre i Radicali si sono trovati stranamente legati al destino di Prodi e
allora ecco che quando, forse, aveva senso mettere insieme non un partito unico
(chiunque si mette con Pannella e Co., viene annesso) ma magari una coalizione
laica, liberare e socialista, la Bonino ha deciso di accettare le condizioni del Partito
democratico, di rinunciare al proprio simbolo, di accettare che ciò che veniva
negato ai Radicali venisse concesso a Di Pietro, mentre Boselli, il mite
Boselli, che aveva accarezzato l’idea di essere il protagonista della
riunificazione socialista, alla quale si era aggiunta la componente dissidente
dei Ds che fa capo ad Angius, ha deciso di non rinunciare al simbolo proprio in
quel particolare momento storico e di tentare un’avventura elettorale
difficile.
La confusa offerta di Pannella - All’inizio di questa campagna elettorale ci sono state scintille fra i radicali e i socialisti. I socialisti hanno sostenuto che i Radicali si fossero sciolti nel Pd, che avessero abdicato, che in cambio dei seggi in Parlamento e dei soldi del finanziamento pubblico, avessero rinunciato non solo alla propria identità ma soprattutto avessero firmato lo stesso programma che aveva firmato la Binetti, leader carismatico dei teocom. I radicali rispondevano indignati accusando proprio Boselli di avere chiuso la Rosa nel Pugno anche se le cronache riportano un divorzio consensuale e se il declino della Rosa nel Pugno fu siglato dal negativo risultato elettorale. Poi il silenzio. Un silenzio rispettoso e opportuno tra le parti. Ma Pannella, durante lo sciopero della sete e della fame contro il Partito democratico per il rispetto della parola data e durante una trattativa estenuante con il Pd che per 15 giorni ha inchiodato Veltroni e egemonizzato le cronache politiche, entra in contatto con i Socialisti e, dopo aver chiuso l’accordo con il Pd, ne propone un altro al Partito Socialista. Pannella ha pronte le liste radicali, con tanto di firme e di candidati ed è pronto a presentarle per salvare la sua faccia di leader carismatico che non viene accolto né alle primarie come candidato del Pd, né nelle liste delle politiche del 2008. Pannella è pronto a non presentare le liste in cambio di un accordo politico con i socialisti che comprendeva da 4 a 6 posti e, ovviamente, la quota del rimborso elettorale. Boselli rifiuta il principio dell’accordo politico, pone la condizione che l’accordo politico debba essere successivo ad un’eventuale rottura con il Pd e propone a Pannella ed ai suoi, un “diritto di tribuna”. Pannella, correttamente in quella fase, dice che potrebbe accettare il diritto di tribuna relativo al rimborso elettorale ma non può garantire di poter chiedere il voto per la lista socialista in quanto si deve tenere libero per decidere se e quando sarà opportuno chiedere di votare per il Pd. A quel punto era evidente che Boselli non avrebbe potuto accettare di mettere in lista il leader di un partito che aveva fatto un accordo con un altro partito, il Partito democratico, con la possibilità che, pur essendo nelle liste socialiste potesse chiedere di votare un’altra lista.
Il colpaccio di Boselli - Giovedì 10, in mattinata, Enrico Boselli si presenta a Filo Diretto a Radio Radicale e durante il suo intervento chiede agli elettori radicali di votare Partito Socialista. Boom!! Ma la cosa potente è la motivazione. Boselli dice: “visto che gli 8, 9 parlamentari saranno comunque eletti nelle liste del Pd ed il voto dei radicali non è determinante per eleggerli, se i radicali votano Partito Socialista, otterremmo il risultato di far eleggere 25 parlamentari laici che andrebbero a sommarsi a quelli eletti nelle liste del Partito democratico”. Il ragionamento non fa una grinza. Bordin tentenna e incassa il colpo. Ancor di più, Boselli vincola il mandato suo e dei socialisti al patto laico ed ai suoi 7 punti che, appena il giorno prima, aveva presentato e che aveva chiesto che venisse firmato anche da Pannella e Bonino. La mossa di Boselli è una di quelle che lascia il segno e infatti i radicali si mobilitano. Ieri Pannella si è precipitato a Sky e questa notte, tutta la notte, fino alle 7,30 di questa mattina, ha fatto una veglia radiofonica per convincere, uno per uno, i suoi elettori a non votare Boselli. La reazione di Pannella - L'attacco di Pannella è durissimo, sostiene che la leadership di Boselli non è legittimata da un persorso democratico, sostiene che votare Boselli è come vtare Berlusconi, e che il 13 e il 14 l'unica scelta responsabile è quella tra Veltroni o Berlusconi. Gli rimprovera di avere cambiato alleato ad ogni tornata elettorale.
E’ andato oltre. Durante la
notte, una notte difficile per Marco Pannella ha dato dello stalinista
ad
Angius, del “Bobo Bobuccio” a Bobo Craxi, ha annunciato che la Rosa nel
Pugno non è morta
perché il prossimo mese farà un’assemblea che ha chiamato “l’assemblea
dei mille”
assieme a Del Bue, che è un capolista del Partito Socialista. Ha
sviluppato la teoria dei due
“Enrichi” puntando il dito sulla performance di Enrico Boselli alla
trasmissione
di Enrico Mentana, Matrix, come prova di un inciucio
berlusconiano-socialista. Ma quando nello studio di
Radio Radicale è arrivato Luca Telese ed ha cominciato a contraddirlo e
a difendere
Boselli, articolando le ragioni dl leader socialista, Pannella si è
anche arrabbiato anche se le telefonate che arrivavano dagli
ascoltatori non erano un plebiscito, anzi gli elettori radicali, più
che la Binetti sembrano non sopportare la presenza di Di Pietro e
molti, moltissimi elettori, hanno cominciato a ripetere che non
avrebbero votato il Pd ma avrebbero votato socialista. Non si è
dimenticato neanche di dare una ripassatina a Capezzone coniando un
nuovo slogan "da Giavazzi a Tafazzi". Ma complessivamente, nonostante queta notte Pannella fosse di ottimo
umore, e che le telefonate non ci fosse un flusso di telefonate
elevatissimo, circa la metà gli hanno comunicato che il voto al Pd non
l'avrebbero dato.
scritto da Leonardo, aprile 13, 2008 La bandiera si ammaina al tramonto solo se si è sicuri di poterla far garrire il giorno dopo;in ogni altro caso NO!!! Bravo Boselli! Le radici profonde del Socialismo italiano torneranno a dare frutti meravigliosi. scritto da VIAFERRATA, aprile 12, 2008 PANELLA BONINO ...ANCHE VOI AMMALATI DI TV...PREBENDE POTERE... scritto da folgore, aprile 12, 2008 Io voto socialista. Pannella ha tradito un'alleanza che col tempo avrebbe potuto dare ottimi risultati. Peccato Pannella, e dire che ti avevo sempre apprezzato scritto da Peppe, aprile 12, 2008 Caro Andrea...ma perchè Veltroni non ha imbarcato tutto e il contrario di tutto all'interno del PD??!! Ma che stai a dì?? L'unica cosa che rimprovero ai socialisti è quella di essersi svegliati troppo tardi. Vedrai i risultati di lunedì...ci sarà una sorpresina. scritto da Andrea, aprile 12, 2008 I socialisti si stanno comportando da furbetti. Le loro trattative con il PD non hanno MAI riguardato i diritti civili, ma solo la questione del simbolo o non simbolo. Adesso fanno i furbi, chiedono un voto per la laicita' che ha il solo effetto di rendere piu' facile la vittoria di chi ha scritto la legge sulla fecondazione assistita. Il PD puo' battere Berlusconi e prendere una maggioranza in parlamento che sommata ai seggi di SA darebbe la piu' grande presenza progressista in Parlamento che si sia mai vista. scritto da matrix, aprile 12, 2008 Che pena i radicali che hanno voluto salire a tutti i costi sul pulmann di Veltroni pensando di poter contare qualcosa e cercando di convicere i propri elettori che avrebbero portato i democratici verso battaglie laiche e di diritti civili.Noto solo che l'unica cosa certa sono le poltrone e i soldi per i rimborsi elettorali.Alla faccia della coerenza!!!!!!!!!!!!!!!!! |
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