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Ultimo aggiornamento: 07.01.2009 ore 20:23
VOTO '08: ANCHE I SOCIALISTI, NEL LORO PICCOLO, SI INCAZZANO Stampa E-mail
07/03/2008

7 Mar.- Vi proponiamo l'articolo apparso questa mattina sul quotidiano Il Riformista, che analizza l'accaduto di ieri, ovvero il sit-in davanti agli studi di Via Teulada quale forma di protesta del Partito Socialista in quanto escluso dalle trasmissioni di natura politica della Rai, Incazzati "contro" il tentativo di cancellare una storia gloriosa, "contro" la linea di Veltroni, "contro" l'inciucio con Berlusconi.

precario280x200.jpgLui, ex guru della comunicazione del Cavaliere, Luigi Crespi, minimizza il suo ruolo: "Cerco solo di dare una mano ai socialisti per migliorare le loro performance. La struttura della comunicazione già esiste e lavora bene. Io contribuisco a renderla più visibile". eppure il nuovo stile aggressive del mite Boselli è targato proprio Luigi Crespi.
A lui è stato dato l'incarico di gestire quella che per i socialisti assomiglia sempre di più alla battaglia della vita: superare lo sbarramento del 4%.
A questa mission impossible sarebbe legato anche da un contratto -pure se tutti smentiscono, a partire dall'interessato- cheprevede un cospicuo compenso in caso di raggiungimento del risultatato.
E lui, l'uomo che inventò il più celebre contratto con gli italiani, quasi fosse in una seduta psicoanalitica, ha dato ai socialisti un ordine ben preciso: cacciate tutta la vostra rabbia, siate incazzati. Dice Crespi: "La rabbia è un sentimento diffuso, non è un trucco mediatico.
Sono incazzati tutti, da Bobo Craxi a Villetti, da Angius a De Michelis. E, dal loro punto di vista, hanno ragione". E per mettere a punto la strategia del "siamosocialisti e siamo incazzati" (come è scritto sui primi manifesti della campagna elettorale), a San Lorenzo in Lucina ogni mattina si svolge una riunione fiume presieduta proprio da Crespi: tre, quattro ore di brainstorming serrato, dalla lettura dei giornali all'analisi dei messaggi mediatici, alla gestione dell'agenda elettorale.
Obiettivo: costruire un'immagine aggressiva, diretta. Via il bon ton e la diplomazia di Palazzo: l'imperativo è scagliarsi contro l'avversario. Quale? Veltroni, of course. Dice Villetti, anch'egli un mite diventato aggressive: "Veltroni sta provando a cancellarci e per fare questo ha inglobato i radicali, perché considera la laicità il tallone d'Achille del Pd. Ma questo esalta il nostro ruolo. Diremo che Veltroni ha deposto le armi a Berlusconi prima di combattere".
E' quasi uno schema da avanguardia quello che interpreteranno Boselli&Co nel prossimo mese: "contro" il tentativo di cancellare una storia gloriosa, "contro" la linea di Veltroni (che porterebbe ad una sconfitta "epocale" il centrosinistra, dicono), "contro" l'inciucio con Berlusconi. E "contro" il sistema dell'informazione.
Ieri Boselli ha messo in atto la prima iniziativa eclatante lasciando lo studio televisivo durante la registrazione di Porta a Porta: "Questa è la prima trasmissione politica alla quale sono stato invitato negli ultimi due mesi: ci sono regole truccate perché gli elettori non conoscono i nostri programmi, i nostri volti e non sanno che io sono candidato premier per il Partito Socialista" ha affermato il leader del Ps. All'uscita, presente tutto il gruppo dirigente e alcuni militanti che hanno esposto i cartelli "Anche i socialisti pagano il canone" e "Rai tv censura di tutto di più". Boselli ha pure improvvisato un comizio davanti alla sede Rai di Via Teulada per protestare contro "l'oscuramento della tv pubblica sui socialisti".
E ha annunciato altre iniziative di protesta sotto Mediaset e sotto le sedi dei quotidiani. Ma, se non si riesce a sfondare a Roma, tanto vale partire dalla provincia.
Il piano B di Crespi, dicono a San Lorenzo in Lucina, prevede un massiccio investimento in spot sulle tv locali e su internet, ovviamente sempre all'insegna della rabbia.
Anche l'apertura della campagna elettorale, che si terrà domani pomeriggio all'auditorium del Massimo, sarà segnata da questo stile. La scenografia messa a punto dalle registe Katia e Titti Simmi prevede due filmati più dilotta che di governo. Il primo con immagini di lavoratori, di ieri e di oggi, sule note della canzone Eppure soffia di Pierangelo Bertoli, anch'essa un po' incazzata. Il secondo celebra il centenario dell'8 marzo sulle note di Respect di Aretha Franklin. Dietro il palco, a testimoniare che il socialismo non sarebbe un reperto archeologico, la scritta su uno sfondo rosso fuoco: "Socialismo adesso, socialismo ahora", con una chiara allusione a Zapatero. Dice Katia Simmi: "Certo che siamo incazzati e che chiediamo rispetto. Non si può cancellare una storia di cento anni". (Il Riformista)
Commenti (6) >>
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scritto da mauro minghi, marzo 09, 2008

AHORA Y SIEMPRE SOCIALISMO

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scritto da ennioplini, marzo 08, 2008

hanno volutamente ucciso il partito socialista,anni orsono,quando constatarono(i coministi)che la gestione craxi stava facendo progredire il partito e probabilmente avrebbe oscurata l'estrema sinistra e coagulato tanta gente che non era nè dc,nè pci,un poco come oggi veltroni contrabbanda il suo tentativo di mettere nel pd varie anime.Allora è stato praticamente ucciso sia moralmente che fisicamente e nessuno ha più avuto il carisma suo nel guidare il psi che si è frantumato in molti principati con pochissimo seguito e pertanto destinato a vivacchiare fino a spengersi:Male,molto male.

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scritto da socialista e basta, marzo 08, 2008

Sempre Avanti!

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scritto da mattia, marzo 08, 2008

io voterò socialista.mi pare la scelta migliore

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scritto da sergio, marzo 07, 2008

Coraggio compagni e compagne sono un compagno di capri e sono incazzatissimo.
Sempre avanti.....verso la camera e il senato.
Auguri Compagno Boselli

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scritto da Giacomo, marzo 07, 2008

Rispetto ai vari manifesti politici che ho visto questo mi sembra davvero il migliore. Complimenti Crespi.

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