| VOTO '08: ANDREOTTI: LA DC NON C'E' PIU' - IL SENSO POLITICO DI DE MITA |
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| 27/02/2008 | |
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27 feb. - Da quando la Democrazia
Cristiana non c'e' piu', da quando ha cambiato nome io mi
sono chiamato fuori perche' si e' chiuso un periodo". Cosi'
risponde Giulio Andreotti, ospite di "Panorama del giorno", a
Maurizio Belpietro che gli chiedeva se credeva in una nuova
Dc.
"Non credo proprio che ci sia, anche nella situazione
internazionale, una condizione globale per riprendere un
movimento di Democrazia Cristiana come tale - aggiunge -.
Credo che dovremmo essere piu' concreti, si devono prendere
due o tre punti precisi, con impegni a tempi molto brevi e
forse su questo si potrebbe coagulare un po' di opinione
pubblica. Il resto ho l'impressione che sia un po' retorica".
E quali sarebbero i due-tre punti di cui i cristiani
dovrebbero parlare?
"Lo schema dei valori, voler presentare
qualcosa che sia di programmatico, di un certo respiro, che
chiarifichi bene la nostra posizione internazionale. E poi
dare una speranza concreta di diminuire le troppe distanze
che ancora esistono nelle possibilita' di vita".
Servono dunque temi piu'
concreti come quelli dei salari, degli stipendi, temi che
"devono essere un punto di riferimento".
Richiesto di un
commento sull'iniziativa di Giuliano Ferrara sull'aborto, il
senatore a vita dice:
"E' sicuramente un punto importante
pero' e' un punto. Se uno non ha da dar da mangiare ai suoi
figli, per esempio, penso non gli interessi un granche' che
praticare l'aborto sia piu' difficile".
E sul fatto che "i
cattolici stanno litigando dentro i vari schieramenti un po'
su tutti i temi", Andreotti ribatte: "Siamo tutti cattolici,
tutti battezzati. Non e' una mania".
Quindi non si tratta di
una questione di ex democristiani. "No, bisognerebbe cercare
di avere adesioni e opposizioni su temi estremamente concreti
e verificabili altrimenti, senno' se ognuno mette delle piume
o un bel vestito da sera, conta poco".
Andreotti, che e' stato sette
volte presidente del Consiglio ed e' in Parlamento dal 1946
che ne pensa di lasciare a casa chi ha gia' fatto tre
legislature?
"Sono senatore a vita e quindi non mi riguarda
pero' mi pare un concetto un po' sbagliato. Penso che ci sono
persone validissime a 22 anni come anche a 90, come ci sono
degli imbecilli anche a 20 anni".
Dunque avrebbe ricandidato
De Mita… "Direi di si'. De Mita certamente il senso politico
ce l'ha".
E invece Francesco Cossiga, il collega senatore a
vita, faceva un po' di ironia. "Il giorno che Cossiga non
facesse dell'ironia ci domanderemmo tutti se non sta bene in
salute perche' lui e' sempre molto spiritoso" commenta
Andreotti.
E in merito alla proposta di Gianfranco Fini prima
e di Walter Veltroni poi sulla castrazione chimica ai
pedofili dice: "Certamente i pedofili sono una jattura e
bisogna guardarsene. Pero' forse se ci si punta troppo il
riflettore ho l'impressione che si da' piu' peso, piu' spazio
a loro, che non parlandone poco come ai miei tempi. Allora -
conclude il senatore a vita - faticavo a capire perche' mia
madre non voleva che andassi al cinema da solo. L'ho capito
dopo che potevo fare incontri di questo tipo". (IlVelino)
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