| VOTO '08: BERLUSCONI addio a Casini senza conseguenze; CASINI: PDL promesse irrealizzabili |
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| 18/02/2008 | |
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18 feb. - Chiamarla separazione consensuale pare davvero
impossibile. Quella tra Berlusconi e Casini è ormai una guerra di
dichiarazioni tra ex coniugi. Basta guardare i giornali di oggi.
Il cavaliere rilascia un’intervista al Giornale in cui afferma che
l’addio di Pier Ferdinando Casini al Popolo delle Libertà ‘’non sposta
nulla, come l’addio di Follini. Gli elettori dell’Udc rimarranno in
gran numero con il Pdl'’. E Casini risponde con un’intervista a
Repubblica: voglio ‘’parlare un linguaggio di verità e responsabilità,
non presentare un elenco di promesse che poi non vengono realizzate'’
Berlusconi attacca l’Udc (’’sono quelli che tra il 2001 e il 2006 non ci hanno lasciato realizzare pienamente il nostro programma, e che ci hanno impedito di vincere due anni fa”), smentisce i sondaggi che vorrebbero il partito di Casini al 7% ('’A noi risulta molto meno'’) e ironizza sul suo leader che si è dichiarato ‘’non in vendita'’ ('’E chi lo voleva comprare?'’).
Secondo Berlusconi ‘’l'adesione dell’Udc al Pdl, che è la costola italiana del Partito Popolare Europeo, sarebbe stata l’approdo naturale e coerente di uno dei partiti fondatori della Casa della Libertà. Credo non sia stato giusto e lungimirante arroccarsi in un’identità senza prospettiva invece di dare una prospettiva politica e storica alla propria identità'’.
Il leader dell’Udc invece rilancia: ‘’Per me potevano esserci spazio e grandi riconoscimenti a condizione che si annullasse un’esperienza politica'’.
E se la prende soprattutto con Fini: “avrà riconoscimenti, sarà presidente della Camera, ministro degli Esteri o quello che vuole. A patto che annulli la sua esperienza politica. Il problema è perfettamente legittimo, dal punto di vista di Berlusconi è anche coerente perché‚ non vuole condizionamenti di altri partiti'’.
Per quanto riguarda l’Udc annuncia: ‘’Da oggi lavoriamo per una maggioranza relativa, non dobbiamo dire quello che gli elettori vogliono sentirsi dire ma quello che noi riteniamo giusto dire. Per esempio sul numero chiuso all’università, Malpensa, il ritorno al nucleare'’.
E aggiunge: ‘’Mi sembra chiaro che c’è un patto reale tra Berlusconi e Veltroni. A cosa porterà non lo so, ma certamente tra i due c’è qualcosa di più di un’intesa cordiale'’.
Non è affatto di questa idea il leader del Pdl che dalle colonne del Giornale invita Walter Veltroni ‘’a non prendere troppo freddo'’ e a ‘’non stancarsi troppo, anche se poi, all’opposizione, avrà molto tempo per riposarsi'’.
Ritiene impossibile una vittoria del Pd ‘’perché‚ gli italiani hanno capito che la sinistra italiana non può e non sa governare'’.
Nel programma che Veltroni ha illustrato, secondo Berlusconi, ‘’c'è del buono e del nuovo, peccato però che il buono non sia nuovo e il nuovo non sia buono'’.
I dodici punti di Veltroni ‘’sono proposte per metà copiate dal centrodestra'’. E aggiunge: ‘’Attenzione ai sondaggi fasulli'’.
In particolare il leader del Pdl afferma che ‘’non è vero che il Partito democratico sia al 35% e non è neanche vero che Di Pietro sia al 6%. I sondaggi di cui disponiamo lo danno sotto il 3%'’.
E promette: taglio dell’Ici, detassazione degli straordinari, bonus bebè. Sono alcuni dei provvedimenti ‘’che cominceremo a realizzare fin dal primo consiglio dei ministri’. Ci presenteremo con disegni di legge già pronti'’, assicura Berlusconi, nell’ambito di un ‘’progetto assolutamente concreto che cominceremo a realizzare'’ subito dopo le elezioni.
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