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Ultimo aggiornamento: 07.01.2009 ore 20:23
VOTO '08: BERLUSCONI E VELTRONI ALLE PRESE CON IL NODO DELLE ALLEANZE Stampa E-mail
12/02/2008
12 feb. - Giorni di trattative sulle alleanze per il voto del 13 aprile. Sia Walter Veltroni che Silvio Berlusconi sono al lavoro per valutare accordi e possibili intese. Per quanto riguarda il Pd prosegue il dialogo con Antonio Di Pietro che, dopo l'incontro di ieri al loft, vedra' di nuovo Veltroni nella giornata di mercoledi' per un supplemento di confronto.
berlusconi-veltroni.jpg Non e' andato bene invece il faccia a faccia con Enrico Boselli: "Nessuno puo' chiederci un accordo che preveda lo scioglimento del nostro partito", ha detto il leader socialista dopo aver parlato questa mattina con Veltroni. Un 'no, grazie' piccato e' arrivato anche da Emma Bonino, invitata ad entrare nel Pd da numerosi esponenti del Partito democratico da Piero Fassino a Giovanna Melandri. "Non se ne parla proprio, non sono un'accattona", ha tagliato corto la radicale. Nell'altro campo, invece, resta da sciogliere, innanzitutto, il caso Udc ovvero se il partito di Pier Ferdinando Casini entrera' oppure no nel Popolo delle Liberta' di Silvio Berlusconi. Il Pdl 'corteggia' i centristi anche perche' il loro ingresso allungherebbe ulteriormente la distanza dal Pd. Ma il Cavaliere sembra stia perdendo la pazienza con i centristi e ha lasciato intendere che o Casini si decide ad entrare nel Pdl oppure non vi sara' alcun apparentamento. Per Gianfranco Fini "sarebbe davvero grave se gli amici dell'Udc non comprendessero l'importanza di cio' che sta accadendo". Oltre al nodo-Udc c'e' anche quello legato alla 'Destra' di Francesco Storace che ha ribadito di "non voler essere trattato come la Lega. Io non sono uscito da An per finire nel Ppe". Intanto, si scaldano i motori anche per quanto riguarda le elezioni amministrative e gli occhi sono puntati soprattutto sulla partita del Campidoglio che a giorni Veltroni lascera', ma non prima del via libera al nuovo piano regolatore della Capitale. Per il centrosinistra a correre sara' quasi sicuramente (si aspetta solo l'ufficializzazione) Francesco Rutelli. Nell'altro schieramento invece si e' gia' fatto avanti proprio Storace, mentre si e' tirato indietro dopo le indiscrezioni degli ultimi giorni, Franco Frattini di Forza Italia.
DI PIETRO, STA A VELTRONI DECIDERE - BOSELLI, NO ALLE ANNESSIONI - "Spetta ora a Veltroni il compito di passare dalla parole ai fatti''. Cosi' Antonio Di Pietro ha rilanciato la palla al Pd commentando l'incontro di ieri con Veltroni al loft. ''Non solo per condividere il programma -ha aggiunto- ma per riconoscere all'Italia dei Valori la sua identita' valoriale. Noi siamo pronti ad aiutare il Partito Democratico a vincere le elezioni e a rappresentare un'alternativa al centrodestra di Berlusconi. Veltroni deve saper cogliere questa opportunita' al volo se vuole". "Se non vuole -ha aggiunto Di Pietro- l'Italia dei Valori c'e' e ci sara' alle prossime elezioni. Con il Pd, o senza, saremo presenti col nostro simbolo con una forte spinta e determinazione a far parte del partito con le 'mani pulite' e libere. Dipende dal Partito democratico se vuole vincere e governare o se vuole rinchiudersi e rinunciare''. Se Di Pietro ha ribadito la propria disponibilita', i Socialisti hanno confermato che non sono disposti a sciogliersi nel Pd, coem ha spigato il segretario Enrico Boselli dopo l'incontro stamattina Veltroni. "Nessuno puo' chiederci un accordo che preveda lo scioglimento del nostro partito. Noi -ha spiegato il leader socialista- non abbiamo nessuna intenzione di scioglierci ne' di essere annessi". Dopo l'incontro le probabilita' di un'intesa si sono quasi azzerate. Anche perche', come ha spiegato Boselli, il Pd avrebbe chiesto agli esponenti della Costituente socialista di confluire nelle liste dei democratici rinunciando, di conseguenza, alla presentazione del simbolo con la Rosa.

FRANCESCHINI, NON SI COMPRENDE PERCHE' SOCIALISTI NON POSSANO RICOMPORSI CON NOI - Un punto di incontro tra Socialisti avrebbe potuto essere quello di collegare le liste del Pd con quelle di Boselli, ma evidentemente il proposito non e' andato a buon fine. "Ci hanno chiesto di entrare nelle loro liste -ha riferito Boselli- noi invece ci saremmo aspettati un accordo sul programma riformista. Invece l'alternativa e' stata 'o vi sciogliete o niente'". Pd e Socialisti si sono presi una pausa di riflessione di 24 ore, prima di dare una risposta definitiva. Boselli pero' si e' detto certo che i Socialisti "andranno con loro simbolo. Faremo nostre liste e vedremo se ci saranno accordi con altre forze". Il numero due del Pd, Dario Franceschini, ha spiegato che l'offerta ai Socialisti e' stata quella di "un accordo politico e la loro entrata nelle liste del Pd. Del resto, negli ultimi anni, lo hanno gia' fatto con Verdi e Rosa nel Pugno, e non si comprende perche' non possano ricomporsi ora con il partito che ha dentro di se' la maggior parte della famiglia dei Socialisti". Intanto, e' stato fissato il vertice del Partito socialista, come preannunciato da Enrico Boselli e Gavino Angius al termine dell'incontro con Veltroni. I Socialisti si riuniranno domani alle 11 per sciogliere definitivamente il nodo delle alleanze in vista delle elezioni politiche di aprile.
IL CAVALIERE, LA GENTE E' STANCA DI DIVISIONI - CESA RITORCE, E' VERO BASTA GIOCHETTI - Nel centrodestra restano tesi i rapporti tra Berlusconi e l'Udc che ancora non ha sciolto la riserva sull'entrare o meno nel Pdl. Il Cavaliere in un'intervista ha lasciato intendere che o l'Udc entra nel Pdl o non accettera' apparentamenti: "La scelta spetta a loro -ha detto Berlusconi- Conoscono quanto noi il sistema elettorale in vigore. Come noi fanno parte della famiglia europea del Ppe, cosi' come anche l'Udeur, che potrebbe rientrare nello schieramento moderato, cosi' che oggi tutti i partiti italiani che sono nel Ppe stiamo dalla stessa parte politica". Quindi l'affondo: "La gente e' stanca delle divisioni e dei giochetti politici di Palazzo. E le indicazioni unitarie che ci ha dato il nostro popolo negli ultimi due anni -ha sottolineato Berlusconi- sono chiare, pressanti. Noi le rispetteremo e andremo avanti su questa strada, senza tentennamenti". arriva a brevissimo la replica di Lorenzo Cesa: ''e' ora di finirla con i giochetti'', ritorce piu' o meno con le stesse parole usate da Berlusconi. E scandice: "L'Udc e' disponibile ad una alleanza vincolante e programmatica con il centrodestra, nel rispetto della propria autonomia e identita'. Ci dispiacerebbe se questa convergenza non si realizzasse, ma non sara' certo per colpa nostra". Il Cavaliere ha poi spiegato come il Pdl sia l'unica vera' novita' del panorama politico perche' il Pd "e' e resta il partito di Prodi", mentre Berlusconi ha rivendicato la primogenitura dell'idea di dar vita a "un partito unitario del centrodestra. All'epoca non si parlava nemmeno del Partito democratico; anzi il presidente del Pd, Romano Prodi, lavorava alla creazione dell'Unione, nata 'contro' e non 'per'. Perche' l'Unione nasce ed e' tenuta insieme solo dallo spirito dell'antiberlusconismo". (segue)
CAVALIERE, ELECTION DAY PESSIMO INIZIO - SU RIFORME SI' A LARGHE INTESE - Secondo Berlusconi anche la scelta del Pd di correre solo non rappresenterebbe altro che una scelta obbligata: "Un tentativo di prendere le distanze dal governo Prodi, governo che ha lavorato male secondo otto italiani su dieci e formato per l'80 per cento da ministri e sottosegretari del Partito democratico. Lo stesso partito che oggi promette di governare diversamente da come ha fatto fino a ieri. Ma come possono pensare che gli italiani ci credano? Il Partito democratico e' e resta il partito di Prodi". Berlusconi e' tornato poi a dire no all'ipotesi di eletion day caldeggiata dal centrosinistra: "Voler imporre per decreto l'election day e obbligare gli italiani a votare insieme per le elezioni politiche e per quelle amministrative, mi sembra un pessimo inizio di dialogo. In alcuni casi i cittadini si troveranno in mano fino a sei schede elettorali, con sistemi elettorali diversi e quasi certamente con alleanze politiche diverse. Mi sembra una mossa disperata per confondere le acque e nascondere tutte le difficolta' che ci sono tra il Pd e la sinistra". Detto questo, pero', il leader Pdl ha confermato la sua volonta' di dialogo con l'opposizione e la disponibilita' a trovare larghe intese sulle riforme e sulle cariche istituzionali. "E' una disponibilita' che abbiamo manifestato gia' prima della crisi di governo. E la rinnoviamo per il futuro. Siamo disposti a dialogare a confrontarci, a scrivere insieme le regole e le riforme che debbono far compiere all'Italia un salto di qualita. Noi siamo pronti a scrivere le regole comuni della partita, ma vorremmo vedere la stessa disponibilita' da parte dei nostri avversari, mentre invece il loro comportamento e' stato sinora del tutto opposto".

BUTTIGLIONE, NON CAPIAMO PATTO FI-AN E NO A GRUPPO UNICO - PEZZOTTA, SI' A DIALOGO CON UDC - Prima della anticipazione dell'intervista di Berlusconi, il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione, aveva ribadito le perplessita' dei centristi ad entrare nel Pdl: "Noi vogliamo unire i moderati. I nostri alleati hanno stretto un rapporto piu' stretto tra di loro. Noi non vogliamo entrare in questa alleanza perche' in questo momento non la capiamo. Noi guardiamo ad un patto di coalizione forte e non ad un gruppo parlamentare unico". In attesa della decisione dell'Udc, c'e' anche la Rosa Bianca che guarda alle mosse di Casini. Savino Pezzotta ha spiegato che non c'e' "nessuna preclusione" anzi "piena disponibilita' al dialogo" con l'Udc ma con un punto fermo: "La Rosa Bianca non entra in nessun schieramento ne' di sinistra, ne' tantomeno di destra. Non sappiamo che cosa voglia fare Casini, ma se sceglie di entrare nel Pdl, e' ovvio che le nostre posizioni sono incompatibili", ha detto all'ADNKRONOS. Un altro co-fondatore della Rosa Bianca, l'ex-Udc Mario Baccini si e' detto convinto che alla fine Casini entrera' nel Pdl: "Accordi con Casini? Siamo aperti a tutti, ma credo che ritornera' all'ovile. Anzi, sta gia' ritornando da Berlusconi, contrariamente al mandato che aveva ricevuto dal congresso nazionale, che voleva un Udc indipendente".
STORACE, NO A LISTA CINICA CHE PUNTA SOLO AL POTERE - CORRERO' PER CAMPIDOGLIO - Se l'Udc non ha ancora scelto, sembra invece che si stia definendo la posizione de 'La Destra' di Francesco Storace che restara' fuori dal Pdl. "Se non ci vogliono e' un problema loro ma io dico 'no simbolo, no voti'. Io non dimentico quello che e' successo, con le accuse reciproche di essere un ectoplasma e con i ricatti sulla riforma Gentiloni. E' una lista cinica che punta al potere", ha scandito Storace Storace ha denunciato "lo scandalo" per cui "avremmo dovuto accontentarci del rancio che ci veniva offerto, buttando a mare la nostra storia e la nostra gente. Ma noi siamo usciti da An perche' non volevamo entrare nel Ppe, non vedo perche' dovremmo entrarci con Berlusconi". E ne ha anche per il leader del Pd: "A Spello ha messo dietro di se delle immagini belle, non certo il traffico caotico di Roma o la debolezza delle periferie sterminate e buie. In realta' Veltroni finge. La gente se ne accorge. Le immagini non portano voti, ci vogliono i contenuti". Detto questo, Storace ha annunciato la sua intenzione di correre per il Campidoglio: "Ho intenzione di candidarmi a sindaco di Roma. Sono pronto alla sfida. Credo di conoscere la citta' di Roma e mi affascina la sfida con un personaggio di ritorno, con Francesco Rutelli che torna come nel gioco dell'oca. Mentre il centrodestra sfoglia la margherita per cercare un candidato, 'La Destra' e' pronta: io mi candido al Comune, Teodoro Buontempo alla Provincia e Daniela Santanche' e' la nostra candidata premier".

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