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Ultimo aggiornamento: 07.01.2009 ore 21:36
VOTO '08: Berlusconi nuovo invito all'UDc, Veltroni e i 10 punti, i garanti delle larghe intese Stampa E-mail
14/02/2008
14 feb. - Vieni con noi, faremo un gruppo unico. Silvio Berlusconi, intervistato da Luca Giurato a 'Unomattina', rinnova l'invito al leader dell'Udc che ieri aveva ribadito la volonta' di correre da solo alle prossime elezioni. Silvio Berlusconi ha illustrato alcuni aspetti del suo programma confermando la volonta' nel caso dovesse tornare a Palazzo Chigi, di abolire l'Ici sulla prima casa e di avviare un progetto di detassazione, a cominciare dalle ore di straordinario pagate dalle aziende ai lavoratori.
berlusconi_mal_di_testa_280x200.jpgCASINI, NON SIAMO ACCATTONI, NON CHIEDIAMO POSTI "Noi non siamo degli accattoni ma siamo persone serie: in questo momento non c'é nessuna trattativa perché non c'é nulla da trattare. Non stiamo facendo nessuna processione per chiedere posti".
Pier Ferdinando Casini, nel corso di Matrix, ribadisce la sua contrarietà a sciogliersi dentro il Pdl. "Vogliamo lavorare in queste ore - aggiunge - perché i moderati italiani non si presentino divisi".
Quindi Casini ironizza su un sondaggio trapelato da ambienti vicini al Pdl secondo cui l'Udc raggiungerebbe appena l'1%: "Se la situazione è così non capisco quale sarebbe il problema di una eventuale alleanza. La verità è che noi da soli guadagneremmo voti ma non è questo il mio obiettivo. Andare avanti dell'1,5-2 per cento non mi fa cambiare idea sulla necessità di lavorare per l'unità del centrodestra. Detto questo, se saremo costretti, presenteremo il nostro simbolo e vedremo se nel giudizio degli italiani valiamo l'1 per cento".
VELTRONI: 10 PUNTI PER CAMBIARE L'ITALIA "Ci sarà un programma più compiuto e poi 10-15 punti, che io delineerò sabato all'assemblea costituente per imprimere un cambiamento al Paese". Il candidato premier del Pd, Walter Veltroni, annuncia così a 'Porta a Porta' le linee del programma del Partito democratico. "Sabato - spiega Veltroni - illustrerò le linee del programma che sarà analogo a quelli delle grandi stagioni del riformismo occidentale".
"In Italia le tasse si pagano troppo e per questo io ribadisco l'impegno a pagare meno e pagare tutti con interventi di due tipi". Il leader del Pd, Walter Veltroni, illustra a 'Porta a porta' alcuni interventi di detrazione fiscale che saranno inseriti nel programma. "In primo luogo un intervento a sostegno dei figli - spiega Veltroni - un sostegno attraverso o detrazioni fiscali consistenti, del tipo di 2.500 euro per i nuovi nati, non una tantum ma fino ad una certa età da stabilire. Oppure assegni agli incapienti". In secondo luogo, Veltroni pensa a interventi "di sostegno fiscale alle imprese" per incentivare le donne che lavorano.
Al direttore del Giornale, Mario Giordano, che gli chiede se anche lui pensa come Padoa-Schioppa che le tasse sono bellissime, Veltroni risponde: "Padoa-Schioppa ama le espressioni colorate: le tasse non sono né bellissime né bruttissime. Dopo di che io non amo neanche la demagogia da campagna elettorale che sembra sempre il finale del film 'Otto e mezzo' in cui tutti annunciano tagli senza spiegare come farli. "Proporremo un compenso minimo legale che, per esempio per un contratto atipico, non potrà essere meno di 1.000-1.100 euro e daremo incentivi fiscali alle imprese per contratti a lungo termine". Lo ha detto, a Porta a porta, Walter Veltroni.
Alla domanda di Vespa se il resto dei soldi li metterà lo Stato per aiutare le imprese, il segretario del Pd risponde: "No, utilizzeremo la leva degli incentivi fiscali per i contratti a lungo termine".
NOI TUTTI GARANTI, NIENTE LARGHE INTESE "Non c'é bisogno. Siamo tutti garanti del fatto che non ci faranno le larghe intese". Il leader del Pd Walter Veltroni replica così, a 'Porta a porta' a Pecoraro Scanio e a Roberto Maroni che si definiscono garanti contro le grandi coalizioni. Veltroni distingue tra "un patto di consultazione" tra i leader dei due poli e gli inciuci.
"Serve un patto di consultazione sui grandi temi - afferma il leader del Pd - Prodi e Berlusconi non si parlavano ma io penso che i capi delle due coalizioni si devono consultare. Il problema è che in Italia subito si grida all'inciucio ma io sto allo schema anglosassone: insieme per definire le regole e poi la sfida politica". (ANSA)
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