| VOTO '08: BINDI ATTACCA BONINO: COERENTE NON CANDIDARSI, LA BONINO RISPONDE... |
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| 25/02/2008 | |
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25 feb. - Dalle pagine della Stampa questa mattina Rosy Bindi solleva qualche perplessità circa la presenza dei Radicali nelle liste del Pd, dichiarando "Se sono coerenti non dovrebbero firmare e non dovrebbero candidarsi", ed ad Emma Bonino rivolge un invito "chiedo di stare nelle nostre liste da ministro e non da radicale" pronta la risposta della radicale "trovo stupefacente e' quando lei (la Bindi) dice
si' a Bonino in quanto ministro e non in quanto radicale''
a parte l'impossibilita' di praticare la
schizofrenia a questo livello, io sono stata un ministro pienamente
radicale".
Questa l'intervista pubblicata questa mattina sulla Stampa:
"....cosa dice a candidati radicali come Umberto Veronesi, l’uomo del testamento biologico, e a Silvio Viale, il ginecologo sostenitore della pillola abortiva?
«Candidati? E’ a loro che dovete chiedere se firmano il programma del Partito democratico e se rinunciano alle loro idee. Se sono coerenti non dovrebbero firmare e non dovrebbero candidarsi. Nel programma del Pd, a proposito di testamento biologico, sui diritti dei conviventi, sulla 194, sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito o ricomincia a porre il veto su punti del programma quando vengono attuati».
Ha la stessa opinione di Emma Bonino capolista?
«Lo dico da componente cattolica di questo partito: ho una grande stima di Emma Bonino e a lei chiedo di stare nelle nostre liste da ministro e non da radicale. Così come chiedo a Paola Binetti di stare nel Pd da democratica e non da cattolica. Penso che ci dovremo limitare un po’ tutti».
Cosa che invece non sta avvenendo, o no?
«E’ sbagliato giocare a chi mette più bandierine, a dire “Se c’è un loro candidato allora ne metto uno mio”. Le estreme si autoalimentano e la forza del Pd dev’essere la logica opposta a quella dell’Unione dove uno compensava l’altro alzando la voce in una confusione generale che era la sola cosa percepita dagli italiani. La fatica sta nel trovare la sintesi, riscopriamo questa dimensione etica della politica, non creiamo divaricazioni strumentali ma lavoriamo per arrivare a una mediazione. Insieme».
Ha letto la difesa della 194 fatta dalla Federazione degli Ordini dei medici, cosa ne pensa?
«Che il Pd rispetta l’autonomia dei professionisti della medicina, della scienza e della ricerca. Detto ciò, credo che questa presa di posizione sia l’ulteriore dimostrazione che sarebbe cosa buona accettare il consiglio di chi chiede di tenere fuori dalla campagna elettorale temi così delicati e importanti per la vita delle persone».
Intanto mercoledì i cattolici del Pd terranno un convegno-convention, e dai teodem ai cristiano-sociali senza dimenticare i popolari e i cattolici ex-Ds tutti saranno uniti nel chiedere garanzie per i loro parlamentari uscenti e ipotizzano nomi pesanti per le liste da contrapporre ai vari Veronesi e Viale. Lei ci sarà?
«Si, ci andrò, ma a patto che non facciano una corrente dei cattolici democratici nel Pd; pretendo piena cittadinanza nel partito ma non voglio una corrente per ottenerla»
A chi sostiene che l’aver imbarcato i radicali può essere una sottile strategia per favorire la Rosa Bianca e danneggiare il Pdl al Senato cosa replica?
«Che verso la Rosa Bianca vanno i cattolici del centrodestra e che i nostri cattolici è meglio tenerceli».
La risposta della Bonino:
"L'intervista di Rosy Bindi mi stupisce - dice Bonino - la attribuisco ad un dato di pressione a cui lei e' probabilmente sottoposta. Se vuole dire che avrebbe preferito liste radicali collegate al Pd si sarebbe potuta spendere in quel senso, cosa che non ha fatto.
Cio' che trovo stupefacente e' quando lei dice
si' a Bonino in quanto ministro e non in quanto radicale''
parte la impossibilita' di praticare la
schizofrenia a questo livello, io sono stata un ministro pienamente
radicale, per esempio sul commercio internazionale l'ho fatto con la
linea politica che i Radicali esprimono da anni, cioe' che la
globalizzazione non va combattuta ma governata -sostiene Bonino- E la
risposta delle imprese e' stata di grande condivisione.
Da radicale e
con il senso delle istituzioni avevo accettato la mediazione sui Dico
che lei e la Pollastrini avevano elaborato''.
''Ho fatto il ministro da radicale sul pacchetto welfare quando,
senza minacciare dimissioni, chiesi a Prodi se il contributo liberale
era ancora utile, e credo che da quella determinazione insieme a molti
altri poi arrivando al referendum sia stato possibile per Veltroni
arrivare ad una chiarificazione con la sinistra comunista. Mi pare di
essere stata una radicale con il senso delle istituzioni, non capisco
cosa voglia dirmi Rosy Bindi", si rammarica.
"Se il Pd ha bisogno di Castagnetti per tutelare i cattolici non
siamo messi benissimo, poi ognuno trova i pretesti che vuole per le
deroghe -conclude Bonino- Non bastava forse la Bindi? Mi sembra piu'
un pretesto che altro, piu' problemi loro che nostri. Giustamente
Pannella ha fatto presente che nel 1976 fummo i primi a candidare una
suora, il mondo cattolico non e' un monolite".
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