| VOTO '08: CRAXI scrive a D'ALEMA: "difendere la nobile e gloriosa tradizione socialista" |
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| 15/02/2008 | |
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15 feb. - dalle pagine del sito di Bobo Craxi, riprendiamo la lettera aperta che scrive a Massimo D'Alema, Vicepresidente dell’Internazionale socialista, a cui si rivolge quasi con un "ricorda che...." è un invito a difendere una nobile e gloriosa tradizione socialista.
"Domando pubblicamente a Massimo D’Alema, ovverosia la personalità politica con cui ho collaborato con convinzione, impegno e sincera passione ad obiettivi di carattere internazionale nell’interesse del nostro Paese ed anche della sinistra italiana, nonché Vicepresidente dell’Internazionale socialista, ruolo e funzione che fu a lungo ricoperta dal Segretario politico della formazione italiana più rappresentativa in quella sede, il Psi, se l’eventuale scomparsa di un simbolo di quella tradizione dalle liste elettorali ed eventualmente dalle istituzioni parlamentari non rappresenti, da sé sola, una pagina politica che ricadrebbe sui dirigenti italiani dell’Internazionale.
Ed ancora: se il Partito democratico rappresenta la medesima ispirazione socialista e riformista, pur non aderendo ufficialmente né all’Internazionale socialista, né al Partito del socialismo europeo, né partecipando con i tutti i suoi parlamentari al Gruppo del Parlamento europeo, per quale ragione, politica, tattica o numerica, dovrebbe rifiutare di coalizzarsi, ai fini di una vittoria elettorale, con un Partito con cui condivide i programmi e la medesima ispirazione politica?
Girando il mondo in lungo ed in largo non ho mai ascoltato, nell’esperienza di alcun leader o partito politico, che vi sia stato un qualche premier, in gara per ottenere il maggior numero dei consensi utili per guidare un Governo, che abbia escluso dalla propria coalizione politica partiti quand’anco considerati minori.
Le minoranze hanno avuto ed hanno, nella storia della nostra democrazia, una funzione indispensabile e decisiva.
Esse la esercitano con maggior vigore e capacità quando esprimono la propria identità, che è fondamento della difesa di una cultura politica.
Se la minoranza che si intende apparentare è quella che fa capo al ministro Di Pietro, comprendo bene che è il disvalore italiano dell’antipolitica che si intende tutelare ed attutire attraverso un’alleanza programmatica.
Ma penso che continui ad aver più senso, per ragioni politiche interne ed internazionali, per ragioni elettorali e per ragioni che attengono alla storia passata e recente, soprassedere sull’idea dell’assorbimento per via di cooptazione ed allargare la coalizione politica che può ancora governare il nostro Paese al Partito che iscrive nel suo simbolo la Rosa del socialismo europeo, che difende una nobile e gloriosa tradizione, che non rifiuta l’idea del nuovo difendendo il vecchio, che vuole costruire il futuro con passo graduale e non con un ‘piglio’ sbrigativo e ultimativo."
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