| VOTO '08: FASSINO vuole la BONINO ma senza PANNELLA. EMMA lapidaria; "non se ne parla!" |
|
|
||
| 11/02/2008 | |
|
11 feb. - Piero Fassino, che dalle colonne della Stampa apre alla
possibilita' di candidare Emma Bonino nel Pd ma senza Marco
Pannella. Lapidaria la reazione di Emma Bonino "Non se ne parla nemmeno, non sono un'accattona
Piero Fassino, dalle colonne della Stampa apre alla possibilità di candidare Emma Bonino nel Pd ma senza Marco Pannella, incassa la stizzita e orgogliosa reazione della esponente radicale: "Non se ne parla proprio, non sono un'accattona - dice la Bonino - quelle di Fassino sono parole offensive e sconcertanti per le menzogne adottate nelle sue argomentazioni. Spero che questo crei delle reazioni anche sdegnate nel Pd".
Più tardi, in un' intervista a Radio Radicale, Bonino si scaglierà contro l'atteggiamento dei leader di Pd e PdL: "Non apprezzo queste operazioni trasformistiche per cui i partiti si sciolgono per telefono o sul predellino - scandisce - questa versione caudillista mi spaventa, e non sono fatti solo della destra".
Questa l'intervista della Stampa all'On. Fassino:
Il Pd va al voto da solo. Ma poi per governare vi alleerete con la sinistra...
«No. Questa legge elettorale è un guaio, ma assegna un premio di maggioranza a chi vince. Con la sinistra potrà esserci un patto di consultazione politica: sulle scelte di governo siamo aperti ad ascoltare e a verificare possibili convergenze parlamentari. Tutto qui».
Rosy Bindi insiste che presentarsi da soli è obbligatorio per vincere, ma poi lo schema politico deve restare quello dell’Ulivo...
«Ma il Pd di oggi è l’Ulivo del ‘96: noi, i popolari, i prodiani e i Verdi, che allora erano un’altra cosa. Infatti i Mattioli, i Manconi, i Ronchioggi sono nel Pd».
Bisogna aprire il Pd a Di Pietro?
«Credo di sì. Credo sia giusto aprire un confronto sia con Boselli che con Di Pietro. La cosa più naturale sarebbe, se si verifica che c’è convergenza, l’ingresso di queste formazioni nel Pd e l’inclusione di loro candidati nelle nostre liste».
I radicali? Troppo laici per il Pd?
«Sui radicali sono più prudente. Spesso si confonde Emma Bonino col Partito radicale. Vede, i radicali al suo tempo hanno proposto di togliere qualsiasi tutela ai lavoratori, introducendo la libertà di licenziamento, nonché l’assoluta liberalizzazione del sistema televisivo, che avrebbe avuto come effetto il rafforzamento del monopolio di Berlusconi. E certo, sui temi etici sono laicisti e non laici. Su cosa siamo d’accordo? Le culture sono diverse. Ma colgo l’occasione per dire che siamo pronti a candidare Bonino nel Pd, ha collaborato egregiamente con Prodi»
E il Veltrusconi?
In molti prevedono le larghe intese tra Pd e Pdl dopo il voto...
«Questa è una sciocchezza. Se vince Veltroni governa Veltroni, se vince Berlusconi governa Berlusconi».
Lei cosa consiglierebbe a Casini?
«Di dar vita a un Polo Bianco, con Tabacci, Pezzotta, Mastella perché il modo con cui è stata trattata l’Udc dice che Berlusconi e Fini non le riconoscono la dignità che si deve a un alleato. Lo spazio elettorale per un Polo Bianco c’è. Vede, i dati oggi dicono che c’è una maggioranza di italiani che voterebbe per il centrodestra. Ricordo che nel 2005 i sondaggi davano il centrosinistra in vantaggio di 9 punti, e poi abbiamo vinto di soli 25 mila voti. Dunque, i sondaggi di oggi non sono i risultati di domani. Ma anche ammettendo il vantaggio oggi del centrodestra, questo non significa che ci sia in Italia una maggioranza di cittadini che guarda con simpatia al ritorno di Berlusconi. Credo, e questo voglio dire a Casini, che un pezzo di elettorato moderato e conservatore ne farebbe volentieri a meno. E poi un Polo centrista diventerebbe un interlocutore importante per il Pd».
Il Cavaliere è tornato Caimano, o sarà uno statista conciliante?
«Semplicemente Berlusconi ripropone quello che l’Italia ha già conosciuto, rimanendone delusa. L’ha anche detto, “noi siamo gli stessi del ‘94, non c’è da cambiare una virgola”, e dunque riproporrà lo stesso programma, lo stesso schema, la stessa mancata crescita per l’Italia. Anche sull’election day, che a suo tempo la Cdl indisse, Berlusconi dimostra che non fa nulla che non sia di assoluta convenienza propria. Pensa che accorpare le amministrative con le politiche avvantaggi, dio solo sa perché, il centrosinistra, e quindi si oppone. Di risparmiare al Paese centinaia di milioni non gliene importa nulla».
Il programma di Veltroni però, come per Obama, ancora non è chiaro
«Questo non è vero. Intanto il programma lo annunceremo nei prossimi giorni, ma già nel discorso a Torino di Veltroni c’è la modernizzazione della società, forte innovazione e svecchiamento. Tutti dicono che è un bel Paese, ma il punto è che l’Italia è un “grande” Paese, ha dentro di sé tutto per svilupparsi e dare ai cittadini quello che chiedono. Se c’è una guida politica capace di valorizzarli. Quando diciamo “We can”, quel possiamo farcela non è riferito solo al Pd, ma all’Italia».
Fassino che cos’è il Pd? Un partito leggero? Un partito pesante con le correnti che litigano?
«Queste sono forzature. Non esistono partiti leggeri o pesanti: i partiti sono o non sono. I partiti sono luoghi di discussione. Infatti, quando sento parlare di correnti penso che chi le cita forse ha il terrore del pluralismo».
|
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|
Speciale politiche 2008, altre notizie
Fai tu la notizia
Hai qualcosa da raccontarci? Ti sei imbattuto in un fatto che pensi meriti l'attenzione dei media? Scrivi il tuo pezzo e invialo a Clandestinoweb, la redazione ti contatterà per pubblicarlo sul sito

.jpg)




Segnalo
OKNOtizie
Smarking
Spurl
del.icio.us
Digg
Furl
Netscape
Yahoo! My Web
Google Bookmarks
Technorati
BlinkList
Newsvine
ma.gnolia
reddit
Tailrank








115 visitatori online
.jpg)



