| VOTO '08: FOLLINI imbarazzato bacchetta DI PIETRO l'oltranzista |
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| 19/02/2008 | |
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19 feb. - Tv, Follini: "Prevale programma Pd" Dopo l'intervento di
Di Pietro,
Marco Follini fa il punto dopo le polemiche suscitate dall'intervento
del senatore Di Pietro dell'Italia dei Valori che ha promesso di
spingere in campagna elettorale per un radicale riassetto del sistema
televisivo: una rete a Rai e Mediaset e stop ai finanziamenti pubblici
all'editoria. "Due disegni di legge giacciono in Parlamento - dice
Follini - i candidati nelle liste del Pd si devono attenere al nostro
programma".
Il Pd corre ai ripari, la sortita di Antonio di Pietro imbarazza la coalizione di centrosinistra.
"E' il braccio armato di Veltroni", è il commento unanime del centrodestra.
Quello che Walter non osa dire, lo si dice lo stesso per interposta persona cioè tramite l'ex magistrato di Mani Pulite.
"Menzogne", tuonano nel Pd. Follini assicura che il pd si atterrà al programma e che gli affronti personalistici sono cosa del passato. "La posizione del partito in materia di informazione è contenuta nei due disegni di legge Gentiloni che giacciono in Parlamento. Il notro obiettivo è portarli a buon fine. Punto. E' ovvio che tutti coloro che saranno candidati sottoscriveranno il programma della coalizione".
Sul rispetto dell'avversario Walter Veltroni ribadisce la propria intenzione di non voler mai attaccare personalmente Berlusconi in questa campagna elettorale e che non deve essere intesa come la volontà di "inciucio" dopo le elezioni, così come evoca Pier Ferdinando Casini.
Ma la ricaduta sulla campagna elettorale di Walter Veltroni può essere rischiosa. Inasprisce uno scontro che il Pd sta cercando di mantenere nei limiti di una polemica fisiologica.
I toni di "muro contro muro" usati da Di Pietro rischiano di deviare la strategia veltroniana su un binario imprevisto.
E' vero che poche ore dopo l'attacco gli uomini delI'Idv hanno fatto una mezza marcia indietro, ma è senza dubbio vero che la dichiarazione di Follini esprime malumore e disagio in tutto il Pd.
Per un partito che punta a pescare voti anche nel perimetro del centrodestra, e offrire un'immagine di moderazione, l'atteggiamento oltranzista di Di Pietro fornisce un'arma finora impensabile agli avversari politici.
Finisce alla lunga per accreditare una coalizione dalle pulsioni contrastanti come la precedente e soprattutto un programma di coalizione non più condiviso.
Il dipietrismo è una scommessa azzardata che se da un lato, permette di raccogliere alcuni consensi nella vasta area dell'antipolitica (vedi anche Fiorello che è per l'astensione e Beppe Grillo per la mobilitazione permanente), il prezzo politico potrebbe rivelarsi superiore ai vantaggi.
(Tgcom)
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