| VOTO '08: I 2 NODI DEL PDL E FERRARA CHE SI DEFILA |
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| 20/02/2008 | |
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20 feb. - Due nodi da sciogliere per il PDL: Roma e la Sicilia. Ferrara si sfila: "An non mi appoggia" e il direttore del Foglio scrive a Fini:
non mi candido a sindaco di Roma. Cesa: Berlusconi ti accoltella alle spalle.
Pdl-Lombardo, intesa vicina in Sicilia
Le candidature per la corsa al Campidoglio e alla poltrona di Governatore dell’isola, agitano le acque nel centrodestra, oltre, ovviamente, alle liste per le elezioni politiche.
Temi affrontati in mattinata nella girandola di incontri a Palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi e Roberto Calderoli, Gianfranco Miccichè , Altero Matteoli, Umberto Scapagnini, Angelino Alfano.
La lettera a Fini e Alemanno
Per la corsa al Campidoglio Giuliano Ferrara ha annunciato stamani che non accetterà la proposta di candidarsi a sindaco della Capitale.
Il direttore del "Foglio" lo ha messo nero su bianco in una lettera indirizzata a Gianfranco Fini ed a Gianni Alemanno in cui scrive: «Cari amici dal momento che siete orientati a non collaborare con la mia lista per la vita e contro l’aborto, vi prego di prendere nota della mia indisponibilità ad accogliere la vostra offerta di candidarmi a sindaco di Roma».
«La lista dei magnifici dodici»
Il direttore del «Foglio» presenta anche la «lista dei magnifici dodici», la prima lista approntata per le elezioni politiche 2008.
È quella per il Senato a Roma e nel Lazio. «I primi sette candidati sono donne a vario titolo impegnate -dice Ferrara- nella battaglia per la tutela della vita», fra queste l’attrice Ilaria Occhini.
Nel centrodestra, resta in piedi l'ipotesi della trentunenne Giorgia Meloni, di Alleanza nazionale, la più giovane vicepresidente della Camera nella storia della Repubblica italiana.
Scintille Berlusconi-Cesa
Intanto l'Udc torna ad attaccare Berlusconi.
Secondo il segretario Cesa «il Cavaliere è una persona su cui poter contare nel rapporto umano, meno in politica. Come dimostra l’esperienza di questi giorni, è capace anche di gesti estremi, di darti magari una coltellata alle spalle».
Secca la replica del coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi: «Non mi aspettavo una caduta di stile come quella in cui è incorso l’onorevole Cesa. Temo che il panico per le conseguenze di una scelta politica avventata si stia diffondendo nei vertici dell’Udc».
Il caso-Sicilia
In Sicilia il PDL è pronto a stringere un’alleanza con l’MPA di Raffaele Lombardo ed il leader degli autonomisti siciliani si è detto pronto ad accettare il sostegno del PDL alla sua candidatura a Governatore dell’isola da contrapporre ad Anna Finocchiaro.
La candidatura Lombardo non deve, però, produrre "divaricazioni" e quindi essere appoggiata anche dall’UDC.
Ipotesi che fa arricciare il naso a Gianfranco Miccichè che dice: «La mia candidatura non è ritirata -dice dopo aver incontrato Silvio Berlusconi- e le condizioni perchè ciò possa accadere non mi sembrano vicinissime. Non è una questione che si risolverà in giornata».
Il sindaco dimissionario di Catania, Umberto Scapagnini, candidato a Palazzo Madama, dice che «l’accordo con il Movimento per l’autonomia sostanzialmente è fatto» e prevede che «ci vorranno ancora un paio di giorni per mettere a posto tutti i pezzi del puzzle». (LaStampa)
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