| VOTO '08: LA CAMPAGNA ELETTORALE SUL WEB E' UNA "NUVOLA" |
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| 14/03/2008 | |
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14 Mar. - E' dall'Espresso che traiamo alcuni brani di un interessante articolo su internet e la campagna elettorale, messa in discussione dal "basso". Grazie ai siti che monitorano i candidati, infatti, li criticano, li filmano e li mettono alla berlina.
All'inizio, sette-otto anni fa, alcuni leader politici si sono accorti che esisteva internet e hanno pensato di utilizzarlo, appunto, come la vetrina di un negozio: presentandosi con i propri ìdiscorsi, le proposte di legge, gli interventi alla Camera. Il massimo dell'aggiornamento era un rullo con i virgolettati del titolare delle agenzie. Di solito queste pagine erano scritte in terza persona: il senatore Tizio ha dichiarato, l'onorevole Caio ha auspicato, e così via. Il che marcava la distanza con il cittadino-utente e rendeva esplicita la mediazione di un portaborse nella gestione del sito stesso. Talvolta si corredava il tutto con una galleria di foto in cui il politico riteneva di essere presentabile. Incredibilmente, molti di questi inutili siti esistono ancora, anzi costituiscono la maggioranza della rappresentanza parlamentare sul Web. Ma per fortuna non li guarda più nessuno. Nella fase successiva, iniziata due o tre anni fa, qualche onorevole ha tentato di scendere nell'arena della "conversazione" con un suo blog. Alcuni sono stati accettati dalle comunità parlanti on-line: Antonio Di Pietro, per esempio, è in testa alla classifica di Blogbabel riservata ai politici. Ma anche Storace, Pecoraro Scanio e Miccichè hanno dimostratro di saper parlare al popolo che legge e commenta i blog. Altri hanno avuto minore fortuna, fondamentalmente per incapacità di adeguarsi al linguaggio, ai ritmi e alla degerarchizzazione propria della cosiddetta blogsfera. Un caso emblematico è quello di Antonio Bassolino, che pure era partito bene. Nel pieno della bufera sul suo rinvio a giudizio, il governatore campano ha aggiornato il suo blog, postando solo i video con le interviste che lui stesso aveva rilasciato alle tv locali e nazionali. In pratica, nel momento crucial ha usato il Web come un banale contenitore di stralci ricavati dai "mainstream media". Un esempio diverso è venuto dal forzista Gianfranco Miccichè, che ha invece avuto il coraggio di fronteggiare la valanga di critiche e insulti piovutigli addosso dopo la resa alla candidatura di Lombardo in Sicilia. Oggi il suo diario on line è uno dei più vivi nell'area del centrodestra. Sia quello che sia l'attuale campagna elettorale ci dice che anche la fase di onorevoli blogger è superata e stiamo entrando in una nuova realtà: quella in cui un politico on-line è in qualche modo "diretto" dai comunicatori dal basso, che si confrontano orizzontalmente su questo o quel problema, questo o quel candidato. E' un gigantesco e reticolare scambio di notizie e opinioni che genera una nuvola di comunicazione politica da cui gli uomini di palazzo sono di fatto estromessi: restano come sfondo, spesso sono oggetto del dialogo, ma il loro parere non ha più alcuna leadership nella conversazione. La nuvola si nutre di blog, naturalmente, ma ci sono anche i video degli utenti su Youtube e anche espressioni più stringare come i tumblelog e twitter. Questa nuvola è un universo da maneggiare con molta cura. (L'espresso) |
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