| VOTO '08: LA DIETA IN PAR CONDICIO.... |
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| 01/03/2008 | |
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01 mar. - Caffe' con il
contagocce, alcol neppure a parlarne e digiuni vietati. Cosi' come le
abbuffate serali. E' dura la vita del leader politico in campagna
elettorale, anche quando siede a tavola. Per non rischiare di arrivare
'spompati' all'appuntamento finale con gli elettori, e mostrarsi forti
e vincenti, meglio seguire regole "semplici ma precise.
Anche in
considerazione del fatto che il prossimo mese e mezzo nessun politico
fara' una vita regolare, specie quanti ambiscono alla poltrona di
premier".
"La prima regola - dice Giacinto Migliaccio, direttore
del centro di ricerche sulla nutrizione umana dell'universita'
Cattolica di Roma- e' quella di evitare i digiuni, che
fanno male al corpo e al cervello. Ma sono vietate anche le abbuffate,
soprattutto quelle serali in ristoranti, o alle cene di
rappresentanza, che pregiudicano il meritato riposo notturno".
Per
dormire bene, "e almeno 6-8 ore a notte", continua l'esperto di
nutrizione, "sono da contingentare anche caffe' e te'.
Se e' vero che
tengono vigili, rischiano anche di aggiungere tensione a un organismo
gia' sotto stress e sballottato lungo la Penisola nei vari
appuntamenti elettorali". Ma non solo, "caffe', te' e tutte le bevande
che contengono sostanze 'eccitanti', possono anche innescare un
surplus di stress per il cuore, provocando malori o incidenti piu'
seri. Dunque non eccedere".
Meglio quindi organizzarsi "con
spuntini regolari e leggeri. E bere molta acqua, mentre il vino -
prosegue Migliaccio - andrebbe ridotto all'osso, e mai prima di un
comizio, se non si vuole rischiare un appannamento".
Bocciati dal
nutrizionista anche i possibili rimedi 'in pillole', come "integratori
a base di vitamine o ginseng e guarana'.
Non hanno effetti benefici,
semmai solo negativi".
Infine, Migliaccio suggerisce ai vari leader di approfittare
della campagna elettorale italiana per "fare qualcosa di utile per
l'economia agroalimentare del Paese. Visitando le varie realta'
territoriali - spiega - ciascun politico potra' conoscere e assaggiare
le specialita' alimentari che rendono unica la gastronomia italiana e
che - avverte - vanno difese a tutti i costi, con politiche nazionali
e internazionali.
Quindi - esorta - approfittino di questa esperienza
'sul campo' per aggiungere una postilla ai programmi elettorali, a
favore della difesa del prodotto alimentare tipico italiano". (Adnkronos)
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