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Ultimo aggiornamento: 10.01.2009 ore 01:00
VOTO '08: PER MENTANA LA CAMPAGNA SOFT ABBATTE L'AUDIENCE Stampa E-mail
07/03/2008
7 Mar. - Per Enrico Mentana, in un'intervista apparsa su Libero, la campagna soft abbatte l'audience. I due leader hanno scelto di non attaccarsi. Bene per il Paese ma non per gli ascolti. Senza faccia a faccia, i monologhi danno un'insopportabile sensazione di replay.
mentana280x200.jpgAllora, direttore Mentana, cos'è questa storia di Berlusconi e Veltroni che in tv fanno ascolti bassi? Sono i leader che non scaldano i cuori o è questa politica così noiosa che di più non si può?
«È una campagna elettorale particolare, questa. È scomparsa la contrapposizione totale, la chiamata alle armi, quella in cui ogni scontro diventa decisivo. È una decisione consapevole dei primattori, che non solo evitano il confronto diretto, ma addirittura parlano bene uno dell'altro».
Ed è un male?
«No, anzi: dal punto di vista dell'at mosfera politica del Paese lo ritengo un bel passo in avanti. Ma televisivamente è un disastro».
Un faccia a faccia aiuterebbe?
«Certo, sarebbe fondamentale per accendere l'emozione. D'altronde, riflette una scelta politica più generale: Casini e Bertinotti non è che vanno da soli per scelta, sono Berlusconi e Veltroni che hanno scelto le regole del gioco, decidendo di mettersi al centro del palco. Nel 2006, un confronto tv fra Fini e Fassino aveva senso, oggi invece sono vissuti come personalità laterali. No, se non si affrontano i due leader, la cosa non ha peso».
E invece se la cantano ognun per sé. "E il problema è che i monologhi danno quell'insopportabile sensazione di reply, visto uno li hai visti tutti. Senza contare che, con questa impostazione, anche il più acuminato dei giornalisti non dà l'idea di rappresentare una controparte rispetto ai leader politici".
Non c'è tensione, non c'è emozione, direbbe Battisti.
"E' così. E la tensione è fatalmente telegenica. Ricordo quel famoso confronto che ho moderato fra Berlusconi e Diliberto, soltanto diue anni fa: elettoralmente la differenza fra i due era abissale, ma si avvertiva quell'eccitazione, televisivamente fondamentale, che deriva da due che la pensano in maniera diametralmente opposta, e che dunque se le danno di santa ragione".
Lo smembramento delle coalizioni ha smussato gli angoli.
"Con la conseguenza che non tutti gli elettori, e dunque i telespettatori, si sentono coinvolti. Intendiamoci, è un bene che non esistano più quei carrozzoni elettorali che vanno da Diliberto a Mastella e da Storace a Tabacci. Ripeto: molto meglio la chiarezza e la coerenza attuali".
Sembrano estinti anche anticomunismo e antiberlusconismo. "Ed era ora, non ne potevamo più. In questo frangente, i messaggi sono certo più credibili che in passato, è stata finalmente abbandonata anche la mania delle promesse inattuabili. Ma non si può negare che il risultato sia un minor appeal televisivo. E' la conseguenza di un passato sconsiderato, lo stesso che ha provocato la montante disillusione di tanti rispetto alla credibilità dei nostri politici".
E qui si arriva all'antipolitica
"Che incide, non c'è dubbio. Questa campagna elettorale arriva dopo una fortissima disillusione rispetto alla poitica e ai partiti, a sinistra ma non solo. Il successo del libro "La Casta", il Vaffa Day di Grillo: i politici tendono a dimenticare, molti elettori invece sono ancora lì".
Forte astensionismo in vista, dunque.
"Mah, non so, l'area del non voto non si sa quanto sia ampia. certo è che ognuno di noi conosce persone che dicono "questa volta a votare non ci vado". E' un argomento poco trattatp, non gode di buona stampa".
Atmosfera diversa da quella delle elezioni americane: lì chè passione, interesse, scontri.
"Guardi, a parte che negli Stati Uniti la posta in palio è talmente importante che la campagna elettorale ha grande risalto sui giornali di tutto il mondo, ci si dimentica che lì, in ogni caso, va a votare il 50 per cento degli elettori. Dunque, non è che ci sia tanto da mitizzare".
Allora è deciso: dobbiamo rassegnarci alla noia
"Gliel'ho dettp, è una scelta dei leader. Poi c'è qualcuno che si rivolge a noi uomini di televisione, "foorza, rendete la campagna più vivace". Ma non è che noi siamo degli animatori da villaggio turistico. L'hanno voluta così, fatti loro. Vorrà dire che ci occuperemo d'altro. Senza alcun problema".
Ma se ne ricorda una più loffia di questa?
"Ma certo. Forse ci siamo dimenticati quella del 2001, con Berlusconi e Rutelli che non si confrontarono direttamente. Sì, forse quella era stata ancora più noiosa. Ed è tutto dire". (Libero)
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