| VOTO '08 SICILIA: LOMBARDO " SICILIA NAZIONE ALLA FACCIA DI GARIBALDI" |
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| 10/03/2008 | |
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10 mar. - Questa mattina su Panorama.it, Carlo Puca intervista Raffaele Lombardo, il candidato del MPA sostenuto sia dal PDL che dall'UDC, dopo la bagarre dei giorni scorsi in cui diverse sono state le voci che si sono alzate contro la sua candidatura all'interno della stessa coalizione, troviamo interessante l'intervista per capire meglio chi sia Raffaele Lombardo e già il titolo la dice lunga...
Lombardo l’autonomista: Voglio la Sicilia nazione, alla faccia di Garibaldi“
Gradisce un’arancia?”. Banditi i cannoli, nella sede romana del Movimento per l’autonomia offrono agrumi.
Di Catania, naturalmente, “polposi e grandi come Raffaele Lombardo”.
Polposo, sì, perché l’amico Raffaele ha sempre badato al sodo, secondo i detrattori anche troppo.
Grande no, ancora non lo è. Almeno fin quando il politico Lombardo non batterà, se batterà, Anna Finocchiaro nella corsa a governatore.
Che in Sicilia è come essere un capo di stato.
Partiamo da un paradosso. Mentre il Partito democratico la rispetta, la sua parte politica l’ha marchiata.
Gianfranco Miccichè dice che lei è in continuità con Totò Cuffaro.
Che dire? Gli eventi gli hanno preso la mano. Prima Miccichè mi implorava di candidarmi; poi ha cambiato idea ed è diventato pure un po’ sguaiato. È una sorta di incontinenza dalla quale spero prima o poi guarisca. Più prima che poi.
Ma la continuità c’è o non c’è?
Io custodisco prezioso il valore dell’amicizia. Il mio atteggiamento verso Cuffaro è ispirato soltanto da questo. Dietro la sua porta, a perorare cose men che nobili, ci sono stati uomini di tutti i partiti che oggi, ipocritamente, lo accusano. Ma Totò è lontano mille miglia dalla mafia. Ovviamente cosa diversa è avere sbagliato nell’aiutare amici finiti nelle trame della criminalità. Confondere la mia lealtà con la continuità, o addirittura la complicità su certe cose, come sostiene qualche carogna dell’informazione, è disonesto. La stampa militante mi dà il voltastomaco.
Lei ce l’ha con i giornalisti che la accusano di gestione clientelare del potere. Però quegli articoli riportano un dato innegabile: nel Mezzogiorno si ottiene consenso anzitutto con le clientele.
Questa sarà la vera rivoluzione siciliana, cambiare lo stato delle cose: è il primo punto del mio programma, lo attuerò se Dio e gli elettori vorranno. L’ho dimostrato proprio a Catania, con efficienza, trasparenza e rigore finanziario. Sulla provincia non grava alcun sospetto giudiziario. E tra i miei elettori ho conquistato primati di fiducia a livello nazionale.
Fiducia e voti, lei sta diventando sempre più potente. Qui fuori c’è la fila per salire sul carro del vincitore.
Noi facciamo salire chi riteniamo. Preferiamo non ottenere seggi piuttosto che imbarcare tutti.
I nomi che circolano sono tutti di ex potenti democristiani.
Chi, Enzo Scotti? È uomo di grande intelligenza, si è lasciato alle spalle il passato, senza nostalgia. Poi, al di là della candidatura, voglio citare l’intelligenza vivacissima di Paolo Cirino Pomicino. Di Pomicino farei il massimo pensatore meridionale, se solo smettesse con l’idea di rifare la Dc.
Che fa, abiura la sua storia?
Io ho militato nella Democrazia cristiana. Ricordo la degenerazione, il correntismo, le lotte spaventose per il potere. La Dc finì male anche per colpa dei democristiani, non capirono che era cambiato tutto. L’Mpa è nuovo perché postideologico. E comunque, dopo di me ci sarà il passaggio del testimone a giovani sostenitori della fiamma autonomistica spentasi
nel dopoguerra.
Era l’Isola degli indipendentisti…
I siciliani si accorsero che l’unità d’Italia era stata una truffa, una violenza, una conquista orchestrata da Cavour, voluta dai Savoia ed eseguita brutalmente da Garibaldi. Dopo ottant’anni di sfruttamento la Sicilia nutrì la grande speranza dell’indipendenza. Poi si è risolto tutto in un pezzo di carta, ma di grandissima importanza: lo statuto speciale. Purtroppo l’autonomia funziona solo se c’è un partito territoriale. Ora c’è l’Mpa.
Lei pensa alla secessione?
Assolutamente no, non ce n’è bisogno, bastano l’autonomia e la devoluzione delle risorse economiche.
Al Sud conviene? Dallo stato centrale ha sempre preso.
Molto meno di quanto gli spettasse. Però ha complessivamente sperperato il denaro. La classe dirigente meridionale ha preferito costruire sulle risorse le basi, spesso illecite, del suo consenso. Anche in Sicilia.
Lei sembra non volersi fermare, vuol diventare il Bossi del Sud?
Accettando il ministero che mi era stato offerto mi sarei sentito uno spiantato. In questa fase storica era giusto che l’Mpa concorresse per l’autonomia della regione. Avremo anche una nostra pattuglia di parlamentari, ma conta di più recuperare lo spirito autonomistico. Poi il futuro è di Dio.
Con Silvio Berlusconi lei ha condotto una trattativa formidabile.
Ma no, l’ho solo portato a riconoscere la nuova questione meridionale, che dall’agenda politica era scomparsa da tempo. Romano Prodi disprezzava il Sud. E però sono proprio quelli alla Pomicino gli accusati del disastro. In passato di errori ne sono stati fatti tanti. La nostra linea è del tutto diversa.
Basta assistenzialismo: se solo impieghiamo bene i 15 miliardi dei fondi strutturali, otteniamo la fiscalità di vantaggio e incassiamo le tasse locali, siamo a cavallo. Poi ci vogliono meno burocrazia, piccola impresa, un piano per l’energia. E le grandi opere: ferrovie, autostrade e il ponte sullo Stretto.
Il ponte non minerà la “sicilitudine”?
La sicilitudine, nel senso di superiorità fondata sul poco, è solo una malattia.
La spesa regionale è altissima.
Il rigore finanziario è fondamentale. Oggi la spesa corrente assorbe gran parte delle uscite. Abbiamo una caterva di dipendenti, li ridurrò. La regione dovrà avere una élite burocratica, ma poi sarà opportuno esternalizzare una serie di servizi. Certo, non si può nemmeno licenziare chicchessia, ma lavorare pian piano sui prepensionamenti.
In caso di vittoria ripescherà assessori uscenti?
No, pure loro non sono interessati. Ma se la dottoressa Agata Consoli volesse…
La sua avversaria principale è Anna Finocchiaro del Pd.
Le riconosco grandi capacità, ma ha mostrato poco interesse per il territorio.
Però la sua vice, Rita Borsellino sul territorio c’è, per di più a combattere la mafia.
In Sicilia ci sono tante persone rispettabilissime. Ma non si può governare andando
avanti per simboli e miti. Parliamoci chiaro: iniziò Leoluca Orlando con il professionismo dell’antimafia. Questa è una precondizione, poi ci vuole anche la capacità di governare.
La mafia le fa schifo?
Non ho condiviso questo slogan. So bene quanto costi ai siciliani la mafia, è una stimmata che ci portiamo addosso, dovunque andiamo. Ma la criminalità va combattuta facendo ciascuno il proprio dovere. Io non faccio il magistrato.
Berlusconi premier garantirebbe la guerra alla mafia?
La sicurezza è un capitolo fondamentale del programma: lotta senza quartiere alla criminalità organizzata, ma anche ai clandestini che sgozzano, agli immigrati che avvelenano, agli italiani che delinquono, del Nord, del Sud e del Centro.
Lei chiederà più polizia?
Io mi responsabilizzerei sempre di più. All’articolo 31 lo statuto speciale conferisce al presidente della regione i poteri di guida della polizia e delle forze armate. Certo, fa paura, ma è così: in Sicilia la polizia dovrebbe governarla il presidente regionale in accordo con le province, piuttosto che con i prefetti.
Da governatore potrà far valere quest’opzione.
Quando si comincia a gustare il piatto dell’autonomia, non ci si ferma più. L’appetito viene mangiando.
Con lei la “Sicilia nazione” finirebbe di essere soltanto una teoria.
Naturale. Dobbiamo riprendere a scrivere un pezzo di storia dell’umanità: la nostra terra fu capitale del Mediterraneo, è stata ridotta a colonia.
(Panorama.it)
scritto da Laurentius, maggio 27, 2008 La Sicilia, con l'oppressione italiana, è vilipesa nella sua dignità di Nazione, e lo Statuto d'Autonomia è solo uno specchio per le allodole non applicato nemmeno da chi si fa garante dell'Autonomia siciliana... Le province, infatti, secondo lo Statuto d'Autonomia, sono abolite nell'ambito della Regione Siciliana, eppure nel prossimo giugno vi saranno le elezioni provinciali, ardentemente sostenute da candidati del Movimento per l'Autonomia. Buttiamo fuori dalla nostra Sicilia questi traditori! SICILIA INDIPENDENTE! http://it.youtube.com/watch?v=TYBcxtTbMpE scritto da Sergio, marzo 15, 2008 Caro Stefano Luconi, ti prego cortesemente di ben documentarti su cosa accadde ai tempi dell'Unità d'Italia. Qui non si tratta di vittimismo: questa è storia! Oramai son passati più di 140 anni e non c'è ragione per continuare a dar credito alla retorica risorgimentale. scritto da carlo, marzo 13, 2008 io non sono d'accordo con lombardo, parla bene e razola male ed e' tra quelli responsabili del degrado in cui e' ridotta la Sicilia e il meridione in genere. ma il sig Lucori che dice che la Sicilia non valeva niente gia' 160 anni fa' non conosce la storia e parla tanto per fare girare l'aria,deve sapere che la banca d'italia e' nata con i soldi del sud i due terzi dei capitali provenivano dal banco di Napoli e dal banco di Sicilia e la Sicilia aveva i suoi porti tra i piu' importanti del Mediterraneo partivano merci specialmente prodotti agricoli e in particolare agrumi per tutto il mondo, al nord Italia non sapevano neanche cosa fossero le arance.Studiare e poi studiare. scritto da Geppo, marzo 13, 2008 Giusto, che la Mafia sia autonoma dallo stato, così può farsi meglio gli affari suoi naturalmente conservando i contributi statali ed europei. SUD svegliati tutti fuori dai cogli*ni, questo vuole Cirino Pomicino "massimo pensatore", (sic..). Votate Borsellino o Alfano. Meglio essere vittime che complici. V-day 25 Aprile scritto da Tommy, marzo 10, 2008 Che questo pagliaccio andasse a lavorare come tutti quei politici che sono lì solo per tornaconto personale, è grazie a gente come lui che il meridione si trova in queste condizioni. Bastaaaaaa, l'Italia onesta e che lavora questi personaggi li deve mandare a casa. scritto da mario s 69, marzo 10, 2008 grande lombardo, vedi di convincere quelli dell'udc a votarti anche a livello nazionale e non solo a livello regionale. dai vai avanti così che mi piaci. scritto da Stefano Luconi, marzo 10, 2008 NOi italiani dobbiamo rimanere uniti..altrimenti è la fine.. La sicilia ai tempi di garibaldi non valeva già niente...e poi in 160 anni di unità la Sicilia ha avuto tanto dallo Stato e lo dico io che sono meridionale..basta vittimismo... scritto da Domenido, marzo 10, 2008 Onore al grande uomo e politico On.Raffaele Lombardo!Condottiero per il riscatto del SUD!FORZA MPA! |
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