| VOTO '08: SU "LA DISCUSSIONE" CRESPI BOCCIA LE SCELTE POLITICHE DI VELTRONI |
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| 08/03/2008 | |
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8 Mar. - Luigi Crespi è il mago dei sondaggi che creò dal nulla il "contrato con gli italiani", cavallo di battaglia nelle campagne elettorali passate, e presenti, di Silvio berlusconi. L'analista sta vicendo in prima linea anche questa tornata: con il suo centro studi "Crespi Ricerche" ma soprattutto come consulente di partito.
Una mission non impossible, ma sicuramente difficile, da giocarsi prevalentemente sulle s-fortunw del nemico numero uno: il Partito democratico di Walter Veltroni. "Che è partito nei tempi giusti e nel modo giusto -confessa Crespi a "La Discussione"- impostando una campagna elettorale che è partita in un modo fantastico, strabiliante". Ma che oggi sembrta invertire la rotta... Il progetto di comunicazione del Pd è stato sgretolato da due contraddizioni: la prima porta il nome di Antonio Di Pietro, e del discimine che c'è stato con lui e con i socialisti. L'altra, che definirei devastante, si è tradotta nelle due settimane di polemica portata avanti con i Radicali. Perché questa discussione si è rivelata tanto nociva per il Pd? Perché lo scontro non si è incentrato sul dibattito alto, nobile, come il programma o i valori etici. Si è consumato su cose di difficile omprensione per l'opinione pubblica, come i posti in Parlamento o gli spazi televisivi, sul denaro. Questo dibattito lacerante ha piombato chi si voleva presentare come il "nuovo". Ha piombato la campagna elettorale di Veltroni. Crede che il segretarioo riuscirà a tenere alto l'interesse dell'opinione pubblica nel prossimo mese? Le sue mosse sono progettate e pianificate: credo che sotto questo punto di vista non corra rischi. C'è da vedere però se il suo "messaggio", costruito mesi fa, riuscirà ad essere coerente con un vissuto che è veramente diventato drammatico. Chi le vince queste elezioni? Alla Camera la sconfitta del Pd non è nemmeno dubitabile: quello che resta in gioco è il discorso di limitare i danni. Il problema di Veltroni è che l'attuale slittamento rischia di essere il preludio di una decimazione dei deputati. Il 45% dei seggi che resteranno dopo la vittoria del Pdl andranno divisi fra un ampio numero di partiti, di cui almeno uno prima stava con il centrodestra. Al Senato invece che situazione c'è? Il vantaggio attuale di Berlusconi è concentrato in alcune regioni, e questo crea problemi a causa del dispositivo elettorale in vigore. Il risultato è ancora un terno a lotto. Cosa stanno facendo i partiti a livello regionale per affermarsi in Senato? Ancora nulla: si muoveranno dopo Pasqua. Ci saranno grandi campagne concentrate in regioni in bilico come la Liguria, la Campania, la Puglia e via dicendo. Quali saranno le mosse a effetto dell'ultimo minuto? Spero che non ci saranno mosse "contro", denigratorie che testimonierebbero la piena americanizzazione della nostra politica. Credo anche che non assisteremo ad un evento, un colpo di genio: mi aspetto di più un movimento di massa, di truppe pesanti, di fanteria che vada a lavorare nel territorio per lo sforzo finale (La Discussione)
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