| VOTO '08: VELTRONI PUNTA SUL DOPPIO TURNO ALLA FRANCESE |
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| 20/02/2008 | |
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21 Feb. - Come un'interrogatorio di polizia. Come
un'audizione dei servizi segreti. I membri del coordinamento nazionale
del Partito Democratico hanno potuto visionare la bozza del programma
messa a punto da Enrico Morando. Ma attraverso una tecnica che
farebbe invidia perfino alla Stasi, prima di ricevere una copia delle
trenta pagine hanno dovuto firmare un documento.
E la stessa cosa anche
quando, dopo circa un paio d'ore, sono stati obbligati a riconsegnare
la bozza. Il programma verrà presentato ufficialmente solo
lunedì prossimo e l'obiettivo di Veltroni è quello di evitare che
escano versioni non definitive.
Tuttavia, Affari è riuscito a sapere alcuni dettagli dell'agenda elettorale del Pd.
Il
più succoso riguarda le riforme e in particolare la legge elettorale.
Salvo modifiche dell'ultima ora, c'è un'esplicita indicazione per il
modello maggioritario con i collegi a doppio turno, ovvero il sistema
francese. Per intenderci, quello che non piace né a D'Alema né agli ex popolari della Margherita.
Nella bozza del programma, però, l'indicazione transalpina non è un aut
aut. Infatti c'è anche un'apertura ad altre ipotesi, nel caso in cui il
modello parigino non dovesse trovare un ampio consenso in Parlamento.
Una sorta di subordinata.
Il programma del Pd, composto da 30 cartelle scritte fitte fitte e senza titolo, ha un principio ispiratore di base: risponde ai requisiti fondamentali dell'etica della sostenibilità. Detto in altre parole, spiega chi lo ha potuto leggere, e rifacendosi anche alla presentazione fattane dallo stesso Morando in riunione, tutte, nessuna esclusa, le proposte contenute sono coperte finanziariamente. Dunque, ogni intervento previsto dal programma ha abbinata la sua sostenibilità finanziaria ed economica. Il programma si basa su 10 pilastri portanti: liberalizzazioni; sicurezza; forti iniezioni di concorrenza; patto tra generazioni; spesa pubblica più efficiente; un'economia che sappia liberare le energie vitali del Paese; ambientalismo di qualità e del fare; una pubblica amministrazione che funzioni; riforme istituzionali e fiscali.
Nel
programma, inoltre, sono indicate "10 azioni forti di governo", da fare
subito in caso di vittoria: si va dal 'fisco amico' alle 'detrazioni
Irpef e la riduzione delle aliquote'; dal 'riprendere il controllo
della spesa pubblica' ad una 'maggiore eguaglianza sociale'; da una
forte 'spinta all'impresa e allo sviluppo' a interventi mirati
per il Sud. Durante il dibattito, Morando ha registrato anche alcuni
suggerimenti, tra cui quelli in materia di sicurezza sul lavoro,
sistema pensionistico e affari sociali, avanzati da Livia Turco e
Cesare Damiano, e quello specifico sulle riforme istituzionali fatto da
Franco Bassanini. (Affari italiani)
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