| VOTO '08. LUCA RICOLFI: BERLUSCONI DICCI LA VERITA' |
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| 08/03/2008 | |
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8 Mar. - Luca Ricolfi dalla prima pagina de
La Stampa, lancia un invito alla chiarezza a Silvio Berlusconi e
a tutto in centrodestra. Secondo Ricolfi, infatti, su alcuni temi chiave
del dibattito politico attuale il leader del Pdl mostra una certa
reticenza.
Negli ultimi giorni la campagna elettorale è entrata in una fase nuova.
Forse non è ancora chiarissimo se davvero i due programmi elettorali si
somiglino così tanto come si dice, ma quel che sta diventando evidente
è che i due messaggi di fondo divergono.
Il messaggio di Veltroni
ricorda quello di Berlusconi nel 1994: cambiare si può, noi cambieremo
l'Italia. Quello di Berlusconi, invece, ricorda molto il messaggio che
abbiamo ascoltato da Prodi negli ultimi due anni: la situazione è
difficile, occorre anche fare dei sacrifici, noi siamo gente seria e
non promettiamo la luna.
Qualcuno, maliziosamente, suggerisce che
Veltroni può permettersi di farci sognare perché sa di non poter
vincere, mentre Berlusconi, proprio perché sa di vincere, non può
permettersi di farci sognare. Ma è tutto qui il gioco? Ho l'impressione
di no. Se fosse tutto qui non potremmo che lodare Berlusconi, che
finalmente pare aver dismesso il vizio delle promesse facili e aver
acquistato la virtù del realismo.
A guardare le cose più da vicino,
tuttavia, è difficile non restare perplessi. Prendiamo il caso
Alitalia. Nel 2004, il centro-destra pilotò l'ennesimo salvataggio
della compagnia di bandiera. Credo che chiunque, oggi, si renda conto
che quello fu un errore, forse dovuto alle pressioni di Alleanza
nazionale.
Eppure nei giorni scorsi Berlusconi, anziché fare autocritica sul passato, ha riproposto confusamente la questione dell'italianità della compagnia, salvo poi far rettificare le sue avventate dichiarazioni (erano «solo una battuta»). Dobbiamo pensare che, se vincerà il centro-destra e nel frattempo il destino di Alitalia non sarà stato già deciso, assisteremo all'ennesimo pasticcio sulla compagnia di bandiera? Prendiamo il problema dell'articolo 18 e dello Statuto dei lavoratori. Nella sinistra c’è molta confusione, ma a destra la situazione è paradossale. A una domanda sull'articolo 18 il candidato premier (Berlusconi) risponde che si dovrebbe «cambiare tutto lo Statuto con regole nuove e più moderne». A sua volta il candidato ministro dell'Economia (Tremonti) dichiara che lascia volentieri a Veltroni la patata bollente dell'articolo 18, e spiega: «difendo la logica del posto fisso.
La nostra tradizione è questa. Non accetto un mondo dove
la precarietà è segno di modernità». Ma l'aspetto che più mi lascia
perplesso dell'evoluzione di Berlusconi è la sua ricostruzione dei
fatti di questi anni. Non perché io non condivida il suo pessimismo
sullo stato del paese e sulla pesantezza dell'eredità di Prodi, ma
perché se a un certo punto - finalmente! - ci si decide a dire la
verità, allora bisogna dirla fino in fondo. Non per nulla, nei
processi, i testimoni giurano di dire la verità, tutta la verità,
nient'altro che la verità. E dire tutta la verità significa dirla a
proposito degli altri, ma anche di se stessi, dirla sui fatti dell'oggi
ma anche su quelli di ieri. Solo così possiamo credere che qualcosa di
importante stia cambiando, e che il Berlusconi di oggi sia meno
avventato e spaccone di quello di ieri. Ma appena ci allontaniamo dal
comodo terreno dei giudizi sulla gravità della situazione economica
dell'Italia le cose cambiano. Ho sentito con le mie orecchie Berlusconi
dire in Tv che aveva realizzato l'85% del programma, e che il 15%
mancante era colpa degli alleati. Ma questo è falso.
Incontrovertibilmente falso. Possiamo discutere, con i nuovi dati
ufficiali usciti nell'ultimo anno, se il «Contratto con gli italiani»
sia stato realizzato al 50% o al 60%, ma resta il fatto che le due
principali promesse - abbattere la pressione fiscale e ridurre il
numero dei delitti - sono state clamorosamente mancate. E' vero, nel
quinquennio berlusconiano (2001-2006) gli italiani hanno pagato meno
tasse che nel quinquennio precedente (1996-2001), ma alla fine del suo
mandato Berlusconi ha lasciato la pressione fiscale al livello al quale
l'aveva ereditata dal centro-sinistra. L'aliquota massima, che doveva
scendere al 33%, nel 2006 era ancora bloccata al 43%, ben 10 punti al
di sopra di quel che era stato solennemente promesso.
Quanto ai delitti, nel quinquennio berlusconiano sono aumentati ininterrottamente, e nel 2006-2007 hanno fatto un ulteriore balzo in avanti grazie all'indulto: un provvedimento fortissimamente voluto dalla sinistra, ma anche dal partito di Berlusconi. Possibile che su questi fallimenti Berlusconi non abbia nulla da rimproverarsi? Ora che il centro-destra si appresta (forse) a tornare alla guida del paese, ci piacerebbe che la sua voglia di verità fosse meno strabica.
Va bene
rivolgersi agli italiani senza illuderli sul loro futuro, ma sarebbe
meglio cominciare a dire qualcosa di sincero anche sul nostro passato.
Altrimenti questo mostrarsi preoccupati per le scelte e i sacrifici che
ci attendono, rischia di rivelarsi per quello che forse è: solo un
messaggio in codice, un modo indiretto per dirci che Prodi ha governato
male e lascia un'eredità difficile da gestire. (Luca Ricolfi)
scritto da mario s 69, marzo 09, 2008 X FIACCOLA di fatto, weltroni non si lascia scappare un'occasione per dire e ribadire che il fallimento del governo prodi è stato causato soprattutto dalla sinistra radicale e dalle contrapposizioni che la sinistra ha fatto al governo prodi, non si lascia scappare occasione il walter pontificatore di dire che non è ammissibile che i ministri di un governo scendano in piazza a manifestare contro lo stesso governo di cui fanno parte....mi domando, perchè se berlusconi da la colpa all'udc piuttosto che ad an di non aver osservato il suo programma di governo al 100% gli si fa una colpa e lo si critica fortemente e se invece lo fa veltroni nei confronti dei suoi ex alleati nessuno dice una parola? perchè se a compiere la stessa identica azione sono veltroni e berlusconi al primo si applaude e al secondo si mette alla gogna? non vi sembra di essere un tantino in contraddizione? non vi sembra di essere faziosetti? meditate prima di scrivere cazzate, almeno soffermatevi un pochino a riflettere sue gesta del vostro paladino/buffone/copione/walter veltroni. scritto da mario s 69, marzo 09, 2008 X PATRIZIA tutti sono capaci di insultare quando non si hanno argomenti per controbattere, mi meraviglio di voi pacifisti di sinistra, criticate tanto gli altri e poi voi siete i peggio, sui commenti di patrizia ho letto soltanto odio, odio e odio...e tu comunista dichiarata mi spieghi come fai ed essere contro la guerra? magari hai steso ben bene la bandiera arcobaleno fuori dal tuo balcone, ma di fatto da quello che scrivi, non mi sembri proprio una pacifista.....che schifo. poi vorrei invece dire a FIACCOLA POLITICA, che è bello lo slogan "si può fare" ma di fatto il tuo caro walter ha copiato anche quello, si perchè mi sono reso conto che walter ha copiato di tutto un pò e un pò a tutti, cominciando proprio dallo slogan, poi il simbolo, poi il programma, poi il mandato a tutti i suoi elettori tipo il passaparola (se ricordate bene lo fece berlusconi alle politiche 2006) poi con l'inno di mameli, poi con le candidature di imprenditori, poi con la trovata dell'apertura di un'attività in un solo giorno, e tante tante altre cose....ma vi rendete conto o no che quello che dice weltroni non ha nulla di nuovo? mi dite dove sta la novità? dove sta questo grande uomo nuovo e rivoluzionario della politica italiana? mi fa ridere lui e tutti quelli che gli vanno dietro. scritto da pirataromano, marzo 09, 2008 Adesso anche Ricolfi di sinistra!!! Suvvia... Siete obnubiati dalla ideologia e, mi sia permesso, da un certo inutile astio polemico ... Penso che il Paese sia stanco di questo e ciò mi convince che la pacatezza di Walter, il suo non attaccare nessuno ma parlare di cose concrete, alla fine pagherà: del resto il "GESTO" del Cavaliere (strappare un programma elettorale)la dice tutta sulla natura violenta della destra. Lasciamoci alle spalle un quindicennio di inutili polemiche: SI PUO' FARE!! scritto da fiaccola politica, marzo 09, 2008 non è di Berlusconi la dote di ammettere di aver fatto qualche errore. Non è mai capitato. La colpa della mancata attuazione del programma nei 5 anni di governo l'ha scaraventata tutta sull'UDC. Se Fini non si fosse prostrato ai suoi piedi nel PDL, l'avrebbe data anche a lui. scritto da patrizia, marzo 09, 2008 Ricolfi non è certo di sinistra.Ma le sue domande precise,sconsolate all'impostore d'Italia resteranno senza risposta.La mummia non risponde scritto da fra, marzo 08, 2008 é inutile dire che Berlusconi ha stracciato il programma del pd...basta rivedere il video..ha detto che il pd del suo programma fa carta straccia...basta menzogne scritto da mario s 69, marzo 08, 2008 ricolfi chiede agli altri di dire la verità ma lui si guarda bene dal farlo, io ritengo che non abbia ben illustrato alcuni punti sul lavoro del governo berlusconi in quanto per esempio la pressione fiscale che ha lasciato il governo berlusconi non è stata affatto del 43% come sostiene ricolfi bensì del 39% e pochi decimali in più, forse ricolfi si confonde con l'attuale pressione fiscale che è del 43,3%. anche perchè, se davvero fosse come dice ricolfi che berlusconi ha lasciato la pressine fiscale al 43%, signficherebbe che prodi in pratica non ha aumentato nessuna tassa, e questo non è possibile perchè di fatto la pressione fiscale è realmente aumentata con il governo prodi, anzi, visco sostiene addirittura che la pressione fiscale è al 42,7% in disaccordo con le dichiarazioni dell'istat, quindi, se berlusconi avesse lasciato la pressione fiscale al 43% e visco sostiene che prodi ha portato la pressione fiscale al 42,7%, mi dite perchè agli italiani non è sembrato di vedersi ridotte le tasse? e perchè tutti dicono che la pressione fiscale (compresi esponenti del governo prodi) è aumentata? CARO RICOLFI, CHI E' CHE DICE LA VERITA' E CHI INVECE MENTE? LEI DI CHE PARTE POLITICA E' SIMPATIZZANTE? LE FACCIO QUESTA DOMANDA PERCHE' DALLA RISPOSTA POTRO' CAPIRE IL PERCHE' DEL SUO ARTICOLO. LEI E' SICURO DI ESSERE IL CUSTODE DELL'ASSOLUTA VERITA'. HO L'IMPRESSIONE CHE LEI SIA "FAZIOSO"COME TANTISSIMI ALTRI. scritto da RHO, marzo 08, 2008 BERLUSCONI STRACCIANDO IL PROGRAMMA DI VELTRONI DIMOSTRA DI PERDERE SULLE IDEE E SUL PROGRAMMA:HA PAURA DELL AVVERSARIO.LA PACATEZZA DI VELTRONI SARà APPREZZATA DAGLI ELETTORI. scritto da re_di_roma, marzo 08, 2008 Venendo a discorsi più banali, quali le elezioni italiane prossime, mi domando: Veltroni è quello del salario minimo o quello del liberismo economico???? Non mi si dica che non sono pensati da confliggenti menti umane. scritto da re_di_roma, marzo 08, 2008 I liberisti economici - oggi molto vicini al PD - non considerano, prof. Ricolfi gli effetti indesiderati verso il supposto movimento al nuovo equilibrio. Il passaggio potrebbe durare 20 anni, con molte guerre nel frattempo, che coinvolgerebbero anche l'Europa. scritto da re_di_roma, marzo 08, 2008 La speculazione non è una voluttuosità. I fondi pensione (e le cosiddette ageing populations) la necessitano per dare ai pensionati occidentali (sempre di più) un rendimento annuo buono. Quindi la speculazione si sposta da mercato a mercato. Oggi è su quello delle commodities alimentari. scritto da re_di_roma, marzo 08, 2008 La Bretton Woods N°2 (cambi fissi e bassi a favore delle nazioni emergenti soprattutto dell'estremo oriente) ci ha colpiti fortemente. A questo si è aggiunta la liberalizzazione dei movimenti di capitale a breve termine, strumenti adatti alle speculazioni. L'aumento del reddito pro capite della Cina e dell'India causa la crescita sostenuta dei prezzi dei beni di largo consumo, con conseguenze nefaste sulla stabilità economica mondiale (anche di quella degli emergenti avanti di questo passo). I liberisti di sinistra considerano questo come un passaggio obbligato verso un nuovo equilibrio (mantenendo l'apertura degli scambi). Io ritengo che prima di arrivare a questo equilibrio i paesi di vecchia industrializzazione arriveranno ai sommovimenti sociali interni. Quindi altro che equilibrio. E' un passaggio verso la guerra. scritto da re_di_roma, marzo 08, 2008 La risposta è tutta qui. Cristallina e chiara. Sì all'italianità delle aziende più importanti, non necessariamente pubblica ma sperabilmente privata. Regole serie per i lavoratori, con obblighi per essi in modo da favorire la produttività media. Leggo invece che Veltroni propone il salario minimo come primo provvedimento. Ritorna il vecchio assistenzialismo. E' necessario alzare la produttività e non staccare il salario da essa. Il salario minimo è un provvedimento esiziale per le sorti di una Paese economicamente dilaniato come il nostro. Più chiari di così... scritto da re_di_roma, marzo 08, 2008 Il prof. Ricolfi ha ragione. Dimentica di ricordare però che l'ex CDL era più allargata di adesso. Il liberismo è in voga fra gli economisti e i sociologi dell'economia. Io credo che sia dovere di una classe dirigente difendere l'onore della Patria. Quindi sì al Colbertismo sì all'Alitalia in mani italiane. I fondi sovrani dei paesi emergenti - prof. Ricolfi - sono pronti ad andare al supermarket. Noi non abbiamo la possibilità di finanziare un nostro fondo sovrano con la Cassa Depositi e prestiti come invece fanno i francesi con la loro Caisse de Depots. Meglio concentrarci - invece che sulla possibile rappresaglia finanziaria per la quale non abbiamo la potenza economica - sull'orgoglio nazionale. scritto da sem, marzo 08, 2008 a furia di dire balle la gente finisce di credere che sia vero, strategia di colui che sa di non potere portare a termine il mandato, 1° per l'età, 2° perche al senato non vincerà |
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