| VOTO '08. QUEL PASTICCIACCIO DELLA PAR CONDICIO |
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| 29/02/2008 | |
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29 Feb. - E' stato approvato in Commissione di vigilanza Rai il regolamento di 16 articoli sulla par condicio redatto dal presidente di commissione, Mario Landolfi,
relativo alla seconda fase della campagna elettorale che scatterà dopo
la presentazione delle liste.
La commissione parlamentare di Vigilanza ha
approvato anche il secondo regolamento sulla par
condicio televisiva, quello che va dalla
presentazioni delle liste (10 marzo) al 13 aprile giorno del voto, ma con
molte polemiche e uno 'strascico' che riguarda i 'faccia a faccia' tra i
candidati premier.La commissione ha infatti approvato un emendamento al testo del relatore, il presidente Mario Landolfi, dove viene introdotto il principio del "confronto tra tutti i candidati premier" ma senza poi meglio precisare le modalita' come questo debba avvenire. O meglio, siccome ad essere approvato e' stato solo un primo comma di un emendamento, presentato da Beltrandi (Rnp) e Migliore(Arcobaleno), il testo prevede che "negli ultimi 10 giorni precedenti al voto la Rai trasmette tra le 21 e 22,30, una trasmissione in diretta di confronto tra i candidati premier, della durata di 90 minuti, moderata da un giornalista Rai" con la partecipazione di giornalisti 'esterni'. Insomma a mettere a confronto tutti i candidati leader in lizza (e dopo le ultime vicende si parla di una decina di candidature) dovrebbe essere un'unica trasmissione di un ora e mezza. Non piu' quindi dei 'faccia' a faccia' ma dei 'spalla a spalla' come li ha ribattezzati il presidente Landolfi, con un'ammucchiata difficilmente gestibile vista l'ora e mezza a disposizione. C'e' da sottolineare che la Rai "e' tenuta" ad applicare le norme stabilite dalla Vigilanza e non potra' opporre piu' di tanto la non fattibilita' della trasmissione. Ma perche' si e' giunti all'approvazione di una norma di cosi' difficile attuazione? Il relatore Landolfi ha presentato a inizio settimana, un regolamento sulla par condicio che non conteneva i 'faccia a faccia' tra i candidati premier a differenza di quanto avvenuto nel 2006, motivando la sua scelta "con un numero troppo alto di candidati che avrebbe reso necessarie 45 trasmissioni per far 'scontrare' tutti con tutti". Una posizione che ha trovato d'accordo il Partito delle liberta', ma non i piccoli partiti di centrodestra (Udc, La Destra) e del centrosinistra (Sinistra Arcobaleno in particolare) desiderosi di occasioni per andare sugli schermi Rai e di occasioni di confronto con i 'big'.
Il Pd prima ha cercato
di far approvare un emendamento che prevedeva dei 'faccia a faccia' stabiliti
e organizzati "secondo criteri riconducibili alla consistenza dei gruppi
parlamentari uscenti". Una volta dichiarata
inammissibile tale proposta (in questa fase di par
condicio tutte le liste hanno stessi diritti in base
alla legge), si e' posto per il partito di
Veltroni il problema di come votare. Il capogruppo Fabrizio Morri, ha cosi'
detto si al principio dei 'faccia a faccia', venendo incontro alle
richieste dei partiti 'minori' e di alcuni
esponenti del suo partito, come Giuseppe
Giulietti, ma poi tutto il gruppo ha votato contro le norme che stabilivano
modalita' e un numero maggiore di trasmissioni per suddividere i candidati in
diversi 'confronti' , con una scelta degli abbinamenti affidata al
sorteggio.
Il voto 'dimezzato' del Pd ha scatenato le ire della Sinistra arcobaleno che ha annunciato che fara' appello all' Autorita' per le Comunicazioni per chiedere che "sia essa a stabilire regole e modalita' che diano corpo al principio approvato in commissione". Per Morri la posizione dell' Arcobaleno "e' stata strumentale fin dall' inizio, e se non si puo' applicare la piena par condicio ai 'faccia a faccia' non si possono scegliere soluzioni intermedie" e comunque "non sara' la tv ha spostare l'elettorato in questa campagna elettorale". Il regolamento sulla par condicio, alla fine e' stato approvato e tra le novita' prevede delle conferenze stampa per ciascuno dei candidati premier con cinque giornalisti. Se non si faranno i faccia a faccia, unico confronto tra gli schieramenti in lizza saranno le tradizionali 'tribune elettorali'. La questione della normativa sui 'faccia' a faccia' dovra' essere affrontata e risolta dall'ufficio di presidenza della Vigilanza, anche se il presidente Landolfi ha gia' annunciato che vigilera' "affinchè‚ sia rispettato il principio delle pari opportunità per tutti i candidati come prevede la par condicio, per questa fase finale della campagna elettorale" e che quanto successo in commissione "conferma la validita' della mia posizione contraria a tali programmi, visto il numero di candidati premier". Certamente la Rai si attende chiarimenti per come applicare le norme della Vigilanza. Bisognera' poi verificare le decisioni dell'Autorita' delle Comunicazioni, che deve emanare, nelle prossime ore, un analogo regolamento sulla par condicio per le tv private. Nel 2006 segu l'esempio della Vigilanza e inseri' i 'faccia a faccia' nella sua normativa. Come si comportera' di fronte a una norma cos 'oscura'? "Non e' un caso la mancata approvazione di un regolamento per i
faccia-a-faccia tra i candidati premier per le prossime elezioni politiche".
Lo afferma Enrico Boselli del Partito socialista.
"Anzi, - continua il leader socialista - il Partito democratico
in perfetta sintonia con la Pdl, di fatto ha impedito che si giungesse a
una soluzione lasciando alla Rai il compito si sbrogliare la faccenda.
È in
atto da parte di Veltroni un tentativo di ridurre tutta la campagna a un
tu-per-tu con il partito di Berlusconi. Cosi' facendo - conclude Boselli - si vuole passare da un bipolarismo, cattivo ma
pluralista, a un bipartitismo coatto e illiberale, che si propone
di semplificare la politica riducendo la libera espressione delle idee".
Un principio 'menomato' secondo la Sinistra-l'Arcobaleno "perché
privo degli altri tre punti previsti dall'emendamento e che prevedevano
una regolamentazione del principio".
"Vogliamo far sapere -spiega la Sinistra-l'Arcobaleno- che in commissione di vigilanza Rai il Pd con un voto contrario ha impedito che si regolamentasse il faccia a faccia previsto dall'emendamento da noi presentato. Pertanto ci rivolgeremo all'Agcom". "Il caravanserraglio si trasferira' dai Poli alla televisione. La decisione
della commissione di Vigilanza di approvare un regolamento che
non regolamenta i confronti tv e' incomprensibile". È quanto dichiara il
segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace, che sottolinea: "Dopo aver tentato invano
di impedire che i candidati premier - che sono tanti perche' c'e' chi ha
provveduto a espulsioni con decreto di partito - la commissione di vigilanza
ha adottato una decisione che ha precedenti solo nel comportamento di Ponzio
Pilato. Si fara' un confronto tra otto, dieci e chissa' quanti
candidati premier, perche', dopo aver approvato, su mia proposta,
il principio che chi si candida a guidare il Paese non possa sfuggire al
confronto con i suoi competitori, si e' rinunciato per ripicca a dire alla
Rai come si devono organizzare. La toppa e' peggiore del buco. E per questo
ho votato contro il regolamento nel suo complesso. Si vogliono confondere
gli elettori - conclude Storace - e questo
per precisa responsabilita' del Polo di Veltroni e di quello
di Berlusconi. Tanta irresponsabilita', unita a un misto di arroganza
presuntuosa, fa capire come governerebbero il Paese"
"Fare un 'faccia a faccia' sarebbe stato impossibile con almeno dieci
candidati premier - spiega Landolfi - la Rai si sarebbe trovata alle
prese con 45 confronti, il che mi sembra improponibile". L'unica via
d'uscita per il presidente della commissione è quello di organizzare
una sola tribuna con tutti i candidati premier
presenti: "Solo così -spiega- riusciremo a garantire il rispetto delle
pari opportunità nella seconda fase della campagna elettorale".
"Il provvedimento che ho presentato e che è stato votato -continua Landolfi- stabilisce una serie di conferenze stampa riservate ai candidati premier nelle ultime due settimane precedenti al voto e questo va a coincidere con l'emendamento Beltrandi-Migliore approvato oggi dalla commissione, che prevede il principio di un confronto tra candidati leader nello stesso periodo. Sarà la Rai a decidere il da farsi per risolvere il problema". Netta contrarietà all'emendamento Beltrandi-Migliore arriva dal Pdl, che durante le votazioni ha espresso sempre la sua netta contrarietà al 'faccia a faccia', definito da Paolo Bonaiuti "un caravanserraglio che non farà bene a nessuno, tantomeno ai cittadini". |
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