| VOTO'08: BERTINOTTI NON VOGLIO ESSERE OSTAGGIO DELLE LOBBY |
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| 15/03/2008 | |
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15 mar. - Fausto Bertinotti leader della Sinistra Arcobaleno interviene in merito al finanziamento pubblico ai partiti che va difeso, non ha dubbi in merito. In un'intervista su Liberazione, marca la
distanza dalla 'dieta' per i partiti a cui, secondo quanto rivela
Repubblica, Walter Veltroni starebbe pensando per arginare la
protesta sui costi della politica.
Una scelta che Veltroni farebbe come lancio per la campagna elettorale e che ruoterebbe
sull'ipotesi di incentivare il finanziamento privato,
"trasparente e defiscalizzato, sul modello americano" e tagliare
invece i rimborsi elettorali, "pubblici e a pioggia".
Secondo Bertinotti l'idea di Veltroni è una sorta di privatizzazione della politica 'pecunia non olet'.
Nell'era della modernizzazione il
denaro puzza, perchè se prendi i
soldi dalle lobby nucleariste dubito che ti batterai contro il
nucleare, se li prendi dalle lobby dei petrolieri dubito che ti
batterai per le fonti rinnovabili di energia".
Insomma, avverte
Bertinotti, il finanziamento pubblico va difeso perchè garantisce il
"riconoscimento ai partiti della loro funzione di protagonisti
nella società civile e nella democrazia di un Paese".
Contro il presunto disegno di Veltroni si schiera anche Liberazione, che parla di
provvedimenti "di drastica riduzione non solo delle spese ma
anche del tasso di democrazia nel nostro Paese".
Il quotidiano
del Prc punta il dito soprattutto contro l'idea di "privatizzare
la politica per renderla più efficiente" e, avvertendo del
rischio che la democrazia finisca per diventare spartizione tra
gli interessi dei poteri forti, fa notare che la situazione in
America è diversa: "il finanziamento pubblico c'è e i candidati
che vogliono utilizzarlo possono.
Se però i candidati intendono
spendere per la politica più soldi di quelli stanziati dal
finanziamento pubblico, allora vi devono rinunciare e mettersi in
proprio".
Ovvero, "la privatizzazione del finanziamento
della politica in America - scrive Liberazione - serve ad
aumentare i costi della politica (non certo a ridurli)".
Veltroni, conclude l'organo del Prc, "dice sempre che ama
l'America, ma spesso viene il dubbio che lui dell'America non
sappia moltissimo. Si immagina, nel suo idealismo, un paese dove
la democrazia è ridotta a zero e comandano solo i potenti. Ma
purtroppo non sempre è così" (ec)
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