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08 gen. - ''Capisco esigenza di esecutivo snello ma deve essere anche efficace''
Commercio estero, Bonino: ''Errore non aver mantenuto ministero''
La leader radicale d'accordo sulla reintroduzione del dicastero con La Russa che ha indicato Urso come possibile ministro. Guidi all'Adnkronos: ''Utile per promuovere made in Italy''. Fassino: ''Sostenere il nostro ruolo leader nelle esportazioni''. Brambilla e Fazio in pole position per Turismo e Salute
Continua il dibattito politico sul possibile allargamento della squadra di governo. Mentre monta la polemica all'interno della maggioranza sulla nomina di due nuovi ministri, Michela Brambilla al Turismo e Ferruccio Fazio alla Salute, con Lega e An che chiedono un riequilibrio complessivo della squadra di governo, appare il nome di Adolfo Urso come possibile candidato al dicastero del Commercio estero.
Il ministro della Difesa Ignazio La Russa, intervistato da 'Libero', afferma di non essere contrario in linea di principio all'aumento dei ministri e, replicando alle parole del coordinatore di Forza Italia, Denis Verdini, dichiara di non trovare "scandaloso'' che si parli di Urso come ministro del Commercio estero in un eventuale rimpasto.
Emma Bonino condivide la valutazione del reggente di An a favore della reintroduzione del dicastero.
La leader radicale ed ex ministro del Commercio estero del governo Prodi sottolinea che ''sin dall'inizio è stato commesso un errore. Io capisco l'esigenza di un governo snello, ma non dimentichiamoci che deve essere anche efficace. Soprattutto di fronte a una crisi economica così grave come questa'', avverte Bonino, ''serve un ministro con competenze specifiche per un settore così delicato''.
''Lo dico da sempre e da tempi non sospetti - sottolinea -. E' stato un errore non mantenere a pieno titolo il ministero del Commercio con l'estero''.
''L'ho detto anche al momento del passaggio delle consegne all'attuale governo che ha ritenuto di fare diversamente", ricorda Bonino che spiega le ragioni principali della sua convinzione: "In Italia, in questi anni di bassi consumi interni che stentavano a 'tirare', l'export è stato il principale motore della, seppure limitata, crescita economica. Essendo il nostro tessuto produttivo composto per oltre il 90% dalle pmi, l'esperienza ha dimostrato che il governo ha un ruolo importante da giocare, assieme a Confindustria, Ice, Abi, Camere di Commercio e agli altri attori del Sistema-paese, per favorire il processo d'internazionalizzazione delle nostre imprese''.
''Gli altri paesi nostri diretti competitor (parlo di quelli europei, ma anche Usa e i paesi Bric) lo hanno capito da tempo. Per dare forza e credibilità alla nostra azione - conclude - è nel nostro interesse presentarci nei grandi fora internazionali, a cominciare dall'Omc, con un ministro 'pieno' anziché un ministro dimezzato".
Per Piero Fassino, attuale ministro degli Esteri del governo ombra del Pd ed ex titolare del Commercio estero nel governo D'Alema commenta: "La necessità di sostenere il nostro ruolo leader nelle esportazioni e contemporaneamente la necessità di un più alto livello di investimenti diretti sui mercati consigliano di dare maggior peso e forza alle politiche italiane per il commercio con l'estero".
"Ci sono buone ragioni - osserva - per sostenere l'esistenza di un ministero del commercio con l'estero ad hoc, così come ci sono buone ragioni per sostenere l'integrazione del Commercio estero con il ministero delle Attività produttive o degli Esteri. Io penso - dice - che debba essere soprattutto tenuto in conto che siamo tra principali paesi esportatori sul piano mondiale e dunque serve una continua azione di sostegno alle tantissime imprese esportatrici. Al tempo stesso siamo un paese che, nonostante la forza esportativa, ha ancora un livello di investimenti diretti all'estero inferiore a quello dei nostri principali concorrenti e quindi anche su questo fronte c'è bisogno di un'azione governativa di promozione e di sostegno".
Secondo Guidalberto Guidi, presidente di Confindustria Ania e Ancma, per promuovere il made in Italy e l'internazionalizzazione delle imprese sarebbe utile la ricostituzione del ministero del Commercio Estero e una stretta collaborazione con il ministero degli Esteri e le nostre ambasciate nei vari paesi.
''Il supporto del Commercio estero per le imprese che vanno all'estero è di estrema importanza, ma fondamentale è la presenza del ministero degli Esteri. L'aiuto alle imprese va gestito in stretto rapporto tra le due strutture. E' chiaro che se il nostro Paese è rappresentato da un sottosegretario nei rapporti con gli altri paesi i contatti avvengono allo stesso livello''.
Per Guidi comunque, il nostro Paese negli ultimi anni ''ha fatto enormi progressi nel supporto alle imprese che vanno all'estero. Il made in Italy e le imperse che puntano sull'internazionalizzazione possono contare su una buona struttura dell'Ice e della Simest. Ma - conclude Guidi - è estremamente importante che il Commercio estero non sia solo, ma operi in stretto contatto con le ambasciate''.
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