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11 gen. - Per il suo intervento al 'Corriere della Sera'
Giustizia, coro di sì per Fini. Alfano: "Condividiamo le sue parole"
Il Guardasigilli sull'intervento del presidente della Camera: ''Riforma in Cdm il 23 gennaio''. Il premier, Silvio Berlusconi: "Identità di vedute". D'accordo anche il leader del Pd, Veltroni: "Base per riforma condivisa". . Per Di Pietro (Idv) ci sono invece "luci e ombre", ma assicura "ci confronteremo"
"Illustreremo il programma di riforma della giustizia in consiglio dei Ministri, non il 16, ma il 23 gennaio". E' quanto afferma il ministro della Giustizia Angelino Alfano a Roccaraso per Neveazzurra che si dice in piena sintonia con le parole di Fini sulla riforma della giustizia.
"Concordo sia nel metodo che nel merito" precisa il Guardasigilli. Dalla maggioranza all'opposizione arriva poi un coro di sì alla riforma, prospettata dal presidente della Camera.
Da una parte il premier Berlusconi dichiara "che non c'è alcuna diversità di vedute", dall'altra il leader Pd, Walter Veltroni rileva che nella sua lettera al 'Corriere della Sera' Fini esprime "alcune considerazioni condivisibili sulla riforma della giustizia".
Se lo spirito della maggioranza sarà davvero quello espresso oggi, credo si possano finalmente realizzare le condizioni per arrivare in Parlamento a una riforma condivisa''. D'altronde, spiega Veltroni, è importante garantire "il diritto dei cittadini ad avere procedimenti giusti, certi e veloci'' e, conclude, "ogni riforma in materia" deve "essere diretta a far funzionare davvero la giustizia", oltre che a "rafforzare l'autonomia dei magistrati dal potere politico''.
Si astiene da ogni commento il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga perché, dice, sarebbe meglio che "i presidenti delle Camere parlassero in Aula".
Per il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro nel discorso di Fini ci sono "diverse luci e qualche preoccupante ombra", ma assicura "vogliamo confrontarci nel merito piuttosto che dire un no o un sì a priori".
Della stessa idea anche il capogruppo alla Camera dell'Idv, Massimo Donadi che giudica comunque la proposta di Fini "seria e utile"
Soddisfatto Nicola Latorre, vicecapogruppo del Pd al Senato che dichiara di "aver apprezzato molto il suo intervento" anche perché "la riforma non è più rinviabile".
Anche il vice presidente del Senato, Domenico Nania ha "condiviso il metodo e le parole del presidente della Camera", mentre per Giuseppe Consolo (Pdl), vice presidente della Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio, "le parole di Fini rappresentano l'autorevole 'carburante' necessario per mettere finalmente in moto la macchina riformista''.
BERLUSCONI, INTERCETTAZIONI DEVONO CONTINUARE - "Le intercettazioni devono
continuare ad essere un mezzo per arrivare a scoprire i reati
compiuti". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, a Cagliari
per l'apertura della campagna elettore del centrodestra in
vista delle consultazioni regionali del 15 e 16 febbraio
prossimi, riguardo la lettera del presidente della camera,
Gianfranco Fini, pubblicata stamane sul quotidiano Il Corriere
della Sera. "Non c'e' nulla di diverso rispetto alla bozza del
Governo", ha aggiunto il presidente del Consiglio, "tant'e' che
anche per la corruzione, come reato contro la pubblica
amministrazione, nel disegno di legge del Governo c'e' questo
riferimento preciso".
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