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GIUSTIZIA: CORO DI SI PER FINI - BERLUSCONI: INTERCETTAZIONI DEVONO CONTINUARE

domenica 11 gennaio 2009
11 gen. - Per il suo intervento al 'Corriere della Sera' Giustizia, coro di sì per Fini. Alfano: "Condividiamo le sue parole" Il Guardasigilli sull'intervento del presidente della Camera: ''Riforma in Cdm il 23 gennaio''. Il premier, Silvio Berlusconi: "Identità di vedute". D'accordo anche il leader del Pd, Veltroni: "Base per riforma condivisa". . Per Di Pietro (Idv) ci sono invece "luci e ombre", ma assicura "ci confronteremo"
fini_03_280x200.jpg "Illustreremo il programma di riforma della giustizia in consiglio dei Ministri, non il 16, ma il 23 gennaio". E' quanto afferma il ministro della Giustizia Angelino Alfano a Roccaraso per Neveazzurra che si dice in piena sintonia con le parole di Fini sulla riforma della giustizia.
"Concordo sia nel metodo che nel merito" precisa il Guardasigilli. Dalla maggioranza all'opposizione arriva poi un coro di sì alla riforma, prospettata dal presidente della Camera.
Da una parte il premier Berlusconi dichiara "che non c'è alcuna diversità di vedute", dall'altra il leader Pd, Walter Veltroni rileva che nella sua lettera al 'Corriere della Sera' Fini esprime "alcune considerazioni condivisibili sulla riforma della giustizia".
Se lo spirito della maggioranza sarà davvero quello espresso oggi, credo si possano finalmente realizzare le condizioni per arrivare in Parlamento a una riforma condivisa''. D'altronde, spiega Veltroni, è importante garantire "il diritto dei cittadini ad avere procedimenti giusti, certi e veloci'' e, conclude, "ogni riforma in materia" deve "essere diretta a far funzionare davvero la giustizia", oltre che a "rafforzare l'autonomia dei magistrati dal potere politico''.
Si astiene da ogni commento il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga perché, dice, sarebbe meglio che "i presidenti delle Camere parlassero in Aula".
Per il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro nel discorso di Fini ci sono "diverse luci e qualche preoccupante ombra", ma assicura "vogliamo confrontarci nel merito piuttosto che dire un no o un sì a priori".
Della stessa idea anche il capogruppo alla Camera dell'Idv, Massimo Donadi che giudica comunque la proposta di Fini "seria e utile"
Soddisfatto Nicola Latorre, vicecapogruppo del Pd al Senato che dichiara di "aver apprezzato molto il suo intervento" anche perché "la riforma non è più rinviabile".
Anche il vice presidente del Senato, Domenico Nania ha "condiviso il metodo e le parole del presidente della Camera", mentre per Giuseppe Consolo (Pdl), vice presidente della Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio, "le parole di Fini rappresentano l'autorevole 'carburante' necessario per mettere finalmente in moto la macchina riformista''.
BERLUSCONI, INTERCETTAZIONI DEVONO CONTINUARE - "Le intercettazioni devono continuare ad essere un mezzo per arrivare a scoprire i reati compiuti". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, a Cagliari per l'apertura della campagna elettore del centrodestra in vista delle consultazioni regionali del 15 e 16 febbraio prossimi, riguardo la lettera del presidente della camera, Gianfranco Fini, pubblicata stamane sul quotidiano Il Corriere della Sera. "Non c'e' nulla di diverso rispetto alla bozza del Governo", ha aggiunto il presidente del Consiglio, "tant'e' che anche per la corruzione, come reato contro la pubblica amministrazione, nel disegno di legge del Governo c'e' questo riferimento preciso".  
 
Commenti (7) >>
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scritto da pino, dicembre 28, 2009

Veltroni parla per se?
Non è che siamo all'ennesima uscita senza autorizzazione?
Nelle carceri si muore, perchè cosi ha deciso il Senato e la Camera?
Questo governo andrebbe processato TUTTO per omissione della missione di rieducare chi ha sbagliato ed ha pagato.
Assistiamo invece all'incecente missione delle "istituzioni" il carcere come palestra delinqueziale, criminale dove gli esseri si imbrutiscano.
Il risultato della violenza quando questi usciranno lo pagherà "il popolo italiano" perchè distratti ed imbecilli.
POVERAEXTERRAMIA

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scritto da relli, dicembre 22, 2009

IL nostro Presidente si chiama SILVIO BERLUSCONI non FINI impari Fini a non esternare troppo e di limitare le sue personali idee

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scritto da FRANCO TEL.337770381, dicembre 14, 2009

SONO COSTERNATO X COME E STATO COLPITO IL MIO PRESIDENTE.NON POSSIAMO PERMETTERE AD UNO SQUILIBRATO,MALEDETTO,GLI VENGA PERMESSO I AGIRE IN QUESTO MODO. VORREI, UNA CONDANNA ESEMPLARE.FACCIO TANTI AUGURI,AL MIO AMATO PRESIDENTE SILVIO BERLUSCONI VAI AVANTI COSI.TUTTI GLI ITALIANI,SONO CON TE........W.IL P.D.L.W.QUESTO, GOVERNO.BRAVI TUTTI

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scritto da FRNCO, dicembre 14, 2009

sono costernato x l"accadudo,

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scritto da Marc'Aurelio, settembre 07, 2009

Siamo condannati al papocchio, visto che nesuna democrazia è in grado di partorire codici, se non peggiori rispetto a quelli vecchi. I codici (anche i migliori)sono sempre stati prodotti da regimi forti. Ricordo quelli di Giustiniano e Napoleone. Forse i codici andreebbero gradualmente buttati e sostituiti col pur imperfetto sistema anglosassone, basato su sentenze precedenti. Quest'ultimo, tuttavia, presume un genere di magistratura strutturata ben diversamente dalla nostra, che è fatta su misura dei codici..
La vedo brutta, in ogni caso

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scritto da VITTORIO SCIALPI, luglio 14, 2009

FAVOLE: NON C'E' RIFORMA DELLA GIUSTIZIA SENZA RIFORMA DEI CODICI.
CHE' FINE HANNO FATTO LE BOZZE DEI CODICI RIFORMATI DALLE VARIE COMMISSIONI?
COME SI FA' A RIFORMARE LA GIUSTIZIA: SENZA RIFORMARE I CODICI FASCISTI,FATTI PER UNA SOCIETA' CHE NON ESISTE PIU'?
SENZA NUOVI CODICI, SARA' VARATO UN NUOVO PAPOCCHIO.

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scritto da Ermanno, giugno 13, 2009

Questa volta concordo con Cossiga (nonostante abbia il demerito di avere portato il postccomunista d'Alema al governo, senza i voti dei cittadini): il presidente della Camera farebbe bene a parlare in aula e non sui giornali. Specialmente, aggiungo, se tenta di accreditarsi come statista gradito alle sinistre, che volentieri, se dovessero vincere le elezioni, lo mandarebbero come ex fascista nelle fogne. Anche il presidente della repubblica, che richiama sempre -al pari dei sinistri - la costituzione, si dovrebbe attenere ai compiti e funzioni assegnati, appunto, dalla costituzione, che non sono quelli di intervenire a dire la sua su tutto, o a suggerire leggi e ministri. Perchè le sue esternazioni di fatto potrebbero riferirsi ad una costituzione materiale e non a quella esistente, che sarebbe bene modificare, dando più poteri al governo e precisando meglio limiti e poteri delle tre cariche istituzionali (presidente rep. di camera e senato) e sopratutto a snellire l'iteer farraginoso della formazione dele leggi, con una sola camera, i cui membri possono essere la metà di quelli attuali e gli stessi emolumenti, specilamente in tempo di crisi, dimezzati contestualmente agli appannaggi della presidenza della repubblica che - pare - siano più grrandi di quelli di monarchie esistenti.il democratico Ermanno.

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