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21 Mag. - In un'intervista a La Stampa Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Popolo della Libertà, avverte del rischio che può minare il dialogo con il Pd: la "furbizia di Walter Veltroni che pensa di recuperare la sinistra massimalista, occhieggiare all'Udc di Casini e garantire l'IdV di Di Pietro.
Come? Ipotizzando una riforma elettorale per le Europee con un "irrisorio sbarramento" del 3%. "Veltroni vuole proseguire sulla strada della semplificazione, di un sistema politico incentrato su due grandi partiti, oppure vuole ritornare indietro? E' evidente -spiega il capogruppo del PdL alla Camera- che nel Pd si è aperta una dialettica politica che può avere riflessi sull'impostazione della riforma elettorale e delle riforme istituzionali perché c'è un'ala del partito, rappresentata da D'Alema e Bersani, che punta ad un accordo con la sinistra radicale e l'Udc".
Anche il Pd teme le vostre furbizie: avviluppare Veltroni nella "melassa" del dialogo per garantire lunga vita a Berlusconi.
"Il dialogo deve svilupparsi nella chiarezza. Intanto le questioni di merito rimangono impregiudicate. Ci sarà presto un confronto parlamentare sulla sicurezza, su Napoli, sulla politica fiscale. Il governo presenterà le sue proposte e il Pd dovrà dire se è d'accordo o no. Non stiamo costruendo una nuova maggioranza: non ci interessa una consociazione ambigua che complicherebbe la vita a loro e a noi. Distinguiamo due piani. Il piano dell'azione di governo per il quale mettiamo nel conto normali divergenze. E poi il piano delle regole: qui si cercherà di arrivare a posizioni comuni. Ad esempio sui regolamenti parlamentari: i provvedimenti del governo dovranno essere discussi senza ostruzionismo e approvati in tempi rapidi. Ma questo dovrebbe riguardare ancjhe le proposte dell'opposizione: anche loro dovranno avere la possibilità di vedere discussi ed eventualmente approvati rapidamente i loro progetti. Immagino una doppia corsia preferenziale per evitare lungaggini e tempi biblici".
Riforme istituzionali: si parte dalla bozza Violante approvata in commissione la scorsa legislatura con il voto favorevole di An e l'astensione di Forza Italia?
"Noi ci siamo astenuti per una serie di questioni, a cominciare dai poteri del premier. Noi eravamo e siamo per accentuarli fortemente e credo che An sarà d'accordo. Per cui si può partire dalla bozza Violante ma soltanto come base di discussione. Non può essere approvata a scatola chiusa".
Il prossimo anno ci sono le Europee e sono già emersi i primi contrasti sulla modifica della legge elettorale. Il PdL è fermo a uno sbarramento del 5%?
"Nel 2006 l'attuale legge elettorale per le politiche è stata gestita da entrambi gli schieramenti in maniera ultra-proporzionalista, ricercando alleanze anche con chi aveva lo 0,3%. Alle ultime elezioni invece il Pd ha rotto con l'estrema sinistra e noi con l'estrema destra e il centro dell'Udc. Per questo proponiamo per le Europee uno sbarramento del 5% che non è enorme, è minimale. Anche in altri Paesi c'è uno sbarramento analogo. Visto che il Pd parla del 3%, allora viene il dubbio: Veltroni vuole fare un doppio recupero nei confronti dell'estrema sinistra, di Di Pietro e Casini? Non è accettabile una divisione dei ruoli fra chi fa il furbo e chi è ingenuo".
Uno sbarramento del 5% conviene al PdL, mentre Veltroni si brucerebbe tutti i vascelli alle spalle, cioè le possibili future alleanze, rimanendo all'opposizione in eterno. Non le pare?
"Ma anche noi ci siamo bruciati alcuni vascelli alle spalle: a Storace e Casini questa proposta non piace. Insomma, la partita o la decidi in un modo o in un altro: o viene giocata con un'ispirazione strategica bipolare oppure con la furbizia. Non si può ricominciare tutto da capo. Questo riguarda anche la legge elettorale nazionale e il referendum. Noi siamo per riprendere il Vassallum nella versione originaria che è una variante del sistema spagnolo. E' la proposta che ci fece Veltroni, del resto. Può anche darsi che riusciamo a fare la nuova legge prima del referendum elettorale".
Sempre a proposito di dialogo, voterete il candidato dell'Italia dei Valori alla presidenza della Vigilanza Rai?
"Neanche per sogno". (Amedeo La Mattina)
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