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14 gen. - Alitalia resta terreno di polemica
nella maggioranza. Il dossier Air France e' chiuso
''assolutamente positivamente'': la nuova Alitalia si avvia a
essere ''la piu' grande compagnia d'Europa'', rivendica con
orgoglio il presidente del Consiglio.
E, soprattutto, resta in
mani italiane. Un obiettivo che non sarebbe invece stato
garantito dall'intesa con Berlino.
La Lega torna alla carica chiedendo spiegazioni sull'iter che
ha portato alla scelta di Air France a scapito di Lufthansa,
tirando in ballo Gianni Letta.
Portare a compimento l'accordo non e' stata certo una impresa
facile: il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha
dovuto dispiegare l'arte delicata della mediazione e fare grande
esercizio di dialogo, fanno sapere fonti francesi vicino al
dossier. Letta e' stato una sorta di nuovo ''cardinale
Mazzarino'', riferiscono.
Un complimento certo nelle intenzioni dei mittenti, che si
trasforma pero', in Italia, nell'occasione per una nuova
polemica: ''Letta smentisca - attacca il sottosegretario alle
Infrastrutture della Lega Roberto Castelli - di aver fatto il
tifo per una soluzione diversa rispetto al partner che volevamo
noi o questo avra' conseguenze politiche gravissime''.
Nessun
tifo, e' la replica, ''ho fatto solo il mio dovere''.
Che era
quello di ''essere un interlocutore'' per entrambi i fronti. E
se Castelli non ci crede, chiosa il braccio destro del premier,
puo' chiedere agli interessati.
Air France, Lufthansa: il governo ha sondato tutti con la
stessa attenzione, e' l'assicurazione anche del premier. ''Noi
abbiamo fatto tutti quanti la corte - racconta Berlusconi - a
Lufthansa, continuamente. Il dottor Letta e' andato a pranzo con
il numero uno di Lufthansa per ben tre volte, ma il vettore
tedesco non si e' determinato a fare un'offerta concreta''.
Parole che suonano anche come risposta al sindaco di Milano
Letizia Moratti. Con la quale, dice sempre il premier, domani ci
sara' ''un lungo incontro''.
E con la quale comunque ''non c'e'
alcuno scontro''.
La realta' e' pero', accusa il presidente della provincia di
Milano Filippo Penati, che Malpensa versa in grande sofferenza:
''Da oggi a Milano sono rimaste solo tre rotte
intercontinentali''.
Per salvare davvero lo scalo lombardo
occorre liberalizzare gli slot, e' la convinzione del fronte del
Nord. E per cominciare, ''il sindaco esiga da Berlusconi - dice
Penati - la data di convocazione del Tavolo Milano a Malpensa''.
I dubbi del nord, le accuse delle opposizioni. Il partito
democratico fa i conti: ''Con questo accordo - afferma il
presidente dei deputati del Pd Antonello Soro - si e' risanata
AirOne ed il costo per gli italiani e' pari a 4 miliardi di
euro''. Non solo.
I Democratici chiedono lumi sull'italianita'
dell'operazione: il governo chiarisca, e' l'appello
dell'esponente del Pd Linda Lanzillotta, su tempi e modi della
cessione delle quote a Air France perche' ''il rischio e' di
trasferire il controllo di Alitalia'' a Parigi nel giro di
qualche anno
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