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18 sett. - Il Corriere della sera, pubblica un'intervista al ministro dell'Economia Giulio Tremonti "'Non e' la fine del mondo, ma la fine di un mondo. Un mondo drogato, truccato, tarato dalla folle vertigine della finanza. Nella storia, ogni volta che si scopre un nuovo mondo, viene fuori una crisi finanziaria. La scoperta geografica dell'America genero' crisi finanziarie a catena; la piu' famosa, il fallimento di John Law, mando' in bancarotta la Francia, costituendo un presupposto della Rivoluzione.
Certo, la storia non si ripete mai per
identita' perfette: nell'Antico Regime fu la scoperta geografica
dell'America a scatenare la follia finanziaria; ora e' stata la follia
finanziaria a determinare la scoperta economica dell'Asia.
Tutto si
riporta dunque ai tempi e ai metodi della globalizzazione; che e' stata
fatta di colpo solo perche' e' stata fatta a debito'. Ministro
Tremonti, nel novembre del 2007 lei parlo' con il Corriere di 'rischio
'29' per l'America. Cos'e' accaduto, e cosa crede che accadra'?
'È una
storia che si sviluppa per cicli brevi: tre volte cinque.
Tanti sono gli anni che passano dall'89, quando cade il Muro, al '94,
quando con il Wto viene stabilito il nuovo ordine politico-mercantile
del mondo. Poi viene il 2001'. L'11 settembre? 'No. Il cerchio si
chiude l'11 dicembre, quando l'Asia entra nel Wto. Dopo, il mondo non
sarebbe piu' stato lo stesso. Parallelamente, sempre in quell'autunno,
negli Usa l'erogazione dei mutui ipotecari viene spinta al massimo. È
cosi' che, con geometrica perfezione, viene dato il colpo di manovella
alla globalizzazione.
La formula basica e': l'Asia produttrice di merci
a basso costo; l'America compratrice a debito. Subprime, vehicle,
conduit, asset-backed commercial papers, collateralized debt
obligations, derivatives, monolines, hedge funds: tutti punti inscritti
in un unico cerchio magico. Che ora si e' spezzato. Finisce l'illusione
che il profitto possa essere tratto da titoli di debito di cui non si
conosce l'origine e da titoli di proprieta' che non esistono in
concreto, come nella realta' virtuale di un videogame'.
Queste cose le
abbiamo lette in La paura e la speranza. Ma com'e' possibile che
l'illusione sia durata tanto? 'La paura e la speranza viene dopo Rischi
fatali, che viene dopo Il fantasma della poverta'. È dal '95 che vedo
nella globalizzazione le cause e gli effetti della crisi in atto. Non
e' il tempo per fare un processo politico ai politici che hanno portato
alla crisi, ne' un processo tecnico ai tecnici. La maestria si e'
rivelata follia. Alan Greenspan era considerato un maestro. Ora c'e' da
chiedersi se dopo Bin Laden non sia l'uomo che abbia fatto piu' male
all'America
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