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13 gen. - La tassa sul permesso di soggiorno rimane
nel testo del ddl sicurezza che ritorna in aula al Senato con le
modifiche delle commissioni competenti. E' quanto annuncia il
ministro dell'Interno, Roberto Maroni, al termine della riunione
di maggioranza con i capigruppo di Pdl e Lega sul ddl sicurezza,
a cui ha partecipato anche il ministro della Giustizia Angelino
Alfano.
Il ministro ricorda che nel testo del ddl licenziato dalle
commissioni era gia' prevista una tassa sul rilascio e il rinnovo
del permesso di soggiorno e che con un emendamento del governo si
era deciso di affidare la definizione dell'importo ai ministeri
dell'Interno e dell'Economia.
"Come ha gia' detto il capogruppo
del Pdl Gasparri- spiega Maroni- si prevede un contributo che
sara' definito dai ministeri competenti".
A chi gli chiede se in considerazione di questa decisione
verra' ritirato l'emendamento della Lega presentato alla camera
al dl anticrisi, che prevede una tassa di 50 euro, il ministro
non risponde.
SICUREZZA. ACCORDO DDL, LEGA SI 'AMMORBIDISCE' -
IMMIGRATI, NO PAGAMENTO SANITÀ - Il pugno duro che la Lega aveva impresso
al ddl sicurezza con una serie di emendamenti anti immigrati si
'ammorbidisce' dopo la riunione di maggioranza in Senato con i
ministri dell'Interno e della Giustizia, Roberto Maroni e
Angelino Alfano
Tra le norme piu' contestate c'erano quelle
sulla sanita' a pagamento per gli irregolari e sulla
cancellazione della norma che vietava ai medici di segnalare alle
autorita' i clandestini che richiedevano prestazioni sanitarie.
Per quanto riguarda la prima questione, l'emendamento e' stato
ritirato. Sconfitta a meta' invece per il Carroccio sulla
questione segnalazione dei clandestini che si presentano al
pronto soccorso. Si stabilisce infatti che il medico possa
segnalare alle autorita' chi non e' in regola ma si prevede che
non ci sia alcun obbligo.
Quindi la decisione viene rimandata
alla liberta' di coscienza di ogni singolo medico.
Inoltre si e' deciso di trasformare in ordine del giorno
l'emendamento che prevedeva lo stop per due anni dei flussi di
immigrati in Italia a causa della crisi economica. L'emendamento,
sempre targato Carroccio, verra' trasformato in ordine del giorno
e quindi la questione verra' valutata dal governo.
13 MILA DOMANDE DI INGRESSO IN MENO
TETTO ERA 150 MILA, ARRIVATE 127 MILA DOMANDE - "Rispetto al tetto dei 150 mila ingressi
previsti dal decreto flussi dello scorso anno abbiamo registrato
che ci sono 13 mila domande in meno".
E' quanto rivela il
ministro dell'Interno, Roberto Maroni, al termine del vertice di
maggioranza al Senato sul ddl sicurezza, nel corso del quale si
e' discusso delle norme sugli immigrati contenute nel
provvedimento.
Il ministro spiega che "da 150 mila nuovi ingressi, la cifra
pervenuta e' di 127.151, quindi- ribadisce- 13 mila in meno
rispetto al tetto previsto dei 150". Maroni spiega quindi che la
decisione scaturita dal vertice di maggioranza di trasformare in
ordine del giorno un emendamento della Lega che chiedeva lo stop
ai flussi di ingresso per due anni "rispecchia una realta' che le
cifre ci rivelano".
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