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BERLUSCONI: IERI NON HO FATTO MARCIA INDIETRO - GLI ACCORDI CON MUBARAK

04 giu. - "Non sono preoccupato. Ieri non ho fatto nessuna marcia indietro". Così Silvio Berlusconi ha risposto ai giornalisti, durante la conferenza stampa con il presidente egiziano Hosni Mubarak, ad una domanda sui titoli dei giornali che riportavano le sue dichiarazioni di ieri contro la possibilità di indicare la condizione di immigrato clandestino come reato. "Non c'é stata nessuna marcia indietro" da parte mia sulla questione dell'immigrazione clandestina.
berlusconi_mubarak_280x200.jpg"Ho solo espresso certe considerazioni, premettendo che era solo una mia opinione personale", ha detto Berlusconi ricordando che grazie al suo intervento le misure in questione sono state inserite in un disegno di legge, invece che nel decreto legge, dando la possibilità "al Parlamento di approfondire la materia e la sua fattibilità"
INTERVENTI PER FACILITARE RIMPATRI IMMIGRATI - Sono in preparazione "una serie di interventi ed aiuti" - anche alcune scuole - per facilitare le politiche di rimpatrio di cittadini "africani" che entrano illegalmente in Italia. Lo ha annunciato il premier Silvio Berlusconi in una conferenza stampa con il presidente egiziano Hosni Mubarak.
Berlusconi ha aggiunto che sono "in agenda" anche una serie di incontri con i Paesi dai quali partono i flussi di immigrazione.
"Come fatto nei cinque anni in cui sono stato al governo, riprenderò i contatti con i Paesi rivieraschi del Mediterraneo: penso anche all'apertura di scuole in modo da preparare professionalmente le persone che possono venire in Italia a darci una mano in settori occupazionali dove siamo deficitari".
E' la proposta che il premier Silvio Berlusconi lancia nel corso della conferenza stampa al termine del vertice intergovernativo con il presidente egiziano Hosni Mubarak.
"Il nostro scopo - aggiunge Berlusconi - è intensificare i tantissimi accordi che già esistono, aumentare la nostra presenza sul piano economico, penso a Eni, Enel e Finmeccanica, a diffondere il nostro know-how e la nostra grande ricchezza, che è il talento imprenditoriale. Insieme a loro possiamo portare benessere e sviluppo. Non è solo un dovere di solidarietà ma abbiamo anche la convenienza, perché solo diffondendo benessere potremo avere pace".
CARCERE PER CLANDESTINI? NON HA CONCRETEZZA "Una norma che preveda il carcere per, mettiamo caso, 4 mila immigrati clandestini che entrano al giorno, vuol dire avere tantissimi magistrati capaci di operare, altrettante carceri dove ospitarli. E' un fatto che non ha nessuna concretezza".
Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso della conferenza stampa con Hosni Mubarak, torna sul reato di clandestinità ribadendo che, su questa materia, "il Parlamento è chiamato a dire la sua".
ISRAELE SOTTO ASSEDIO, DOBBIAMO RASSICURARLA - "Bisogna tenere presente che Israele si sente sotto assedio, minacciato da un leader di un Paese" che potrebbe dotarsi di armi nucleari.
Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa a Villa Madama con il presidente egiziano Hosni Mubarak, parlando delle difficoltà del processo di pace in Medio Oriente. "Tanto più Israele si sentirà rassicurata, tanto più noi europei possiamo persuadere lo stato ebraico a concessioni ai palestinesi", ha sottolineato Berlusconi, ricordando l'importanza del ruolo dell'Egitto e dello stesso Mubarak come fattore di moderazione nella complicata regione mediorientale.
"Noi - ha proseguito Berlusconi - possiamo fare molto sul piano diplomatico. L'Italia èsempre stata politicamente vicina ad Israele, ma ha anche sempre avuto rapporti di dialogo ed amicizia con i Paesi Arabi, soprattutto quelli che si affacciano sul Mediterraneo".
In questo senso il premier ha ricordato i rapporti di amicizia instaurati negli anni scorsi con leader e nazioni arabe mediterranee, e ha sottolineato come si era giunti alla "possibilità di rimpatriare quei cittadini africani in Italia che non sono passati dalla regolarità del loro ingresso".
Ora - ha annunciato - sono stati calendarizzati altri incontri "per riprendere questo discorso".
Ma i contribuiti che l'Italia può dare al processo di stabilizzazione e pace in Medio Oriente, ha spiegato ancora Berlusconi, "sono veramente tantissimi", sia con interventi sui giovani, l'università, la cultura, sia da un punto di vista economico perché l'Italia "ha grandi imprese private e pubbliche con un importante know-how, con scambi e atti di vendita commerciali ma anche con il know-how di ricchezza nazionale imprenditoriale, che è un vero talento, che deve essere tirato fuori, come portatore di benessere" in quei Paesi.
SIGLATO MEMORANDUM SU PARTENARIATO STRATEGICO ITALIA-EGITTO - Italia ed Egitto hanno siglato oggi un memorandum di intesa per un "partenariato strategico rafforzato".
Alla presentazione dell'intesa hanno preso parte il primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, e il presidente egiziano, Hosni Mubarak.
Il ministro degli Esteri Franco Frattini e il suo omologo egiziano hanno siglato l'intesa per il partenariato strategico rafforzato, che, come ha spiegato lo stesso Berlusconi, vuole inaugurare "un nuovo stile, un nuovo metodo di estrema concretezza" nei rapporti internazionali, "ponendo fine alla stagione dei memorandum di grande intenzione che non trovano applicazione nella realtà".
Il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, e il suo omologo egiziano hanno siglato un accordo di cooperazione industriale nella pesca e nel settore marittimo.
Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Sandro Bondi, e il suo omologo egiziano hanno inoltre siglato un'intesa per la protezione e la restituzione dei beni culturali e per il restauro del museo egizio del Cairo.
BERLUSCONI: DA OGGI IN POI ACCORDI CONCRETI CON EGITTO - "Da questo primo importante vertice intergovernativo del nostro governo si capisce lo stile, il metodo che seguiremo: l'estrema concretezza e la voglia di mettere fine ai grandi memorandum sui grandi temi che però non trovano alcuna applicazione in fatti concreti".
Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al termine del primo vertice intergovernativo con l'Egitto, ribadisce a fianco del presidente Hosni Mubarak l'importanza dell'accordo sul partenariato strategico rafforzato, sancito oggi tra il nostro Paese e l'Egitto. Berlusconi annuncia quindi che il 2009 sarà l'anno di intensi scambi culturali con l'Egitto e l'anno italo-egiziano per la scienza e la tecnologia. "Mubarak - prosegue Berlusconi - ha accettato nell'ambito del rafforzamento dei rapporti tra le sponde del Mediterraneo, di copresiedere l'Unione euro-mediterranea, che si riunirà nell'ambito del vertice di luglio a Parigi".
ANDRO' A SCUOLA DA MUBARAK, DA 30 ANNI AL POTERE - Silvio Berlusconi come Hosni Mubarak in carica per trent'anni?. "Verro a scuola da lei", ha detto scherzando il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi rivolto al presidente egiziano questa mattina a villa Madama dove si sta svolgendo il primo vertice italo-egiziano. La battuta è nata quando il premier ha dovuto rispondere ad una domanda sul reato d'immigrazione clandestina postagli al centro della conferenza stampa dei lavori. Al termine della sua risposta Berlusconi si è girato verso il potente 'rais' egiziano scusandosi di aver dovuto affrontare un nodo di politica interna italiana. "D'altra parte anche lei dovrà affrontare problemi di politica interna", ha aggiunto. E, dopo una rapidissima riflessione, ha aggiunto: "verrò a scuola da lei per vedere come riesce a superarli (i problemi interni ndr.) vista la sua guida trentennale dell'Egitto". In realtà Hosni Mubarak è alla guida dell'Egitto 'solo' dall'ottobre 1981: 27 anni ininterrotti.
MUBARAK: INSEDIAMENTI A GAZA OSTACOLO GRAVE A DIALOGO - Il moltiplicarsi degli insediamenti israeliani a Gaza rappresenta "una cosa molto grave che ostacola" il processo di pace.
Lo ha affermato, nel corso della conferenza stampa congiunta con il premier Silvio Berlusconi in occasione del vertice intergovernativo Italia-Egitto, il presidente egiziano Hosni Mubarak.
"Lo hanno detto anche gli Usa - ha aggiunto Mubarak a proposito degli insediamenti israeliani - ma serve un discorso serio con Israele per porre fine a questi insediamenti.
Se non li si bloccano non può esserci un negoziato serio e tutte le forze internazionali devono collaborare". Nel corso del colloquio con il premier Berlusconi, Mubarak ha sottolineato come "la nostra visione sulla crisi mediorientale si è incontrata, sulla necessità di portare stabilizzazione a Gaza, per poi istituire uno stato palestinese indipendente".
Il capo dello Stato egiziano ha inoltre sottolineato come, nel corso dei colloqui, si siano affrontati i nodi della pace in Iraq e in Libano, della situazione iraniana e del Darfur.
"Noi - ha aggiunto Mubarak - stiamo facendo un grande sforzo di distensione per Gaza, per poi porre fine all'assedio messo in atto da Israele ed avviare negoziati seri. Lavoriamo per la distensione - ha spiegato - parliamo con tutti. Tutte le forze internazionali devono collaborare".
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