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24 gen. -
Tutti i 1.300
migranti ospiti del Cpa di Lampedusa sono fuggiti poco dopo le
10 dal centro, forzando i cancelli d'ingresso e riuscendo ad
aggirare i controlli delle forze dell'ordine. Gli extracomunitari corrono lungo la strada senza essere
bloccati dalla polizia che li sta, invece, affiancando lungo il
percorso senza intervenire.
Gia' all'alba si era
registrata la fuga di circa 300 immigrati dal Cpa.
Polizia e
carabinieri avevano immediatamente avviato posti di blocco per
rintracciare tutti i fuggitivi.
Gli immigrati
fuggiti dal Cpa, si stanno dirigendo in corteo -sono oltre
mille- verso la piazza del Municipio di Lampedusa e gridano
slogan: ''liberta', aiutateci''. (Ansa).
FONTI VIMINALE, IMPROPRIO PARLARE DI FUGA DA CENTRO LAMPEDUSA -
'E' UN CSPA, NON UN CENTRO DI ESPULSIONE' - E' ''improprio parlare di 'fuga'
di clandestini dal Centro di Soccorso e Prima Accoglienza di
Lampedusa''. Fonti del Viminale sottolineano all'ADNKRONOS che ''si
tratta appunto di un Cspa e non di un Cie, Centro di identificazione
ed espulsione, struttura in via di allestimento sull'isola. Ed e'
questo il motivo -precisano le stesse fonti- per cui la Polizia non e'
intervenuta''.
VIMINALE, CIRCA 100 CLANDESTINI RIENTRATI NEL CENTRO A LAMPEDUSA -
'NON C'E' STATA ALCUNA FUGA DI CLANDESTINI DAL CPA'
- Dal Centro di Prima Accoglienza di
Lampedusa ''non c'e' stata alcuna fuga di clandestini''. E' quanto
precisa il Viminale, sottolineando che ''gia' un centinaio di
clandestini che avevano lasciato il Centro per manifestare, in queste
ore sono rientrati nella struttura''
Il ministero dell'Interno fa presente infatti che
''il Centro di Prima Accoglienza, a differenza del Centro di
Identificazione ed Espulsione, non prevede l'obbligo di permanenza.
Per questo la polizia non e' intervenuta, limitandosi a garantire che
non vi fossero scontri e violenze''. Il Viminale prosegue intanto a
lavorare sul fronte degli accordi con i Paesi di origine per
continuare ad effettuare i rimpatri dall'isola entro poche settimane.
BERLUSCONI, A LAMPEDUSA SITUAZIONE SOTTO CONTROLLO - "La situazione e' assolutamente
contingente, sotto controllo, i cittadini di Lampedusa devono stare
tranquilli". E' quanto ha detto ad Arzachena il premier Silvio
Berlusconi, dopo la fuga di massa dei clandestini dal centro di
accoglienza a Lampedusa.
"Faremo delle cose per compensarli", ha proseguito il presidente
del consiglio sottolineando che "Martedi' Maroni incontrera' a Tunisi
il presidente Ben Ali' per stabilire le modalita' per far rientrare i
1200 tunisini".
LOMBARDO, LAMPEDUSA EMERGENZA NAZIONALE - ''La situazione di tensione
sociale e sanitaria che si registra a Lampedusa e' ormai diventata
emergenza nazionale''. Raffaele Lombardo, presidente della Regione
Siciliana, non ha dubbi: ''Occorre un intervento organico e risolutivo
da parte del governo nazionale, d'intesa con la Regione e le autorita'
comunali.''
''Comprendo le ragioni che sono alla base delle scelte del
governo nazionale - afferma Lombardo - ma il costo sociale non puo'
ricadere sulla popolazione di Lampedusa. La barriera umana dei
siciliani ospitali e tolleranti non puo' essere l'unico argine alla
marea montante dei migranti che giungono disperati sulle nostre coste
che rappresentano, non dimentichiamolo, il confine meridionale
d'Europa''.
LAMPEDUSA, DECINE DI CLANDESTINI RIENTRANO AL CPA - Sembra tornare alla normalita'
la situazione al Centro d'accoglienza di Lampedusa. Sono decine gli
immigrati clandestini, tra quelli fuggiti questa mattina dal Cpa, che
stanno facendo ritorno alla struttura. I gruppi di clandestini stanno
tornando accompagnati da diversi cittadini lampedusani.
RIAPERTO AEROPORTO. SI TORNA LENTAMENTE ALLA NORMALITA' -
Si torna lentamente alla
normalita' a Lampedusa dopo la ''fuga'' per ''protesta'' di
circa 700 clandestini dal centro d'accoglienza e cosi'
l'aeroporto e' stato riaperto, dopo che per motivi di
sicurezza era stato chiuso in mattinata.
ALCUNI CLANDESTINI MINACCIANO SUICIDIO IN UN BAR -
Una ventina di immigrati
clandestini che questa mattina sono fuggiti dal centro d'accoglienza
di Lampedusa, avrebbero minacciato il suicidio all'interno del
bar-ristorante 'Mille e una notte'. E' quanto riferiscono alcuni
cittadini che hanno assistito all'episodio.
Gli extracomunitari, impugnando bottiglie di liquori vuote e
alcuni coltelli, avrebbero annunciato di volersi togliere la vita
perche' non vogliono tornare nei loro Paesi d'appartenenza. Sarebbero
ancora un centinaio gli immigrati clandestini che non hanno fatto
ritorno nella struttura dopo la fuga di massa di questa mattina.
SINDACO DI LAMPEDUSA: NAPOLITANO MI HA ASSICURATO AIUTO - Il sindaco di
Lampedusa Bernardino De Rubeis ha telefonato al Presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano dopo la ''fuga'' dal Cpa
dei clandestini. ''Il presidente Napolitano - ha affermato il
sindaco - mi ha espresso parole di conforto e mi ha
assicurato un suo immediato interessamento facendo in modo da
intervenire per quanto gli compete. Ha invitato me e tutta la
popolazione alla calma in attesa che la situazione diventi
chiara e che possano essere prese le dovute contromisure.
Purtroppo, ho compreso - ha aggiunto il sindaco De Rubeis -
che della situazione gravissima che si e' determinata negli
ultimi giorni a Lampedusa, le piu' alte cariche dello Stato
ne sanno poco o nulla, perche' forse, i loro 'informatori'
stanno filtrando le notizie in modo da non fare comprendere
la realta' dei fatti per come sono, addossando a me e alla
mia amministrazione responsabilita' che non abbiamo''.
''I lampedusani - ha continuato De Rubeis - sono scesi in
piazza davanti alla decisione del ministro Maroni di aprire
un nuovo centro per gli immigrati sull'isola. Il compito di
un sindaco si sa bene qual'e' ed io non ho fatto che
regolarmi di conseguenza seguendo il mio popolo''.
Il sindaco di Lampedusa ha avuto anche un colloquio
telefonico con il presidente della Regione Raffaele Lombardo,
il quale gli ha assicurato che sara' a Lampedusa entro
stasera o al massimo domattina per solidarizzare con lui e
con i suoi concittadini e per potersi attivare
immediatamente, per tutte quelle che sono le sue possibilita'.
PROCURA AGRIGENTO, NESSUNA INCHIESTA - ''Nessuna inchiesta
e' stata al momento aperta dalla procura per i fatti che si sono
verificati ieri e oggi a Lampedusa''. Lo afferma il procuratore
della Repubblica di Agrigento, Renato Di Natale.
''In merito alla fuga in massa dei clandestini dal centro
d'accoglienza - ha spiegato Di Natale - non si configurano, ne'
possono configurarsi, ipotesi di reato. Si tratta piuttosto di
problemi politici e d'ordine pubblico. Attendiamo pero' le
relazioni di polizia e carabinieri sugli incidenti e sugli
scontri verificatisi per capire quali sono le eventuali ipotesi
di reato che si sono configurate: se vi sono state, l'Autorita'
giudiziaria procedera'''.
e competenze di presidente della Regione.
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