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14 sett. -
I fannulloni del pubblico impiego
portano Brunetta in tribunale. Scade, infatti, lunedi' il
termine per aderire al mega-ricorso che sara' presentato al Tar
del Lazio attraverso il Codacons. Nel mirino del Co.f.o. -
l'acronimo del 'comitato fannulloni operosi' costituito apposta
per l'occasione - ci sono le nuove norme sull'assenteismo del
ministro per la Pubblica Amministrazione contenute nel decreto
che ha anticipato la manovra economica prima dell'estate, e che
vengono contestate perche' ''illegittime costituzionalmente''.
Finora sono arrivate 2.500 adesioni al ricorso ''che sara'
presentato - assicura il presidente del Codacons, Carlo Rienzi -
entro il mese e che si configurera' come una specie di class
action''.
Proprio lo strumento in piu' che il ministro dal
prossimo anno vuole mettere a disposizione dei cittadini
vittime del malfunzionamento della pubblica amministrazione.
In particolare, al Tar - spiega il Codacons - ''si
contestera' l'esclusione di trattamenti economici aggiuntivi per
infermita' dipendente da causa di servizio; la corresponsione
della sola paga base senza indennita' o emolumenti nei primi
dieci giorni di assenza per malattia; l'estensione delle fasce
orarie di reperibilita' del lavoratore malato durante le quali
possono effettuarsi le visite di controllo. Il ricorso se vinto
varra' soltanto per chi ha fatto ricorso salvo che,
naturalmente, in caso di un annullamento di un atto generale
l'amministrazione ne estenda gli effetti a tutti.
Il Codacons,
infatti, critica il fatto che sia stata trasformata ''una causa
di forza maggiore di impedimento al lavoro, qual e' la malattia
(vera ovviamente) in una colpa del lavoratore, che se si ammala
viene punito con una sottrazione del suo stipendio.
Altrettanto
grave e' che questa punizione venga inflitta anche al lavoratore
che si ammala per colpa dell'amministrazione presso cui presta
servizio''.
Un'iniziativa, quella dei consumatori, commentata a
suo tempo cosi' dal ministro quando era stata annunciata dal
Codacons a fine luglio: ''sapevo che le associazioni dei
consumatori difendevano i cittadini dalle negativita' delle
imprese e della pubblica amministrazione. Vorrei capire da che
parte stanno: dalla parte dei fannulloni o dei cittadini?''.
Intanto in questo mese partira' sempre nel pubblico impiego
la mobilitazione dei sindacati a sostegno del rinnovo
contrattuale e su cui pende la minaccia di uno sciopero generale
della categoria.
Gia' a settembre sono previste iniziative su
tutto il territorio nazionale e che interesseranno i vari
settori: dai ministeri agli enti pubblici non economici, dalle
agenzie fiscali alle autonomie locali e alla sanita'.
Ma
l'appuntamento piu' importante e' quello del 17 ottobre quando
si svolgera' una assemblea con 5 mila persone tra quadri e
delegati e, nel corso della quale, sulla base dei risultati
ottenuti, si valutera' lo stato della vertenza e le conseguenti
iniziative di lotta da assumere.
I sindacati chiedono anche la restituzione di quanto e'stato
tagliato sempre con la manovra economica anticipata prima
dell'estate: la riduzione del dieci per cento del fondo per la
contrattazione integrativa, che riguarda tutti i lavoratori del
pubblico impiego, e il 'congelamento' della leggi speciali a
sostegno della produttivita' (per ministeri, parastato e agenzie
fiscali).
Un combinato disposto che, secondo
i sindacati, porterebbe da gennaio ad un taglio della
busta paga fino a 800 euro. Dato, tuttavia, ritenuto infondato
dal ministero.
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