FEDERCASALINGHE: IN INVERNO GLI INFORTUNI DOMESTICI AUMENTANO DEL 20%
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13 gen. - In casa ci si fa male con sempre maggiore
frequenza. Si tratta soprattutto di cadute o incidenti che sono
collegati a mancate ristrutturazioni edilizie, o a impianti,
soprattutto del gas, mal funzionanti. Durante questo inverno gli
incidenti domestici 'gravi o gravissimi', con morti e feriti
aumenteranno del 20%.
Nel 70% dei casi ad essere coinvolti sono
soprattutto donne e bambini. In Italia si stimano circa 4 milioni
e 500 mila infortuni, di cui 8 mila mortali, e 3 milioni e 800
mila sono le persone ferite (fonte Ispels). Sono i dati diffusi
da Federcasalinghe, al centro oggi di un incontro con i
giornalisti a Palazzo Valdina, al quale hanno preso parte
Federica Rossi Gasparrini, presidente nazionale Donneeuropee
Federcasalinghe e Maria Rosaria di Summa, presidente del comitato
gestore Fondo speciale per l'assicurazione infortuni domestici
dell'Inail.
Dati piu' contenuti, invece, quelli diffusi
dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni
sul lavoro, che per i primi sei mesi dell'anno 2008 calcola 430
incidenti in 'ambito domestico' sulla base dei casi denunciati
all'assicurazione (fonte Dcsit).
"Le leggi per frenare questo stillicidio
ci sono ma non vengono applicate- spiega Federica Rossi
Gasparrini, presidente nazionale Donneeuropee Federcasalinghe- La
legge n.493/99, che prevede in particolare le 'Norme per la
tutela della salute nelle abitazioni e istituzione
dell'assicurazione contro gli infortuni domestici', e' stata
disattesa soprattutto per quanto riguarda l'articolo 5, che
prevedeva per l'informazione e la prevenzione.
Uno stanziamento
di 180 milioni di euro doveva essere speso dal ministero della
Sanita' e del Lavoro e passato a Regioni e Asl, ma questo non e'
avvenuto, sono rimasti al ministero del Tesoro a disposizione per
il welfare".
E poiche', prosegue la presidente di Federcasalinghe, "ad
essere colpite da incidenti in casa sono soprattutto le persone
piu' povere", il sindacato chiede al governo "di destinare le
risorse previste per implementare la Social card da 40 euro
mensili a 60 euro per permettere di comprare la strumentazione
minima per mettere in sicurezza gli impianti del gas, caldaie e
bombole, utilizzate dal 70% delle famiglie italiane".
La cifra,
secondo il sindacato, dovrebbe permettere l'acquisto di "nuovi
tubi di connessione e l'istallazione di 'nasi' per il controllo
delle eventuali perdite in modo da prevenire subito conseguenze
gravi". Ma non solo, "e' gia' pronta" una lettera indirizzata
alla Rai per chiedere, sottolinea Gasperini, "qualche
trasmissione in meno di cucina e qualcuna in piu' dedicata alla
sicurezza in casa". Ma un forte invito viene anche rivolto alle
donne che lavorano in casa a sottoscrivere l'assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni domestici.
Stime e prevenzione',
secondo il quale la stragrande maggioranza degli italiani (il 92%) e'
certa che il proprio impianto funzioni bene. La realta', pero', e'
un'altra: sono ben 12 milioni (due su tre) le abitazioni con impianti
non a norma circa 45.000 gli incidenti domestici, anche mortali, che
ogni anno sono originati da problemi all'impianto elettrico, con danni
sociali per milioni di euro.
Sempre secondo l'indagine, il 44,8% degli intervistati dichiara
di conoscere la legge 46/90 ma circa la meta' (51,5%) non ne sa
indicare i contenuti. Nonostante questo il 72,7% del campione
attribuisce, in termini di adeguatezza alle norme, voti maggiori di 8
(su una scala da 1-10) al proprio impianto.
Il comune atteggiamento
viene definito nell'indagine di 'fatalismo ottimistico' anche alla
luce di un significativo esempio: il 98,3% di coloro che dispongono di
un interruttore differenziale di sicurezza confidano in un suo
adeguato funzionamento, ma, in realta', solo il 42,9% conosce
l'esistenza dell'apposito tasto 'T' per verificarne il corretto
utilizzo e appena il 24,1% del campione lo ha usato almeno una volta.
Secondo la ricerca, questo atteggiamento, ottimista e
incosciente, desta ancora piu' preoccupazione considerando che in
Italia 2/3 delle abitazioni costruite prima del 1990 (anno di entrata
in vigore della legge 46/90), non rispettano la legislazione sulla
sicurezza elettrica. Il 73% delle abitazioni che non hanno subito
interventi sull'impianto negli ultimi 10 anni presenta situazioni di
rischio, il 52% degli impianti rischi di fulminazione per presenza di
apparecchiature inadeguate o danneggiate, il 13% rischi di incendio
per motivi elettrici.
Durante l'appuntamento sono stati
presentati anche i dati dell'Osservatorio Epidemiologico Nazionale
Ispesl sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di vita
(asili, scuole, ospedali e centri per anziani). L'Osservatorio ha
raccolto e analizzato dati provenienti dalle principali fonti
amministrative nazionali ed internazionali, ed e'emerso che in Italia
ogni anno si rilevano circa 4.500.000 infortuni domestici di cui 8.000
mortali, con circa 3.800.000 persone infortunate.
Ma la causa piu' rilevante alla base del grande numero di
incidenti secondo Federcasalinghe e' legata alla mancanza di
informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione, nonostante
esistano risorse economiche dedicate a questo preciso settore.
Inoltre, secondo l'associazione, e' necessario ''considerare il parco
abitativo quale primaria infrastruttura del Paese'' e intervenire per
superare la mancanza di un piano di sviluppo concreto dell'edilizia
popolare''.
La Federcasalinghe contesta poi l'assenza di ''un'attenzione
costruttiva pubblica sul bene primario, la casa, quale diritto delle
famiglie e dei cittadini, mentre in Italia la casa viene vista dalle
strutture pubbliche solo come 'prodotto' da cui ricavare denaro
attraverso ogni forma di tassazione''.
Poca consapevolezza dei rischi derivanti
da impianti elettrici non a norma. E' quanto emerge dallo studio
Prosiel 2008, realizzato da Demoskopea e presentato oggi durante il
convegno 'Incidenti domestici e prevenzione. Stime e prevenzione',
secondo il quale la stragrande maggioranza degli italiani (il 92%) e'
certa che il proprio impianto funzioni bene. (adnkronos).
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