19 Marzo 2010 14:08

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ultimo aggiornamento: meno di un minuto fa

FEDERCASALINGHE: IN INVERNO GLI INFORTUNI DOMESTICI AUMENTANO DEL 20%

13 gen. - In casa ci si fa male con sempre maggiore frequenza. Si tratta soprattutto di cadute o incidenti che sono collegati a mancate ristrutturazioni edilizie, o a impianti, soprattutto del gas, mal funzionanti. Durante questo inverno gli incidenti domestici 'gravi o gravissimi', con morti e feriti aumenteranno del 20%.
casalinga_280x200.jpg Nel 70% dei casi ad essere coinvolti sono soprattutto donne e bambini. In Italia si stimano circa 4 milioni e 500 mila infortuni, di cui 8 mila mortali, e 3 milioni e 800 mila sono le persone ferite (fonte Ispels). Sono i dati diffusi da Federcasalinghe, al centro oggi di un incontro con i giornalisti a Palazzo Valdina, al quale hanno preso parte Federica Rossi Gasparrini, presidente nazionale Donneeuropee Federcasalinghe e Maria Rosaria di Summa, presidente del comitato gestore Fondo speciale per l'assicurazione infortuni domestici dell'Inail.
Dati piu' contenuti, invece, quelli diffusi dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, che per i primi sei mesi dell'anno 2008 calcola 430 incidenti in 'ambito domestico' sulla base dei casi denunciati all'assicurazione (fonte Dcsit).
"Le leggi per frenare questo stillicidio ci sono ma non vengono applicate- spiega Federica Rossi Gasparrini, presidente nazionale Donneeuropee Federcasalinghe- La legge n.493/99, che prevede in particolare le 'Norme per la tutela della salute nelle abitazioni e istituzione dell'assicurazione contro gli infortuni domestici', e' stata disattesa soprattutto per quanto riguarda l'articolo 5, che prevedeva per l'informazione e la prevenzione.
Uno stanziamento di 180 milioni di euro doveva essere speso dal ministero della Sanita' e del Lavoro e passato a Regioni e Asl, ma questo non e' avvenuto, sono rimasti al ministero del Tesoro a disposizione per il welfare". E poiche', prosegue la presidente di Federcasalinghe, "ad essere colpite da incidenti in casa sono soprattutto le persone piu' povere", il sindacato chiede al governo "di destinare le risorse previste per implementare la Social card da 40 euro mensili a 60 euro per permettere di comprare la strumentazione minima per mettere in sicurezza gli impianti del gas, caldaie e bombole, utilizzate dal 70% delle famiglie italiane".
La cifra, secondo il sindacato, dovrebbe permettere l'acquisto di "nuovi tubi di connessione e l'istallazione di 'nasi' per il controllo delle eventuali perdite in modo da prevenire subito conseguenze gravi". Ma non solo, "e' gia' pronta" una lettera indirizzata alla Rai per chiedere, sottolinea Gasperini, "qualche trasmissione in meno di cucina e qualcuna in piu' dedicata alla sicurezza in casa". Ma un forte invito viene anche rivolto alle donne che lavorano in casa a sottoscrivere l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni domestici.
Stime e prevenzione', secondo il quale la stragrande maggioranza degli italiani (il 92%) e' certa che il proprio impianto funzioni bene. La realta', pero', e' un'altra: sono ben 12 milioni (due su tre) le abitazioni con impianti non a norma circa 45.000 gli incidenti domestici, anche mortali, che ogni anno sono originati da problemi all'impianto elettrico, con danni sociali per milioni di euro. Sempre secondo l'indagine, il 44,8% degli intervistati dichiara di conoscere la legge 46/90 ma circa la meta' (51,5%) non ne sa indicare i contenuti. Nonostante questo il 72,7% del campione attribuisce, in termini di adeguatezza alle norme, voti maggiori di 8 (su una scala da 1-10) al proprio impianto.
Il comune atteggiamento viene definito nell'indagine di 'fatalismo ottimistico' anche alla luce di un significativo esempio: il 98,3% di coloro che dispongono di un interruttore differenziale di sicurezza confidano in un suo adeguato funzionamento, ma, in realta', solo il 42,9% conosce l'esistenza dell'apposito tasto 'T' per verificarne il corretto utilizzo e appena il 24,1% del campione lo ha usato almeno una volta.
Secondo la ricerca, questo atteggiamento, ottimista e incosciente, desta ancora piu' preoccupazione considerando che in Italia 2/3 delle abitazioni costruite prima del 1990 (anno di entrata in vigore della legge 46/90), non rispettano la legislazione sulla sicurezza elettrica. Il 73% delle abitazioni che non hanno subito interventi sull'impianto negli ultimi 10 anni presenta situazioni di rischio, il 52% degli impianti rischi di fulminazione per presenza di apparecchiature inadeguate o danneggiate, il 13% rischi di incendio per motivi elettrici.
Durante l'appuntamento sono stati presentati anche i dati dell'Osservatorio Epidemiologico Nazionale Ispesl sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di vita (asili, scuole, ospedali e centri per anziani). L'Osservatorio ha raccolto e analizzato dati provenienti dalle principali fonti amministrative nazionali ed internazionali, ed e'emerso che in Italia ogni anno si rilevano circa 4.500.000 infortuni domestici di cui 8.000 mortali, con circa 3.800.000 persone infortunate.
Ma la causa piu' rilevante alla base del grande numero di incidenti secondo Federcasalinghe e' legata alla mancanza di informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione, nonostante esistano risorse economiche dedicate a questo preciso settore. Inoltre, secondo l'associazione, e' necessario ''considerare il parco abitativo quale primaria infrastruttura del Paese'' e intervenire per superare la mancanza di un piano di sviluppo concreto dell'edilizia popolare''.
La Federcasalinghe contesta poi l'assenza di ''un'attenzione costruttiva pubblica sul bene primario, la casa, quale diritto delle famiglie e dei cittadini, mentre in Italia la casa viene vista dalle strutture pubbliche solo come 'prodotto' da cui ricavare denaro attraverso ogni forma di tassazione''. Poca consapevolezza dei rischi derivanti da impianti elettrici non a norma. E' quanto emerge dallo studio Prosiel 2008, realizzato da Demoskopea e presentato oggi durante il convegno 'Incidenti domestici e prevenzione. Stime e prevenzione', secondo il quale la stragrande maggioranza degli italiani (il 92%) e' certa che il proprio impianto funzioni bene. (adnkronos).
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