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Ultimo aggiornamento: 16.05.2008 ore 20:56
ALCOL: PER L'ISS SONO 3,3 MILIONI GLI ANZIANI A RISCHIO Stampa E-mail
18/04/2008

18 Apr. - Sono 3,3 milioni gli anziani, sopra i 65 anni, la cui salute e' a rischio per il consumo di alcol: dato il loro stato fisico, infatti, il limite consentito e' un bicchiere al giorno, oltre il quale gli esiti sullo stato di salute possono essere gravi.

alcolbottiglie280x200.jpgIl dato e' emerso dal Progetto Iprea (Italian project on epidemiology of Alzheimer disease), condotto dall'Istituto superiore di sanita' in dodici regioni italiane e presentato, proprio all'Iss, nel corso dell'Alcohol prevention day.

La proporzione di anziani a rischio e' pari al 32,6%, in particolare 52,8% per gli uomini e 17,5% per le donne. Tra gli uomini la percentuale di rischio e' quasi doppia tra gli individui che dichiarano di sentirsi in buona salute e del 48% tra quelli che dicono di sentirsi discretamente rispetto a coloro che dichiarano di sentirsi male; maggiore del 93% tra i fumatori e del 50% piu' elevata tra gli ex fumatori; maggiore dell'80% tra coloro che nella vita hanno svolto un lavoro manuale; superiore del 46% tra chi e' obeso e del 43% tra chi vive nel Nord Italia rispetto a chi vive al centro.

La percentuale di rischio tra le donne e', invece, il 55% maggiore tra coloro che dichiarano di sentirsi bene; di quasi l'80% in piu' tra chi vive con coniuge o con il convivente e del 46% in piu' tra chi vive da sola rispetto a chi vive in compagnia (non con i familiari); di circa il 66% in piu' tra chi vive al nord e al sud rispetto al centro Italia.

"Per i maschi - ha commentato Emanuele Scafato, direttore dell'Osservatorio nazionale alcol dell'Iss - si conferma che fumo e alcol, anche tra gli anziani, vanno di pari passo e si accompagnano nel corso della vita, incidendo in maniera complementare sullo stato di salute. Il lavoro manuale maschile - ha proseguito Scafato - espone a maggior rischio rispetto a quello intellettuale, probabilmente per contesti e circostanze, anche sociali e socioeconomiche, piu' caratteristicamente legate a tali attivita'". "Per le donne una modesta ma significativa interazione si può attribuire alla scolarita' con una prevalenza direttamente collegata al numero di anni di studio. Fondamentale per le donne - ha concluso il direttore dell'Osservatorio nazionale alcol - risulta essere l'importanza e la tenuta delle reti familiari e istituzionali". (AGI)

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