| ALLARME DIPENDENZE: 1MLN DA LAVORO, CENTINAIA DI MIGLIA DA INTERNET E CELLULARE |
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| 08/11/2008 | |
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08 nov. - Un milione di dipendenti dal lavoro in Italia, centinaia
di migliaia di dipendenti da internet, dal cellulare, da shopping
compulsivo, da gioco d'azzardo patologico. E' ancora sfocata la
fotografia delle nuove ossessioni senza sostanze come droghe o alcol in
Italia e la Rete nuove dipendenze patologiche, riunita oggi in un
convegno all'hotel Albani, prova a fare il punto di un problema che in
Giappone è già un'emergenza sanitaria.
Tanto che gli esperti italiani sono già al lavoro per mettere a punto un protocollo speciale proprio per definire il percorso di cura di questi nuovi malati. Rosa Mininno, direttore scientifico della Rete spiega che ci sono centinaia di migliaia di persone coinvolte, di tutte le categorie sociali, economiche e anagrafiche.
I più a rischio sono i giovani; le donne per le dipendenze affettive".
Le persone che vivono questi disturbi provano una grande sofferenza: "i compratori compulsivi, per esempio, spendono per acquietare un malessere psicologico, un senso di vuoto. Col tempo l'impulso ad acquistare diventa sempre più forte e nascono grandi sensi di colpa e rabbia per l'incapacità di controllare questo impulso".
Queste dipendenze compromettono non solo l'aspetto psicologico della persona ma "anche quello fisico, familiare o di coppia e, in generale, tutte le relazioni affettive fondamentali: i dipendenti dal lavoro, per esempio, possono percepire il coniuge come un estraneo compromettendo la sfera affettiva a familiare".
La specialista riferisce che questi disturbi, insidiosi perché meno riconoscibili rispetto a una dipendenza da sostanza, sono in espansione.
"Ecco alcuni atteggiamenti tipici - spiega - che possono aiutare a riconoscere il problema: l'incapacità di resistere all'impulso di mettere in pratica un comportamento; la sensazione crescente di tensione prima dell'inizio dell'atto o quella di perdita di controllo durante l'atto; tentativi ripetuti di ridurre, controllare o abbandonare il comportamento; la reiterazione dell'atto nonostante la consapevolezza che possa causare o aggravare problemi di ordine sociale, finanziario, psicologico o psichico".
Il convengo 'Dipendenze senza sostanza' affronta anche gli aspetti della prevenzione e della terapia. "A queste persone - dice la studiosa - bisogna restituire responsabilità e senso critico. Gli interventi possibili sono complessi: si può ricorrere a una psicanalisi, a una psicoterapia cognitiva comportamentale, ai farmaci quando necessario. Come Rete stiamo lavorando per costruire un protocollo di intervento trasversale e validato in termini di efficacia e, entro sei mesi, contiamo di metterlo a punto".
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