| CENSIS: LA CITTA' DEBORDA E DIVENTA REGIONE METROPOLITANA |
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| 18/07/2008 | |
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18 lug. - Si ridisegna la mappa della densita' di
abitanti in Italia e ormai sono state superate le citta' e le
aree metropolitane con i nuovi mega agglomerati delle "regioni
metropolitane" dove ormai si concentra ben il 55% della
popolazione.
Una nuova configurazione che suscita comunque un
buon gradimento visto che l'80% degli abitanti si reputa molto
o abbastanza soddisfatto sulla vivibilita' del luogo di
residenza.
Non mancano pero' le nubi. Criminalita', sicurezza e
occupazione preoccupano i cittadini. Napoli e' la citta' dove
maggiore e' la percezione dell'insicurezza, ma ci sono
metropoli come Roma e Parigi che ancora fanno sognare gli
italiani. Altro grande nodo la mobilita' e la sostenibilita'
ambientale.
E' quanto si legge nel rapporto presentato oggi "I
parametri sociali delle citta'", commissionato dal Censis alla
RUR - Rete Urbana delle Rappresentanze, dedicato quest'anno
alle domande sociali espresse dai cittadini in aggregati urbani
fortemente dilatatisi sul territorio negli ultimi anni.
Sono diverse e numerose le esigenze e le speranze degli
italiani per migliorare la propria vita. Dall'indagine emerge
che l'auto e' il mezzo di spostamento piu' usato, soprattutto a
Napoli e a Roma. Gli italiani intervistati vorrebbero un
incremento del trasporto pubblico e l'aumento delle piste
ciclabili come ricetta per combattere il traffico nelle citta'.
Il sud Italia (62,9%) chiede maggiori infrastrutture per poter
crescere, mentre nei piccoli centri "campioni di qualita'"
prevalgono i dubbi, le resistenze e la contrapposizione
esplicita verso opere che possono innescare processi di
cambiamento in grado di modificare assetti territoriali
consolidati e di buona qualita'.
CRIMINALITA' E DISOCCUPAZIONE AI PRIMI POSTI. Il
tema "caldo" della criminalita' e' considerato grave dal 56%
degli abitanti delle citta' piccole e medie, contro il 73,7%
delle grandi citta'. Ai primi posti nella valutazione dei
problemi sociali piu' gravi percepiti dai cittadini si trovano
la disoccupazione (66%) e la criminalita' (60,5%). Si conferma
in generale una correlazione diretta tra intensita'
dell'allarme sociale e dimensione urbana. I valori registrati a
Napoli sono decisamente peggiori di quelli di Roma e di Milano.
Al riguardo basti pensare che la quasi totalita' dei cittadini
partenopei (piu' del 90%) ritiene "gravi" sia i problemi
connessi alla presenza in citta' di attivita' criminali, sia
gli attuali livelli del tasso di disoccupazione. Solo qualche
punto percentuale piu' in basso si colloca la preoccupazione
per il disagio giovanile (87,%), per la diffusione della droga
(87,2%), nonche' per la carenza dei servizi sociali (80,9%). Di
contro Milano, dove i valori corrispondenti sono molto piu'
bassi, e' la citta' in cui vi e' un maggiore allarme per
l'immigrazione, ritenuta una questione grave dal 79,4% degli
intervistati (a Roma la percentuale scende al 66,1%).
Sul tema
delicato dell'immigrazione extracomunitaria, nel campione
intervistato prevale, sia pur di poco, un sentimento di
accettazione: il 38,1% ritiene che il fenomeno costituisce una
"realta' di fatto" da affrontare sperimentando nuovi modelli di
convivenza. Il 21,4% considera positivamente il fenomeno dal
punto di vista di un incremento della forza lavoro in un paese
con forti segnali di senilizzazione.
Sull'altro fronte, si
rileva un 10,8% di intervisti che considera gli extracomunitari
come una minaccia in quanto portatori di fedi, valori e
tradizioni incompatibili con la nostra cultura. C'e' poi una
robusta quota del 29,7% che considera gli immigrati
extracomunitari un problema di ordine pubblico perche'
responsabili dell'aumento della criminalita'.
Nelle tre grandi
citta' considerate dall'indagine Censis emergono alcune
differenze di opinione: a Napoli prevale un orientamento volto
a considerare gli immigrati una minaccia o un problema di
ordine pubblico (45,1% complessivamente). A Milano ci si
concentra maggiormente sul loro apporto in quanto nuova forza
lavoro. A Roma prevale l'orientamento volto a considerare
l'immigrazione un terreno di sperimentazione di modelli di
convivenza multietnici.
PERCEZIONE INSICUREZZA, NAPOLI E MILANO IN TESTA.
E' la sicurezza la priorita' di intervento maggiormente
segnalata dai cittadini italiani residenti nelle grandi citta'.
Dall'indagine condotta dal Censis, risulta essere Napoli la
citta' in cui e' piu' alta la quota di intervistati (79,9%) che
vorrebbe una citta' piu' sicura, ma valori elevati si
registrano anche a Milano (70,0%), a Roma (64,2%) e nei piccoli
centri (53,4%). Quasi la meta' del campione intervistato
ritiene che i reati siano aumentati nel corso dell'ultimo anno.
In particolare, tra gli abitanti delle citta' di grande
dimensione la percentuale di opinioni in tal senso cresce fino
al 56,8%, raggiungendo il 69% a Napoli, il 68,4% a Roma e il
66% a Milano.
Negli ultimi tre anni quasi un terzo dei
cittadini italiani ha subito uno scippo o un borseggio (la
percentuale sale al 43,8% nelle grandi citta' e al 56,2% tra i
napoletani). Il 31,9% dei cittadini ha subito un furto in casa
(e nel 6,9% dei casi era presente al momento del furto). Con
una casisticadel 38,4% Roma si colloca ai vertici delle grandi
citta'. Coloro che hanno subito furti di auto, motocicli o
biciclette si attestano intorno al 15%. Molto meno diffusi sono
i reati piu' gravi, in grado di costituire di per se' una vera
e propria minaccia fisica per coloro che ne risultano vittime
(rapine a mano armata 4,9%, aggressioni 4,5%).
Altro tema
emergente nella ricerca del Censis e' quello della pulizia
della citta': il 31,4% degli intervistati e' favorevole ad
impiegare maggiori risorse in questo settore, ma tale quota
raggiunge il 44,4% a Napoli e il 35% a Milano.
L'AUTO E' ANCORA IL MEZZO PIU' USATO. L'automobile e' il
mezzo di spostamento maggiormente usato dagli italiani,
soprattutto nelle citta' di media e piccola dimensione, dove
evidentemente non sempre esiste l'alternativa di un sistema di
trasporto pubblico. Lo rivela una ricerca del Censis per conto
della Rur. Napoli e' la citta' dove e' maggiore il ricorso
all'auto privata (44,6%), Roma quella con un piu' largo
utilizzo di motocicli (18%), mentre Milano fa registrare
complessivamente il maggior utilizzo dei mezzi pubblici.
Negli
ultimi anni si e', pero', registrato un incremento non solo
della mobilita' pendolare propriamente intesa, ma anche degli
spostamenti in genere, compresi quelli non motivati da ragioni
di studio o di lavoro. Infatti, in questo caso il 40,2% degli
intervistati si muove a piedi, il 30,6% utilizza l'auto privata
e il 16,2 per cento si avvale dell'offerta di trasporto
pubblico. L'uso dell'auto si riduce drasticamente in tutte le
citta', soprattutto in quelle di grande dimensione, in
particolare a Milano, dove sono solamente il 14,9% i cittadini
che, spostandosi in un giorno feriale per motivi diversi da
quelli di lavoro e studio, scelgono l'auto. Il 46,6% degli
intervistati ritiene che il traffico stradale nella propria
citta' sia soggetto, sempre e comunque, a fenomeni di
congestionamento. Per risolvere il problema al primo posto tra
le richieste dei cittadini si colloca il potenziamento dei
servizi di trasporto collettivo (29,5%, con punte del 44,7% a
Roma) al quale occorre aggiungere la richiesta di nuove corsie
preferenziali (12,5%)e la realizzazione di piste ciclabili.
Il
giudizio degli italiani sulla vivibilita' del luogo di
residenza appare sostanzialmente positivo: una quota vicina ai
quattro quinti degli italiani si reputa infatti "molto" o
"abbastanza" soddisfatta. In questa classifica si collocano al
primo posto gli abitanti dei piccoli centri, con un livello di
soddisfazione complessivo dell'87% e con una punta di "grande
soddisfazione" che riguarda il 23,1%. Colpisce, in particolare
il dato negativo di Napoli, dove i soddisfatti scendono al 62%,
un cittadino su cinque (21,1%) considera le condizioni di vita
inaccettabili, e addirittura un ulteriore 16,9% dichiara che
"se potesse andrebbe via".
ROMA E PARIGI LE CITTA' CHE FANNO SOGNARE. Le citta'
italiane hanno bisogno di piu' infrastrutture. Secondo il
Censis il 58,1% dei cittadini ritiene che sia indispensabile
realizzare nuove infrastrutture e costruire insediamenti per le
crescenti esigenze dello sviluppo; il 41,9%, per contro, e'
convinto che sia piu' opportuno salvaguardare il territorio
cercando di non realizzare nuovi interventi. L'opzione
"infrastrutturale" polarizza l'interesse dei cittadini
meridionali in misura decisamente piu' elevata rispetto alla
media del campione (62,9%).
Per contro, molto piu' orientati
alla tutela e a evitare nuovi carichi urbanistici sono gli
abitanti del Nord Est e del Centro. I giudizi si differenziano
a seconda del contesto di residenza degli intervistati: in
linea generale sono i cittadini delle grandi citta' quelli piu'
favorevoli all'intervento infrastrutturale, sia esso relativo
alle reti di trasporto che alla trasformazione urbana
(riconversione aree dimesse, centri commerciali). Nei piccoli
centri, ossia nelle citta' "campioni" di qualita' della vita,
prevalgono i dubbi, le resistenze, la contrapposizione
esplicita verso opere che possono innescare processi di
cambiamento in grado di modificare assetti territoriali
consolidati e di buona qualita'.
Gli italiani preferiscono le
citta' straniere: Parigi e Londra, quest' ultima in particolare
tra i giovani. Tra le citta' italiane, la piu' attrattiva
risulta essere la Capitale, che raccoglie il 33,9% delle
preferenze. Seguono citta' d'arte come Firenze (18,2%) e
Venezia (16,4%). Al quarto posto Milano (9,6%), seguita poi a
debita distanza dalle altre principali citta'. (Agi)
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