| COLDIRETTI: SCORTE PANE E PASTA PER MASSIMO 7 MESI |
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| 18/07/2008 | |
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18 lug. - L'emergenza cibo mondiale si fa sentire
anche in Italia che puo' contare al momento al massimo su sette
mesi di scorte di pane e pasta ottenuti con il raccolto
nazionale di grano che si e' appena concluso. E' quanto e'
emerso da uno studio sugli effetti dell'emergenza cibo
presentato nel corso dell'Assemblea Nazionale della Coldiretti.
Nonostante l'aumento consistente della produzione nazionale
grazie all'impegno degli agricoltori italiani che hanno colto
le opportunita' della riforma della Politica agricola europea,
la disponibilita' limitata di scorte prefigura - sottolinea la
Coldiretti - un quadro preoccupante con la chiusura delle
frontiere e le limitazioni delle esportazioni da parte di molti
paesi produttori di fronte all'emergenza cibo mondiale.
Le
prospettive a livello internazionale evidenziano la necessita'
per l'Europa e l'Italia - sottolinea il presidente della
Coldiretti Sergio Marini - di investire sull'agricoltura e
aumentare ulteriormente la produzione nazionale e comunitaria,
ma anche di garantirsi una propria riserva strategica di
prodotti alimentari di base per stabilizzare il mercato interno
e assicurare gli approvvigionamenti al giusto prezzo per
imprese e consumatori.
L'andamento dei mercati mondiali e'
dunque destinato ad avere effetti anche sul piatto principale
della dieta mediterranea poiche', nonostante il calo dei
consumi interni che sono stimati rispettivamente pari al 5,5
per cento e al 2,5 per cento secondo elaborazioni di dati Ismea
- Ac Nielsen sugli acquisti domestici nel primo trimestre 2008,
gli italiani - continua la Coldiretti - restano fortemente
dipendenti a tavola dai cereali.
Con una media di 27 chili
all'anno a testa sono infatti di gran lunga i maggiori
consumatori di pasta a livello mondiale con valori che sono
almeno il triplo di quelli statunitensi e degli altri paesi
europei mentre sono ben 66 i chilogrammi di pane consumati per
persona all'anno.
L'eccessiva dipendenza dall'estero
dell'Italia e' particolarmente preoccupante di fronte alla
decisione di molti paesi produttori, come ad esempio
l'Argentina, di 'chiudere' le frontiere, ma anche per le
previsioni non ottimistiche sui raccolti mondiali per maltempo
nel MidWest in Usa, per la siccita' in Australia e per il
terremoto nel Sichuan in Cina.
Il raccolto nazionale di grano
che e' l'ingrediente base del pane e' stato di 3,5 milioni di
tonnellate mentre quello di grano duro destinato principalmente
alla pasta e' stato di 4,5 milioni tonnellate del tutto
insufficienti a coprire la domanda di pasta Made in Italy in
Italia e nel mondo. Grazie alla riforma della Politica agricola
europea in Italia di fronte all'emergenza internazionale si e'
verificata immediatamente una crescita delle semine del 18 per
cento per il duro e del 14 per cento per il tenero.
Ma ancora
non basta e a livello comunitario e' necessario - continua il
Presidente della Coldiretti Sergio Marini - proseguire e
qualificare il percorso iniziato con la riforma della Politica
agricola comune per non aggravare il problema
dell'approvvigionamento alimentare dell'Europa in un momento in
cui molti paesi produttori stanno chiudendo le frontiere con
limitazioni alle esportazioni.
Lo stesso aumento del costo del
petrolio - sottolinea Marini - ha fatto esplodere il costo dei
trasporti e messo in discussione il principio base della
globalizzazione in base al quale si consumano i prodotti
realizzati dove costa meno. Oggi - precisa Marini - e'
necessario sviluppare la produzione vicino ai luoghi di consumo
per motivi economici e ambientali sia nei paesi poveri che in
quelli ricchi. Con l'86 per cento delle merci che in Italia
viaggiano su strada, il record fatto segnare dalla benzina sta
spingendo peraltro verso il consumo di prodotti locali e di
stagione, con ben il 42 per cento degli italiani che dichiarano
di aver cambiato le proprie abitudini alimentari ponendo piu'
attenzione alla provenienza dei cibi acquistati, secondo lo
studio Coldiretti-Swg 'L'opinione degli italiani
sull'alimentazione'. Ben due italiani su tre - precisa la
Coldiretti - dichiarano di acquistare con regolarita' prodotti
locali che entrano comunque nel paniere della spesa del 97 per
cento dei nostri connazionali.
I costi del trasporto - continua la
Coldiretti - incidono infatti per quasi un terzo del prezzo di
vendita dei prodotti alimentari e quindi mangiare a 'chilometri
zero' significa risparmiare e combattere l'inflazione con cibi
locali e di stagione che non subiscono troppe intermediazioni e
non devono percorrere lunghe distanze prima di giungere sulle
tavole.
Secondo un recente studio - riferisce la Coldiretti -
un pasto medio percorre piu' di 1.900 km per camion, nave e/o
aeroplano prima di arrivare sulla tavola e spesso ci vogliono
piu' calorie di energia per portare il pasto al consumatore di
quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali.
Peraltro privilegiando l'acquisto di prodotti locali e di
stagione oltre a risparmiare - sottolinea la Coldiretti - si
salva l'ambiente dall'inquinamento dovuto all'emissione di gas
serra responsabile dei cambiamenti climatici. Anche per questo
con il sostegno della Coldiretti e' arrivata in Italia la prima
legge regionale a favore dei cibi a chilometri zero' che
sancisce la preferenza ai prodotti locali in mense, ristoranti
e grande distribuzione per combattere i rincari dovuti
all'aumento del costo dei trasporti e l'impatto sul clima
provocato all'inquinamento con l'emissione di gas serra dei
mezzi di trasporto.
Il Consiglio regionale del Veneto per la
prima volta in Italia ha approvato, con una partecipazione
trasversale, un disegno di legge (pdl 225) presentato da
Coldiretti Veneto , meglio noto come 'legge del km zero', con
il sostegno di 25mila firme di consumatori che hanno voluto
questa norma a vantaggio della salute dell'ambiente e delle
tasche. Tra gli obiettivi della legge vi e' la promozione del
patrimonio agroalimentare regionale nei pasti di scuole
elementari, istituti scolastici superiori, universita',
ospedali e caserme nella misura del 50 per cento. (Agi)
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