| IN ITALIA NEL 2007 ECSTASY E ALTRE SOSTANZE USATE ALMENO 1 VOLTA NEL 3,7% CASI |
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| 21/07/2008 | |
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20 lug. - MDMA, significa sballo ma per i
farmacologi e' una metanfetamina, MetilDiossiMetaAnfetamina,
ovvero il principio attivo dell'Ecstasy (XTC). Si avvicina a
compiere cento anni la sostanza sintetizzata per la prima volta
nel 1912. Si nasconde in pasticche colorate e decorate con
faccine sorridenti.
Una pasticca come quella ingerita dalla
ragazza ora in coma a Venezia. L'MDMA ha conquistato popolarita'
negli anni '80, in particolare negli Stati Uniti, per la
capacita' di abbassare l'ansia.
Venne impiegata anche nelle cosi' dette ''terapie di coppia''
con la mediazione e supervisione di un analista. Ma il suo
devastante successo arrivo' come droga da discoteca.
La MDMA e' presente assieme ad altre fenetilamine psicoattive, o
a sedativi, o anche l'LSD ma e' difficile sapere quanto possano
essere tossicita' questi cocktail di sostanze, mandato giu'
spesso assieme ad alcolici.
I disegni ed i colori brillanti sono utilizzati appositamente
per rendere la sostanza stupefacente piu' invitante. L'effetto
e' quello di stimolazione il sistema nervoso: chi la prende si
sente euforico, non ha fame, digrigna i denti, la temperatura
aumenta e la pressione subisce sbalzi cosi' come l'umore.
Secondo i dati della Relazione annuale al Parlamento sullo
stato delle tossicodipendenze in Italia per l'anno 2007,
amfetamine, ecstasy, GHB ed altri stimolanti sono stati
utilizzati dalla popolazione, almeno una volta nella vita, nel
3,7% dei casi. Lo 0,67% del campione ha avuto contatto con
queste sostanze negli ultimi dodici mesi e lo 0,25% negli ultimi
trenta giorni.
La fascia di eta' piu' a rischio e' quella
tra i 15 ed i 24 anni, l'1,96% dei ragazzi e lo 0,77% delle
ragazze dice di farne uso. Fra i 45 e i 54 anni invece a
preferirla sono le donne, forse, spiega la relazione, come
autoterapia contro la depressione.
Ma la nuova preoccupazione e' rappresentata da altre sostanze,
anch'esse battezzate con un nome accattivante: smart drugs, che
in italiano significa ''droghe furbe'' perche' fuori
dalle tabelle legislative sugli stupefacenti e, percio',
pienamente legali. Si possono acquistare liberamente nelle
erboristerie, su Internet o nei cosiddetti smart shop, ma
secondo l'Istituto Superiore di Sanita' possono essere molto
pericolose per la salute. Per questo motivo, l'Iss ha messo a
punto uno specifico manuale nel quale ha classificato le 25
''droghe furbe'' piu' pericolose.
(Ansa).
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