| LEGGE 194: IL 70% DEI GINECOLOGI E' OBIETTORE |
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| 22/04/2008 | |
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22 apr. - Aumentano i medici obiettori, lo è il 70% dei ginecologi, il fronte del no all'aborto tra i medici si fa sempre più numeroso, sono obiettori il 50,4% degli anestesisti ed il 42,6% del personale non medico.
A segnalare il fenomeno e' la relazione inviata oggi dal ministro della
Salute, Livia Turco, al Parlamento, circa lo stato di attuazione della
legge 194 riferita agli anni 2007 e 2006.
Aumenta quindi in tutta Italia l'obiezione di coscienza.
Secondo i
dati comunicati dalle Regioni, nel Sud tale crescita e' ancora maggiore
e in alcune Regioni addirittura i dati raddoppiano.
In Campania l'obiezione per i ginecologi e' salita dal 44,1% all' 83%, per gli anestesisti dal 40,4% al 73,7%, per il personale non medico dal 50% al 74%.
Tendenza simile anche in Sicilia, dove i ginecologi obiettori sono passati dal 44,1% al 84,2%, gli anestesisti dal 43,2% al 76,4% e il personale non medico dal 41,1% al 84,3%.
Non mancano pero' alcune regioni del Nord, come il Veneto, in cui l'obiezione e' superiore al dato nazionale. Qui i
ginecologi che non effettuano interruzioni di gravidanza sono il 79,1%,
gli anestesisti il 49,7% e il personale non medico il 56,8%.
Secondo la
relazione annuale sull'attuazione della legge 194, riferita al 2006 e
2007 e trasmessa oggi dal ministro della Salute Livia Turco al
Parlamento, le interruzioni di gravidanza sono calate del 3% rispetto
al 2006 e del 45,9% rispetto al 1982.
I dati relativi al 2007, con un totale di 127.038 interruzioni volontarie di gravidanza, evidenziano dunque un ulteriore calo del 3% rispetto al dato definitivo del 2006 (131.018 casi) e un decremento del 45,9% rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso (234.801 casi).
Il calo è più forte tra le donne italiane (- 3,7% rispetto al 2006 e - 61,4% rispetto al 1982).
Nelle cittadine straniere invece si conferma l'incremento del ricorso all'aborto, facendo segnare un + 4,5% rispetto al 2006.
In particolare, sulla base dei dati provvisori a tutt'oggi disponibili, il tasso di abortivita' (che corrisponde al numero delle interruzioni di gravidanza per mille donne in eta' feconda tra 15-49 anni) nel 2007 e' stato di 9,1 per 1.000, con un decremento del 3,1% rispetto al 2006 (9.4 per 1.000) e del 47,1% rispetto al 1982 (17.2 per 1.000).
La relazione ministeriale evidenzia una costante diminuzione, a partire dal 1983, dei tassi di abortivita' in tutti i gruppi
di eta', soprattutto in quelli centrali.
Per quanto riguarda le minorenni, il tasso di abortivita' nel 2006 e' invece
leggermente aumentato, attestandosi su 4,9 per 1.000 contro 4,8 per 1.000 del 2005, con valori piu' elevati nell'Italia
settentrionale e centrale.
Tuttavia, il ricorso all'aborto tra le giovani del nostro Paese e' minore a quello degli altri Paesi
dell'Europa Occidentale.
Se dunque tra le cittadine italiane il numero di aborti e' calato, nelle donne straniere che abitano sul nostro territorio
la tendenza e' stata opposta.
Nel 2006 sono state il 31,6% delle interruzioni volontarie di gravidanza (ivg) totali, contro il
10,1% del 1998.
Un fenomeno, si legge nella relazione, che ''influisce sull'andamento generale degli aborti in Italia, in
quanto determina una stabilita' nel numero totale degli interventi e nasconde la diminuzione presente tra le sole donne
italiane. Il loro tasso di abortivita' e' circa 3-4 volte maggiore di quello delle italiane''.
Il calo di aborti e' stato piu' marcato tra le donne piu' istruite, quelle occupate e le coniugate, per le quali, anche grazie a una maggiore competenza di partenza, sono risultati piu' efficaci i programmi e le attivita' di promozione della procreazione responsabile, principalmente svolti dai consultori familiari.
scritto da Pro-Aborto, maggio 04, 2008 La mamma degli stolti(medici in questo caso) è sempre incinta e non abortisce mai! scritto da bg, aprile 24, 2008 Sono obiettori negli ospedali pubblici, poi si fanno pagare profumatamente nelle loro cliniche e all'estero, che schifo! scritto da AAA, aprile 22, 2008 sono obiettori perchè la coscienza gli rimorde proprio(e solo) mentre praticano aborti negli ospedali pubblici? Che schifo,però,vedere medici pagati dallo stato richiedere soldi a parte da normali contribuenti ,che hanno perciò diritto ad un servizio pubblico, per fare il proprio dovere in nero nel proprio studio... e poi ci si lamenta della classe politica... ogni paese ha i politici che merita... |
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