| MINISTERO GIUSTIZIA: SOLO 191 MINORI ASPETTANO L'ADOZIONE |
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| 29/07/2008 | |
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29 lug. - Le mancate adozioni di bambini
italiani non sono dovute alla scarsa offerta di potenziali
genitori ma alle caratteristiche della domanda. Infatti, i
minori che non trovano una famiglia sono per lo piu' adolescenti
problematici, bambini gravemente malati o disabili.
Ecco perche'
l'apertura delle adozioni ai single, avanzata dalla presidente
della Commissione bicamerale per l'infanzia Alessandra
Mussolini, ''non risolve il problema''. E' il parere di Melita
Cavallo, capo del dipartimento della giustizia minorile al
ministero della giustizia, gia' presidente della Commissione per
le adozioni internazionali.
''Io non contesto il principio delle adozioni ai single ma -
dice l'esperta - dico che servirebbe a ben poco. Se i bambini
sono dichiarati adottabili, vengono adottati. Non sono le coppie
che mancano, il rapporto fra adottati e coppie e' infatti di uno
a dieci. Tant'e' vero che poi le coppie vanno all'estero, oltre
tremila ogni anno adottano un bambino straniero''.
Cavallo parla con dati alla mano. Di recente ha realizzato un
monitoraggio sui minori dichiarati adottabili e non ancora
adottati con dati di tutti i 29 Tribunali per i minorenni.
Quelli che sono in attesa di una famiglia da almeno sei mesi
sono, a marzo scorso, appena 191. Catania, con 67, e' la citta'
con piu' casi; a distanza, Napoli con 16, Bologna con 14,
Palermo con 11.
''E' un fenomeno - osserva Cavallo - di portata numericamente
limitata, anche se umanamente ha un valore molto forte. Il
mancato affidamento a scopo di adozione e' dovuto, in primo
luogo, alle condizioni sanitarie gravi o gravissime del minore
che, in alcuni casi, comportano la necessita' di
assistenza medica specialistica e, in secondo luogo all'eta'
adolescenziale''.
Sono situazioni ''non gestibili da un single
anche se motivato. Ad esempio, nel caso di un disabile ho sempre
preferito l'inserimento in una famiglia con altri figli che
servono da stimolo e perche' i compiti sono suddivisi fra piu'
persone''.
''Oggi - prosegue Cavallo - la disponibilita' all'adozione e'
molto alta, non e' come 20-30 anni fa. Ci sono anche coppie non
piu' giovanissime, anche ultracinquantenni, disponibili ad
adottare bambini piu' grandi ma le situazioni non sono facili''.
E poi, da non dimenticare, segnala ancora Cavallo: ''dopo i 12
anni va chiesto al minore l'adesione all'adozione. A volte sono
proprio loro che non vogliono. Preferiscono un affidamento
piuttosto che un'adozione perche' ormai sentono forte la loro
identita' e l'inserimento completo in una famiglia appare loro
un'inutile 'finzione'''.
''Ben venga la disponibilita' dei single, che pure c'e'
sempre stata - conclude il giudice - ma va orientata verso l'affido o verso un tipo di adozione, piu' leggera, dove il
bambino mantiene il rapporto con la famiglia d'origine. Ritengo
inutile che i single concorrano con le decine di migliaia di
coppie le cui domande di adozione rimangono inevase''.
(Ansa).
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