| MINISTERO SALUTE: NEL 2008 1.400 ALLARMI CIBO. COLDIRETTI COMMENTA |
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| 12/07/2008 | |
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12 lug. - Tonno dello Sri Lanka contaminato con
istamina venduto in Veneto, insalata con il topo, vongole
italiane con la salmonella, latte francese avariato distribuito
in Toscana, e poi granchi e calamari al Cadmio, verdesca al
mercurio, scorfani e merluzzi con larve di insetti, ostriche
francesi vendute a Genova con il virus dell'Epatite A, salsa
tartufata bianca con il botulino.
In questa prima meta' di 2008
sono state 1.435 le notifiche di alimenti avariati o
contaminati giunte al Ministero della Salute, Direzione
generale per la sicurezza degli alimenti e della nutrizione. E'
quanto si legge nella relazione sul sistema di allerta
comunitario per il trimestre aprile-giugno 2008.
Delle 720
notifiche del secondo trimestre 2008, 119 sono state
segnalazioni di allerta, 278 informazioni e 323 respingimenti.
Sempre nel secondo trimestre, i prodotti nazionali irregolari
sono risultati 15, tre dei quali distribuiti all'estero.
Irregolarita' sia igienico sanitaria (contaminanti biologici,
residui di antiparassitari, metalli pesanti, micotossine, stato
di conservazione, additivi e coloranti) sia di natura formale e
merceologica (etichettatura non conforme dal punto di vista
sanitario, frodi).
I nemici numero uno dei cibi sono risultati
salmonella (70 segnalazioni), E.coli e Listeria. Mentre i
maggiori contaminanti chimici sono le micotossine (223
notifiche), seguite dai metalli pesanti e dai residui di
fitofarmaci. Notevole anche il numero di
segnalazioni per la presenza di corpi estranei negli alimenti
(32). Fanno capolino anche gli allarmi per gli Ogm non
autorizzati (9) e per i 'Novel Food' (3). Tra i prodotti
italiani a rischio, molti sono stati scoperti dopo la vendita
all'estero: in Germania hanno segnalato la ricotta di pecora
con la Listeria, in Belgio il mangime per piccoli animali con
le enterobatteriacee, in Olanda addirittura l'acqua per
ghiaccioli alla fragola con un'infestazione da muffe. Crescono
le irregolarita' per dietetici e prodotti alimentari, ma anche
quelle per prodotti della pesca, gelati e dolciumi.
Ma i rischi
maggiori sono nella categoria frutta secca e snack: 209
segnalazioni nel secondo trimestre, in calo rispetto al primo
ma comunque saldamente in testa tra i cibi piu' a rischio.
Mentre nei prodotti di mare il rischio maggiore e' per la
presenza di mercurio e di cadmio. Riscontrati anche arsenico
(in filetti di merluzzo cinesi), benzopirene, diossine, e
residui di farmaci veterinari in gamberi, anguille, scampi
provenienti quasi tutti da oriente. La carne invece e'
risultata contaminata in prevalenza, da salmonella, larve di
insetti, E.coli e cloramfenicolo.
Piu' varie le denunce per
frutta e vegetali: si va dai frammenti di vetro trovati in
funghi in barattolo dalla Cina al topo morto in confezioni di
insalata di campo francesi, e poi feci di roditori, muffe,
piombo, larve di insetti. Mentre il rischio maggiore per gelati
e dolciumi e' il rischio di soffocamento, segnalato in
particolare per le coppette di gelatina di frutta provenienti
da Taiwan e Vietnam. Non sono esenti da allarmi anche i
materiali da cucina che giungono a contatto con gli alimenti:
45 segnalazioni solo negli ultimi tre mesi, quasi tutti
prodotti cinesi. Dal macinapepe che lascia nell'ambiente nichel
alle casseruole con migrazione di composti organici volanti,
dai piatti e forchette in melamina con rischio di migrazione di
formaldeide alle bottiglie di alluminio che "perdono" colore.
Il fatto che il 98 per cento delle
notifiche di alimenti avariati o contaminati riguardi cibi
provenienti dall'estero dimostra la necessita' di estendere al
piu' presto l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza
degli alimenti in vendita.
E' quanto afferma la Coldiretti nel
commentare la relazione sul sistema di allerta comunitario per
il trimestre aprile-giugno 2008 durante il quale si contano 720
notifiche (1435 nell'intero semestre) di cui solo 15
attribuibili a prodotti nazionali, tre dei quali distribuiti
all'estero. "Il primato di sicurezza e' stato ottenuto dal Made
in Italy a tavola grazie all'impegno degli imprenditori
agricoli con - sottolinea la Coldiretti - il maggior numero di
prodotti a denominazione di origine Dop e Igp nella Ue (171) il
record nella capacita' di utilizzo delle risorse comunitarie e
la leadership europea conquistata nel biologico con oltre un
milione di ettari coltivati.
Le frodi e le sofisticazioni -
continua la Coldiretti - vanno combattute con la trasparenza
nel percorso che va dalla stalla al consumatore e per questo la
Coldiretti chiede l'estensione a tutti i prodotti lattiero
caseari dell'obbligo di indicare l'origine in etichetta per
consentire la piena rintracciabilita' e sventare disegni
criminosi che mettono a rischio la salute dei cittadini.
L'Italia grazie alla campagna di sensibilizzazione della
Coldiretti con la raccolta di un milione di firme a sostegno di
una legge di iniziativa popolare e' all'avanguardia in Europa
con l'obbligo di indicare l'origine in etichetta per il latte
fresco, la passata di pomodoro, la carne di pollo e
l'extravergine di oliva che si aggiunge a quello in vigore in
Eropa per la carne bovina, il miele, la frutta fresca, le uova.
Molto resta tuttavia ancora da fare con piu' della meta' dei
soldi spesi dai consumatori italiani per l'acquisto degli
alimenti destinati - conclude la Coldiretti - a prodotti per i
quali non e' possibile conoscere la provenienza: dai salumi ai
formaggi, dalla carne di maiale a quella di coniglio, dalle
conserve vegetali ai succhi di frutta, ma anche per il latte a
lunga conservazione e l'olio di semi". (Agi)
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