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Ultimo aggiornamento: 09.01.2009 ore 01:00
OCSE: SI ALLARGA LA FORBICE SUI REDDITI - ITALIA AL 6° POSTO NELLA CLASSIFICA MONDIALE Stampa E-mail
21/10/2008
21 ott. - Ricchi sempre più ricchi, classe media che va assottigliandosi e disparità economiche e sociali sempre più marcate. L'Italia è tra i paesi dell'Ocse dove la differenza di reddito tra ricchi e poveri è più ampia. Tra i 30 stati membri dell'Organizzazione, la disuguaglianza è maggiore solo in cinque paesi (Messico, dove le differenze sono in assoluto maggiori, Turchia, Portogallo, Usa e Polonia).
ocse280x200.jpgTra i paesi del G7 l'Italia è seconda solo agli Stati Uniti.
All'opposto Danimarca, Svezia e Lussemburgo, dove le distanze sono meno profonde. I dati emergono dal rapporto dell'Ocse 'Growing Unequal' che sottolinea come la disparità di reddito sia aumentata più o meno in tutti i paesi anche se con ritmi molto diversificati.
"La disuguaglianza di reddito - si legge nel rapporto - è cresciuta significativamente dal 2000 in Canada, Germania, Norvegia, Stati Uniti, Italia e Finlandia, mentre è diminuita in Gran Bretagna, Messico, Grecia ed Australia".
La disparità è aumentata in due terzi dei paesi che fanno parte dell'organizzazione, spiega l'Ocse, e questo è avvenuto "perché le famiglie ricche hanno raggiunto risultati particolarmente positivi rispetto alla classe media e alle famiglie che si trovano ai livelli più bassi della scala sociale".
L'Ocse definisce l'Italia come un paese in cui le differenze di reddito sono particolarmente ampie: i salari di livello basso sono estremamente ridotti mentre i ricchi hanno standard di vita più elevati rispetto a paesi, come la Germania, dove invece le differenze di reddito sono più limitate e dove i salari minimi sono più alti.
Come parametro di misurazione per la disuguaglianza, l'Ocse utilizza un coefficiente denominato 'Gini', che indica proprio la disparità di reddito.
Le differenze tra i paesi dell'organizzazione sono profonde, basti pensare che in Messico la forbice è due volte più larga rispetto alla Danimarca. I due paesi sono all'opposto nella classifica con un coefficiente di 0,23 per la Danimarca e di quasi 0,50 per il Messico contro una media Ocse di 0,30. Per l'Italia si calcola un coefficiente di 0,35 circa, mentre gli Stati Uniti sono a 0,38.
Il rapporto evidenzia quindi come la risposta dei governi alle disparità sia stata soprattutto di carattere fiscale e sociali, aumentando la spesa a favore di una popolazione che tende ad invecchiare velocemente. Si tratta però, secondo l'Ocse, di una risposta che può essere "solo temporanea".
"L'unica via sostenibile per ridurre le disuguaglianze" è assicurarsi che le persone siano in grado di trovare e mantenere un'occupazione.
Questo significa che "i paesi sviluppati devono sforzarsi molto di più per inserire i cittadini nel mercato del lavoro piuttosto che sostenerli con indennità di disoccupazione o pensioni anticipate"
Commenti (8) >>
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scritto da ale p., ottobre 22, 2008

danimarca e svezia......gran bei posti...... e soprattutto pochi italiani.

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scritto da apug, ottobre 22, 2008

credo che ormai siamo talmente appiattiti nelle nostre convinzioni che quello che fa l'uno viene criticato dall'altro .
Il primo impegno di chi sale al governo è quello di eliminare i provvedimenti fatti dall'altro a prescindere dell'utilità , della bontà o meno degli stessi.
Siamo ridotti al "tanto peggio tanto meglio" , siamo portati a farci del male da soli , perché non riusciamo a riconoscere i lati positivi di una legge , ( sicuramente ci saranno ), solo perché è stata varata dalla parte avversa .E buttiamo tutto via . Come si dice ...l'acqua sporca compreso il bambino .
E poi leggevo i vari commenti ( vedi scuola ) e cadono proprio le braccia a terra . Quanta violenza , quanta oscenità , quanta volgarità . Sono un uomo di settant'anni e ne ho viste tante nella vita , non mi scandalizzo facilmente , ma leggendo quei commenti mi vergognavo per il mio simile che li aveva scritti .
Non so perché sto scrivendo questo a te e in questo commento , forse non è per niente attinente e mi scuso . Si tratta di uno sfogo . cordialità .


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scritto da primula, ottobre 22, 2008

La sparizione della classe media?
E' sempre stato l'obliettivo da raggiungere per i comunisti e dintorni, ovvero tutti uguali, tutti, poveri, tutti mantenuti dallo stato, E i soldi? dai ricchi| quali? Bho!!!!! Ma non erano i comunisti E "fAMIGLIA CRISTIACOMUNISTA" A GRIDARE basta consumismo?????????'Ora che i consumi sono calati, gridano, dobbiamo CONSUMARE CONSUMARE CONSUMARE, per non parlare dell'introduzione dell'euro calcolata e voluta dal duo PRODI-CIAMPI, che in pratica ha sbattuto in miseria mezza europa. Il colpo finale è stato il tombale" governo Prodi", il peggiore di tutta la storia d' italia, questo è il risultato!!!!!!!!!!

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scritto da apug, ottobre 21, 2008

credo che finchè ci saranno strati sociali ( liberi professionisti , artigiani , commercianti ) che in tutto o in parte possono scaricare su altri ( a reddito fisso ) l'inflazione non vedo come si possa restringere la forbice . Anzi al crescere dell'inflazione essa si allargherà . O no ?

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scritto da paolo a., ottobre 21, 2008

Dai Silvio spingi ancora, con più forza, dai, ancora, fino in gola...

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scritto da max68, ottobre 21, 2008

E guarda caso è dal 2001 mche questa forbice ha iniziato ad allagarsi.
Questo sistema non reggerà. Se non si incomincia ha dare un po di soldi verso i ceti medio bassi si riempiranno i magazzini e alla fine esplodera il sistema....
In nessuno stato quando aumenta la forbice fra i redditi si ha un beneficio a lungo termine.
Ora poi in barba al liberismo danno i soldi agli affaristi e alla fiat, ma ai ceti medio bassi ancora niente.

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scritto da bg, ottobre 21, 2008

in ogni caso di tutto questo berlusconi se ne fotte visto che lui è ricchissimo.

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scritto da zino strano, ottobre 21, 2008

Qualcuno conosce i termini reali di questa cosa? Chi conosce le cifre, quand è che una famiglia è considerata media o povera o ricca?

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