| RAPPORTO ISMU: SENZA IMMIGRATI L'ITALIA NEL 2020 SI FERMERA' |
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| 26/07/2008 | |
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26 lug. - Gli immigrati convengono? Numeri alla
mano, la risposta sembra essere decisamente positiva. A dirlo e'
il XIII rapporto sulle migrazioni 2007 dell'Ismu (Iniziative e
studi sulla multietnicita') presentato nel febbraio scorso che,
elaborando stime dell'Istat, ha costruito una griglia ipotetica
basata su tassi di crescita predefiniti e fissi dell'immigrazione
dal 2007 al 2020.
In pratica, l'istituto di ricerca ha
confrontato quattro scenari possibili nel 2020, sulla base di un
aumento annuo dei flussi stranieri a partire dal 2007
rispettivamente di 150 mila, 250 mila, 350 mila e 450 mila
unita'. I risultati, se confrontati col quadro dell'assetto
sociale, economico e demografico del nostro Paese, riservano
diverse sorprese e inducono alla riflessione.
In tutte e 4 le ipotesi possibili di aumento demografico, il
rapporto con il tasso di crescita autoctono del nostro Paese
rileva chiaramente che ci sarebbe un effetto positivo del
contributo migratorio alla crescita della popolazione complessiva
che risiede nel nostro Paese. Gia' se si ipotizza un tasso di
crescita dell'entrata di immigrati pari a 150 mila unita' dal
2007 al 2020, la crescita complessiva della popolazione nel 2020
rispetto all'oggi sarebbe dello 0,4%. Va da se' che senza la
garanzia di questo minimo tasso di ingressi consentito in Italia,
tale dato sarebbe decisamente piu' basso e assisteremmo ad una
diminuzione della popolazione italiana complessiva.
Se poi il numero di ingressi annuali fosse
di 250 mila, avremmo una crescita della popolazione complessiva
del 3,1%. Che sale al 5,8% nel caso di 350 mila ingressi l'anno e
arriverebbe all'8,5% in piu' con ingressi di 450 mila unita'
all'anno.
Quale scenario prospettare sulla base di questi dati?
Nell'indagine Ismu, le risposte sono molteplici e cambiano a
seconda del fenomeno economico e sociale che si prende in
considerazione per valutare la risposta. Ad esempio, la cifra di
ingressi annui di immigrati necessaria per arginare la
contrazione di minori prevista dal 2007 al 2020 dovrebbe essere
valutata attorno alle 350 mila unita'. Cifra che scende a 250
mila ingressi se si volesse mantenere invariata la cifra numerica
della popolazione in eta' lavorativa (18-64 anni). D'altra parte,
secondo l'Ismu, tale cifra non sarebbe comunque adeguata per
contenere il processo di invecchiamento della popolazione in eta'
lavorativa (con riferimento ai 45-64enni). Ne' lo sarebbe un
eventuale aumento degli ingressi a 350 mila o a 450 mila. Anzi,
in entrambi questi casi crescerebbero del 20-25% il numero di
45-64enni, ci sarebbe una regressione del 3% dei 25-44enni e il
numero dei 18-24enni rimarrebbe sostanzialmente invariato,
attestandosi attorno all'11%.
Infine c'e' il problema della natalita' che nel nostro Paese ha
radici antiche. Sul contributo vitale che i flussi migratori
possono dare alla risoluzione di questo problema, il rapporto
dell'Ismu e' molto netto.
(Dire).
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