| RAPPORTO POVERTA' IN ITALIA:CARITAS-ZANCAN, E' EMERGENZA PER 15 MILIONI DI PERSONE |
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| 15/10/2008 | |
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15 ott. - In Italia "l'emergenza sociale riguarda
15 milioni di persone", quindi non solo i 7,5 milioni di
persone ufficialmente sotto la soglia della poverta', ma
altrettanti che "si collocano poco sopra, e quindi sono da
considerare ad alto rischio". Lo afferma il Rapporto sulla
poverta' in Italia elaborato dalla Caritas Italiana in
collaborazione con la Fondazione Zancan
Lo afferma il Rapporto sulla Poverta' in Italia elaborato dalla Caritas Italiana in collaborazione con la Fondazione Zancan. In proposito, nella conferenza stampa, il direttore della Fondazione Zancan ha indicato alcune direttici: "e' possibile - ha spiegato - destinare ad un diverso utilizzo parti rilevanti della spesa per assistenza sociale, oggi destinata alla persone non autosufficienti e alle famiglie di lavoratori con figli". Anche se, sottolinea Vecchiato, "non e' per niente facile, perche' chi oggi beneficia dei trasferimenti pubblici e ne ha fatto una fonte di reddito non e' disposto a rimettere in discussione i diritti acquisiti, anche se ragioni di equita' portassero a riconoscere il contrario". POVERTA' "NON E' DI DESTRA NE' DI SINISTRA" - "La questione poverta' non e' ne' di destra ne' di sinistra" e "non puo' essere affrontata con colpi di genio e ad effetto ma solo con un piano nazionale strutturato e permanente". Lo afferma mons. Vittorio Nozza, direttore della Caritas Italiana che ha presentato oggi a Roma l'ottavo Rapporto su poverta'ed esclusione sociale "Ripartire dai poveri" curato da Caritas italiana e Fondazione Zancan. Il volume, di 268 pagine, descrive la situazione di oltre 7 milioni e mezzo di poveri in Italia che vivono nel nostro Paese (ma l'emergenza sociale riguarda alemno 15 milioni di persone, se si includono quanti sono sulla soglia della poverta'). Secondo Nozza, dal Rapporto emerge che "l'Italia non e' il posto dell'uguaglianza e nemmeno quello delle opportunita'". "Piu' di altri Paesi europei - spiega infatti il sacerdote - l'Italia presenta grandi differenze fra chi vive in un discreto benessere, chi tutti i giorni lotta per non oltrepassare la soglia della poverta'e chi dentro la poverta' ci sta da tempo e non intravede nulla di nuovo nel futuro". "Il desiderio e l'ambizione di passare da una condizione all'altra - sottolinea in proposito Nozza - e' piu' difficile da realizzare da noi che altrove". Quella dei poveri e dei cittadini "a rischio" rappresenta infatti "una situazione strutturale, radicata nell'incapacita' dello Stato e degli Ento locali di dare risposte". Nel Rapporto vengono avanzate alcune proposte per risolvere il problema: "lotta alla poverta', promozione del mezzogiorno, garanzia dei livelli essenziali dei servizi e delle prestazioni sociali in tutta Italia, tutela della non autosufficienza, integrazione degli immigrati, accesso all'abitazione - ha sottolineato mons. Nozza - sono le priorita' che devono impegnare Parlamento e Governo per ridurre la vulnerabilita' nel Paese". SI AIUTANO LE BANCHE, NON I POVERI - "Assistiamo in questi giorni a montagne di soldi pubblici che, con il giusto accordo di tutti, corrono al capezzale della grande finanza e delle imprese in crisi per tentare di mettere in atto un salvataggio. Perche' non fare altrettanto per soccorrere chi lotta quotidianamente per sopravvivere all'indigenza e alla precarieta'?". Lo ha chiesto mons. vittorio Nozza, direttore della Caritas Italiana, presentando alla stampa il Rapporto sulla poverta' in Italia, elaborato in collaborazione con la Fondazione Zancan. "Perche' - si e' chiesto il sacerdote - non tentare una seria alleanza tra politica, societa', terzo settore e associazioni di volontariato?". ITALIA SPEREQUATA COME AMERICA LATINA - L'Italia si avvia a una situazione di sperequazione sociale che ricorda quella di alcuni paesi dell'America Latina. E' quanto emerge dall'ottavo Rapporto poverta' curato da Caritas italiana e Fondazione Zancan, presentato oggi a Roma, che denuncia le "profonde disuguaglianze" nel nostro Paese, dove "il quinto delle famiglie con i redditi piu' bassi percepisce solo il 7,0 per cento del reddito totale" mentre "il quinto delle famiglie con il reddito piu' alto, percepisce il 40,8 per cento del reddito totale". Spiegando questi dati, mons. Giuseppe Pasini, presidente dela Fondazione Zancan, ha invitato a "ristabilire un equilibrio organico, che consenta a tutti di fruire di sufficienti risorse e di offrire il proprio contributo". "Non si tratta - ha rilevato - di un'operazione indolore. Essa comporta rinunce a privilegi ingiustificati da parte di tutti, dei cittadini garantiti e anche da quelli in disagio ma meno sfortunati di altri; la creazione di nuove scale di priorita'nella spesa pubblica da parte dello Stato e degli enti locali, rinunciando a scelte forse utili ma non essenziali, per destinare le risorse a chi e' privo del necessario; l'assunzione di nuovi stili". scritto da marco p, ottobre 15, 2008 quindi togliamo gli assegni familiari ai lavoratori con reddito basso e figli a carico e diamo i soldi agli evasori fiscali che non dichiarano redditi o li dichiarano bassissimi ? mi sembra un idea un po' balzana.. scritto da darling3, ottobre 15, 2008 se le banche falliscono secondo mons. nozza chi ci rimette? scritto da primula, ottobre 15, 2008 ma tutti quei "poveri!!!!!" che di mestiere fanno gli accattoni con o senza cani, in che categoria sono? in questi ultimi anni si sono riempite le città, li trovi in tutti i marciapiedi, ben vestiti e molto pasciuti, loro non vogliono cibo mangiano gratis e in abbondanza alla mesa dei poveri, ma solo denaro, nè tanto meno voglia di lavorare, in quanto il mendicante è già un lavoro al massimo come secondo vanno a visitare qualche casa, sono tutti giovani di colore , qualche magrebino, quasi tutti zingari. scritto da zino strano, ottobre 15, 2008 Qualcuno sa cosa significhi in soldini Soglia di Povertà. Qualcuno sa qual è la cifra di reddito mensile sotto la quale questi studiosi tirano una linea e chi è sotto è povero,chi è sopra no? E' una curiosita. Chi lo sa puo dirlo? scritto da carlo geneletti, ottobre 15, 2008 chi crede che la povertà degli altri non ci impoverisca si sbaglia. Per evitare che mi si accusi di buonismo cattolico, aggiungo che sono ateo. Una società in cui ci sono morti di fame e superricchi non fa bene a nessuno, nemmeno ai superricchi, che devono isolarsi dal resto dell'umanità in difesa dei propri previlegi. Non fa bene nemmeno alla classe media. Tra i paesi sviluppati, quelli che sono più diseguali sono anche i più tristi -- lo dimostrano diversi studi psicologici. La gente capisce che ci devono essere differenze, perchè siamo diversi, ma non capisce quando le differenze sono eccessive nè quando non ci sia possibilità di mobilità -- che è esattamente ciò che sta succedendo in Italia adesso. scritto da Marcello, ottobre 15, 2008 Primula, capisco che sei incazzato, ma un giornale non puo' essere responsabile dell'impoverimento della nostra societa', al massimo puo' commentare la cosa. Credo che dovresti concentrarti su chi ha governato il nostro paese negli ultimi 20 anni per trovare i responsabili. Davvero credi che l'immigrazione serva al giornale? Lo so che lo sai chi ci guadagna dalla manodopera a basso costo. Lo so che sai chi in questi anni si e' arricchito a nostre spese. scritto da primula, ottobre 15, 2008 sarà contenta da matti "Famiglia Cristiana", lei adora i poveri, ne vuole a decine di milioni, e siccome non bastano quelli italiani, li fa arrivare da tutto il mondo.Grazie, Grazie,Grazie. |
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