| RAPPORTO TRIBUNALE DIRITTI DEL MALATO: 630 GIORNI PER UNA VISITA OCULISTICA |
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| 17/03/2008 | |
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17 mar. - Un anno e mezzo di attesa per una mammografia, 540
giorni: da cinque anni è in preoccupante aumento il fenomeno delle
lunghe liste di attesa, ostacolo principale per l'effettiva fruizione
delle prestazioni sanitarie, questi i dati rilevati dal Pit Salute del Tribunale dei Diritti del Malato
Il nuovo rapporto Pit Salute del Tribunale dei Diritti del Malato, che sarà presentato martedì, indica un aumento di quasi l'1% delle segnalazioni delle difficoltà da parte dei cittadini e in testa alla classifica c'é la diagnostica (58%), seguita dalla specialistica (31%) e dagli interventi chirurgici (9%).
I cittadini segnalano l'uso diffuso (soprattutto nelle aree di diagnostica e specialistica) del blocco delle liste di attesa, nonostante l'esplicito divieto introdotto dalla legge nel 2006.
Attese incompatibili con le necessità diagnostico-terapeutiche e tempi di attesa superiori alla periodicità dei controlli. Tempi che si accorciano notevolmente per l'erogazione della prestazione in intramoenia rispetto al canale istituzionale.
Fra i tempi massimi segnalati nel 2007 per alcune prestazioni diagnostiche, al primo posto la mammografia (540 giorni di attesa, con un aumento di 140 giorni rispetto al 2006).
Peggiorano anche i dati per ecocolordoppler (420 giorni, +240 rispetto al 2006), colonscopia con anestesia (300 giorni, +60 rispetto al 2006), risonanza magnetica (270 giorni, +90 rispetto al 2006), ecocardiogramma (240 giorni +70 sul 2006) e ecografia tiroidea (220 giorni, +100 rispetto al 2006); diminuisce l' attesa per gastroscopie ed ecografia.
La prestazione specialistica con il più ampio tempo massimo segnalato è la visita oculistica con 630 giorni di attesa e un aumento rispetto al 2006 di 510 giorni.
"Per ridurre i tempi di attesa - ha spiegato - Francesca Moccia - si deve intervenire con norme per i tempi massimi di prestazioni, divieto del blocco delle prenotazioni e, con la recente legge, l'attesa di sole 72 ore per le urgenze differibili".
Si ricorre molto di più all'intramoenia per le visite specialistiche (35%) piuttosto che per effettuare indagini diagnostiche (18%).
Per un intervento oncologico si paga dai 12.500 ai 30.000 euro, 5.000 euro per la fecondazione assistita; visita specialistica alla tiroide 400 euro; risonanza magnetica a 300 euro. (ANSA)
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