| RICERCA: 1 BAMBINO SU 4 A RISCHIO POVERTA' |
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| 26/05/2008 | |
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26 mag. - Il 24% dei minori italiani, quasi uno
su quattro, e' esposto al rischio di poverta'. E' quanto emerge
dal 4° Rapporto su "I diritti dell'infanzia e dell'adolescenza
in Italia", presentato oggi dal Gruppo CRC. Dal dossier risulta
che sono circa 900.000 i giovani che abbandonano prematuramente
gli studi, e che permangono, sebbene continuino a rimanere
sommersi, fenomeni di sfruttamento e abuso quali lavoro
minorile, prostituzione e pedo-pornografia on line.
C'e' una
tendenza ad utilizzare la detenzione preventiva per i minori,
in particolare per quelli stranieri, e a non rispettare le
misure di protezione previste per i quelli che vengono
ascoltati in un processo. Il rapporto sulla condizione dei
minori nel nostro paese e sul grado di rispetto della
Convenzione Onu sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza
(CRC) viene presentato oggi alla vigilia dell'anniversario
della ratifica della Convenzione da parte dall'Italia, avvenuta
il 27 maggio 1991.
E' stato redatto dal Gruppo CRC, composto da
73 organizzazioni ed associazioni e coordinato da Save the
Children Italia.
I bambini e gli adolescenti residenti in Italia al primo
gennaio 2007 erano 10.089.141, di cui 666.393 di origine
straniera. La maggioranza e' di sesso maschile ed e' residente
nel Nord Italia.
Il dossier identifica tra le sue
raccomandazioni l'adozione di un Piano Nazionale Infanzia, la
non piu' rinviabile istituzione di un Garante nazionale per
l'Infanzia e l'Adolescenza, politiche e risorse espressamente
destinate alla tutela dei minori, soprattutto a quelli che
vivono in situazioni d'indigenza, sfruttamento, sottoposti a
varie forme di violenza o discriminazione, come i minori
stranieri o quelli che fanno parte di minoranze.
Secondo il 4° Rapporto del Gruppo
CRC, in Italia e' esposto a rischio di poverta' il 24% dei
minori, quasi uno su quattro. Tale percentuale sale al 35% se
si considerano i minori che vivono in famiglie numerose e
raggiunge il 40% nel caso di minori che vivono in famiglie
monoparentali. I minori piu' a rischio sembrano essere quelli
che vivono in famiglie con entrambi i coniugi lavoratori ma i
cui bassi livelli di reddito non riescono ad essere una
garanzia di benessere.
Tra le famiglie monoreddito,
l'esposizione a rischio di poverta' per i figli e' del 30%,
mentre avere due genitori che lavorano riduce il rischio al 7%,
con poche differenze se uno dei due e' un lavoratore part-time.
La quota di famiglie povere nel Mezzogiorno, infine, e' cinque
volte quella del resto del Paese. Preoccupante e' la
correlazione forte che emerge tra il rischio di poverta'
minorile e l'investimento percentuale in spesa sociale: facendo
riferimento al Prodotto Interno Lordo, escludendo le pensioni,
la media europea di investimento sociale si attesta intorno al
14% ed ad essa corrisponde un 19% di rischio di poverta'
minorile; nel nostro Paese dove si investe meno del 10% il
rischio di poverta' minorile balza al 24%.
Relativamente al
diritto all'educazione, nell'anno scolastico 2007/2008 nel
nostro Paese erano iscritti 7.742.294 alunni.
Il dossier del
Gruppo CRC di quest'anno lamenta la carenza di dati a livello
nazionale relativi al confronto tra alunne straniere e
popolazione femminile residente per eta' corrispondente e per
nazionalita', che permetterebbe di leggere la scolarizzazione
femminile secondo i criteri dell'eta' e della nazionalita' di
provenienza, nonche' i dati disaggregati del numero di bambini,
bambine e adolescenti rom nelle scuole.
In Italia non esiste un piano Nazionale per l'Infanzia,
nonostante le sollecitazioni del Comitato ONU e contrariamente
a quanto previsto dalla normativa che ne stabilisce l'adozione
ogni due anni. L'ultimo risale infatti al biennio 2002-2004.
"Si auspica che il nuovo Governo approvi al piu' presto un
nuovo Piano, prevedendo idonee risorse per la sua attuazione",
afferma Arianna Saulini, Coordinatrice del Gruppo per la
Convenzione sui Diritti dell'infanzia e dell'Adolescenza
(Gruppo CRC).
Nemmeno nel corso della XV legislatura il
Parlamento italiano ha approvato una legge istituiva del
Garante per l'infanzia e l'adolescenza.
Unici passi avanti nel
corso dell'ultimo anno sono stati fatti su base locale: pur
persistendo la disomogeneita' tra le leggi istitutive, altre
due regioni, il Lazio ed il Molise, hanno formalmente nominato
un Garante regionale, andando ad aggiungersi a Marche, Friuli
Venezia Giulia e Veneto, mentre la Provincia Autonoma di Trento
ne ha approvato la legge istitutiva.(AGI)
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