| RICERCA: ALLENARE IL CERVELLO RENDE PIU' INTELLIGENTI |
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| 07/06/2008 | |
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07 giu. - Piu' intelligenti
grazie a un allenamento 'ad hoc'. Proprio come i muscoli,
l'intelligenza aumenta grazie all'esercizio. E se fino a poco tempo fa
si credeva che il Qi (quoziente d'intelligenza) dei piccoli Einstein
fosse fissato alla nascita, una nuova ricerca condotta da Susanne
Jaeggi e Martin Buschkuel dell'Universita' del Michigan (Ann Arbor,
Usa) suggerisce che le cose non stanno proprio cosi'.
E che almeno un
aspetto del nostro Qi puo' essere accresciuto allenando un certo tipo
di memoria, quella detta 'di lavoro'.
La maggior parte dei test svela-Qi cerca di misurare due tipi di
intelligenza, quella cristallizzata e quella fluida.
La prima sfrutta
conoscenze ed esperienza per risolvere i problemi, grazie alle
informazioni recuperate negli archivi della memoria a lungo termine.
La seconda, invece, indica l'abilita' di comprendere le relazioni tra
concetti, indipendentemente dalle conoscenze precedenti, per risolvere
nuovi problemi. Lo studio mostra che proprio questa 'fetta' del Qi
puo' essere allargata, con un allenamento mirato della memoria di
lavoro.
Quando si tratta di aumentare
l'intelligenza, molti ricercatori hanno pensato che non fosse
possibile - dice Jaeggi - I nostri dati chiaramente mostrano che non
e' cosi'. Il cervello, infatti, e' piu' plastico di quanto noi stessi
pensassimo". I ricercatori, insieme al collega Walter Perrig
dell'universita' di Berna (Svizzera), hanno pensato che se
l'intelligenza cristallizzata lavora sulla memoria a lungo termine,
quella fluida sfrutta le memoria a breve termine o di lavoro, che
viene rievocata in modo piu' accurato.
Si tratta del tipo di memoria
che sfruttiamo per ricordare un numero di telefono da utilizzare per
fare una chiamata, o un indirizzo mail, ma solo per poco tempo.
Insomma, per manipolare e usare informazioni che vengono solo
brevemente accumulate nella nostra mente.
Per svelare i segreti dell'intelligenza, i ricercatori hanno
arruolato quattro gruppi di volontari, allenando la loro memoria di
lavoro con un complesso sistema di test, che sfrutta stimoli visivi e
uditivi.
Le 'cavie umane' hanno eseguito mezz'ora di allenamento al
giorno per otto, 12, 17 o 19 giorni. Poi, dopo ogni fase di
allenamento, i ricercatori hanno monitorato l'intelligenza fluida dei
partecipanti, confrontandola con quella di alcuni gruppi di controllo
che non si erano allenati.
"I nostri risultati chiaramente mostrano che l'allenamento di un
certo tipo di memoria si trasferisce all'intelligenza fluida", dice
Jaeggi. Non solo. "Le persone con un punteggio piu' basso di
intelligenza fluida prima dei test, potrebbero beneficiare in modo
particolare dell'allenamento". E alla fine l'aumento dell'intelligenza
fluida ottenuto con l'esercizio, puo' migliorare anche il Qi generale
di una persona. Un elemento importante, ricordano i ricercatori, per
determinare il successo negli studi, la performance sul lavoro e i
progressi di carriera.
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