| RICERCA: DIRITTI GLOBALI 2008: CRESCE TROPPO IL DIVARIO SOCIALE |
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| 10/06/2008 | |
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10 giu. - Il necessario costa troppo, il
superfluo costa poco: e' piu' economico arrivare a Berlino con
un volo low cost piuttosto che pagare le bollette. L'inflazione
e' cresciuta in maniera ''impetuosa'', battendo di un punto
percentuale l'incremento dei salari. E a tutto questo si
aggiunge un ''divario indecente'' tra i guadagni: in un anno un
top manager guadagna 400 volte il salario di un operaio.
E' la fotografia che il 'Rapporto sui diritti globali 2008'
scatta dell'Italia, mettendo in evidenza una serie di paradossi
e impasse a cui gli italiani devono far fronte quotidianamente.
Il volume, presentato oggi a Roma e curato da Sergio Segio, e'
promosso con la collaborazione, tra gli altri, di Cgil, Arci,
Cnca, Gruppo Abele e Antigone, ed elenca i punti deboli della
globalizzazione, puntando il dito sulle criticita'
dell'economia, del mercato del lavoro, sicurezza e welfare.
LAVORO, SEMPRE PIU' PRECARIO: La flessibilita' e' sinonimo di
precarieta'. Nel 2007 i lavoratori a termine erano 2.269.000,
quelli a tempo parziale 2.421.000. In entrambi i casi vi era una
maggioranza di donne.
La presenza femminile nel sommerso e'
stata calcolata in 1.350.000 unita', l'instabilita' in 3.400.000
(il 18% non e' occupato da meno di un anno).
I salari sono
cresciuti meno dell'inflazione. Il 32% delle donne e il 60% dei
lavoratori precari guadagnano meno di 1.000 euro al mese.
POVERTA': Gli italiani di percepiscono piu' poveri o comunque a
rischio poverta': il 32,1% parla di un peggioramento economico
(nel 2007 era il 25,7%) e per il 13,7% si tratta di un
cambiamento negativo molto significativo soprattutto nel Nord
Est. Tra i beni percepiti come i piu' colpiti ci sono la
benzina, alimentari, casa e trasporti.
MORTI BIANCHE: Mille morti sul lavoro all'anno, 900 mila
infortuni. Le zone grigie del 2007, quelle con situazione
critica ma con possibilita' di miglioramento, sono diventate
nere: ''Se la ricerca del profitto viene anteposta alla vita
umana, bisogna interrogarsi seriamente sulle falle di sistema
della sicurezza sul lavoro''. Il testo unico sulla sicurezza sul
lavoro e' intervenuto sugli effetti perversi del sistema
sicurezza, ma non ha modificato logiche e strategie di governo.
IMMIGRAZIONE E LAVORO: Un'azienda su 5 fa ricorso agli
immigrati per lavori ''dequalificanti, faticosi e manuali''. Gli
stranieri arrivano in Italia sani, e anche a causa delle
condizioni lavorative, rischiano di ammalarsi.
SICUREZZA: L'Italia risulta essere un paese relativamente
sicuro: gli omicidi corrispondono a 1,19 ogni 100 mila abitanti.
Piu' sicuri rispetto al resto d'Europa anche per quanto riguarda
i reati di strada. Rimane ancora netto pero' il divario tra
percezione della minaccia ed effettivita' dei fenomeni
criminali.
IMMIGRAZIONE E SICUREZZA: I reati compiuti dagli immigrati
pesano sul panico sociale, ma gli stranieri sono invece spesso
vittime di violenza: del 16% degli omicidi, del 24% di stupri,
del 5,7% degli scippi, del 12,3% delle rapine in casa, del 9,9%
delle estorsioni.
SPESE MILITARI: L'Italia e' all'ottavo posto della classifica
mondiale per la spesa militare. Nel 2007 sono stati spesi 29,9
miliardi di euro. Nel 2008 la spesa e' stata aumentata di 2
miliardi. (ANSA).
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